Di nuovo a Kingsbridge: la colonna di fuoco – Ken Follett, di Elisa Benni

Kingsbridge, anno domini 1558. Qui comincia la narrazione del terzo capitolo della cosiddetta Serie di Kingsbridge di Ken Follett.

Per gli appassionati è come ritrovare un luogo che appare famigliare, anche se non confortevole per via delle avverse vicende che vi ha visto accadere.

E le dinamiche narrative, il lessico, lo stile dell’autore sono quelle di un vecchio parente che ci sta raccontando una antica storia di famiglia davanti al camino.

Si potrebbe affermare che Ken Follett si sia specializzato nel romanzo storico. Sin dall’inizio della sua produzione letteraria ha prediletto narrazioni legate a doppia mandata con il periodo ed il contesto storico di contorno confezionando storie e personaggi di pura fantasia da accostare in maniera più che verosimile a fatti reali e documentati e a personaggi realmente esistiti che non esercitano unicamente una funzione di supporto e sottofondo alle vicende.

I romanzi della Serie di Kingsbridge, così denominata poiché ovviamente la cittadina di Kingsbridge è il fulcro delle vicende di tutti e tre i romanzi, infatti percorrono la storia dell’Inghilterra dal XII al XVII secolo ed ogni romanzo ci regala un affresco nitido degli avvenimenti principali dell’Inghilterra, ma non solo, del periodo trattato.

Ne I pilastri della terra, romando iniziale, Kingsbridge è animata dalle lotte fra l’antica nobiltà feudale, arroccata sui propri privilegi, e la fiorente ascesa della borghesia d’impronta mercantile, con la nascita delle corporazioni a difesa delle arti e delle professioni. Contemporaneamente l’Inghilterra vive una delle tante lotte per la successione al trono fra l’unica erede superstite, ma donna, del defunto Re Enrico I e il nipote Stefano sostenuto dal clero. All’interno di questo contesto si svolgono le vicende dei protagonisti: Tom, artigiano e costruttore, e della sua famiglia fra cui spicca Jack, figlio di sua moglie; Philip, priore del priorato di Kingsbridge; Aliena e Richard, figli dell’usurpato conte di Shiring, fuggiti e divenuti commerciante di lana, lei, e scudiero lui; William di Hamleigh, nobile prepotente e violento che pretende gli venga assegnato il feudo usurpato di Shiring.

In Mondo senza fine troviamo Kingsbridge nel 1327 alle prese con la ricostruzione del ponte che la collega al resto del mondo e che le permette di restare una città incentrata sul commercio della lana e di non essere completamente governata dal priorato in cui un priore despota e disonesto organizza le attività al solo scopo di arricchirsi. L’Inghilterra sta attraversando l’ennesima guerra con la Francia: la guerra dei cent’anni. Nel frattempo l’Europa, e la stessa Inghilterra, sono flagellate dalla peste.

I protagonisti principali Merthin, costruttore, e Ciaris, appassionata di medicina ma non legittimata nemmeno a studiarla in quanto donna, discendenti entrambi dai personaggi del libro precedente, affronteranno la cupidigia del priore e la violenza dei loro stessi consanguinei per dotare Kingsbridge di un ponte funzionale e di un ospitale moderno e caritatevole a discapito della loro stessa felicità.

Il terzo libro, La colonna di fuoco, è ambientato nel periodo di incertezze seguito alla morte di Enrico VIII. Dopo la morte dell’unico figlio maschio di Enrico VIII, salito al trono come Edoardo VI, e la breve parentesi della regina Jane Grey, sale al trono la primogenita di Enrico e Caterina di Aragona, Maria Tudor.

La regina Maria è cattolica, come lo era sua madre di origine spagnola, e riporta pertanto la fede cattolica a fede di stato condannando l’eresia protestante che era stata propugnata da suo padre.

In questo periodo i protestanti colti a praticare il nuovo culto vengono obbligati a convertirsi o vengono arsi sul rogo. La politica aggressiva nei confronti degli eretici vale infatti alla regina il soprannome di Bloody Mary.

Il regno di Maria però non dura a lungo e alla sua morte sale al trono, non senza opposizioni, la sorellastra Elisabetta (figlia di Enrico VIII e Anna Bolena), che restaura il protestantesimo inimicandosi oltre a parte del suo popolo ancora fedele a Maria anche gran parte delle grandi potenze europee.

È in questo clima di tensione religioso che a Kingsbridge si svolgono le avventure di Ned Willard e della sua famiglia.

Ned, a seguito di alcune ingiustizie subite, si ritrova a lavorare affinché in Inghilterra non si sia più arsi sul rogo per le proprie idee religiose, siano esse cattoliche o protestanti.

Contemporaneamente suo fratello Barney e suo cugino Carlos, fiorenti mercanti a Siviglia, si vedono costretti a scappare in tutta fretta per colpa dell’Inquisizione.

A metà strada fra queste realtà, a Parigi, Sylvie Palot e la sua famiglia cercano di trovare un modo per praticare la fede protestante in una Francia percorsa da lotte di potere che usano la religione come mezzo per attaccare la fazione avversa.

Come in tutte le storie di Ken Follett realtà apparentemente distanti e separate finiranno per confluire in un grande intreccio fatto di amori, tradimenti, sotterfugi e ardimenti.

Lo stile è sempre semplice, poco articolato, chiaro e diretto. In questo modo il romanzo è scorrevole e non vi sono parti avulse dalla storia. Ogni parte è funzionale per spiegare ed introdurre ciò che avverrà dopo, senza inutili digressioni o sterili parti descrittive. Ne consegue che nessuna delle molte pagine del libro risulta superflua.

Succede però di sperare, ad un certo momento, che le situazioni si risolvano e che si arrivi presto alla conclusione ma solo perché ci si ritrova talmente coinvolti da non riuscire più a sostenere le cattiverie e le ingiustizie perpetrate dai personaggi malvagi della trama.

Se qualcuno fosse desideroso di leggere solo La colonna di fuoco è utile segnalare che sono comunque romanzi che, seppure legati fra di loro, sviluppano storie autonome e sono pertanto leggibili separatamente.

Se però non si vogliono perdere le sfaccettature derivanti dai legami con i libri precedenti è possibile ovviare al problema con la visione di due Mini Serie-Tv (9 episodi per I pilastri della Terra e 8 episodi per Mondo senza fine) uscite fra il 2010 e il 2012 ed in Italia trasmesse da Sky, molto fedeli e precise rispetto al loro corrispettivo letterario.

Vox Zerocinquantuno n.17, dicembre 2017


In copertina foto da Chili di Libri – Altervista

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