Il Làbas oltre il Làbas, la città oltre la mappa, di Marta Spadea

La mappa della città è un puzzle in perenne ridefinizione, un punto di vista diacronico sulle forme del territorio. Se affianchiamo più mappe infatti, possiamo usarle come segna pagina nei capitoli della storia delle geometrie cittadine. C’era una fabbrica, poi un fallimento e alla fine un vuoto urbano, uno spazio per sperimentare, incubatore potenziale di una nuova densità. La mappa riporta il passato, aspetta il futuro, diventa il presente. È una rappresentazione e una realtà allo stesso tempo.

Dal giugno 2016 cambia la mappa dei quartieri a Bologna, i pezzi del puzzle si riducono da 9 a 6. Il quartiere San Vitale si divide e viene accorpato a San Donato e Santo Stefano. Con la nuova definizione dei confini l’ex Convento San Leonardo, da tempo sede del quartiere San Vitale, aspetta per un anno una nuova destinazione avendo perso la sua funzione amministrativa.

Mappa della Città con indicato Vicolo Bolognetti 2, Elaborazione propria su GIS.

Il vuoto creatosi in Vicolo Bolognetti 2 chiede di essere colmato con l’avviso pubblico del Comune di Bologna emesso il 26 ottobre. L’intenzione dell’amministrazione è quella di selezionare progetti con pratiche sperimentali per la gestione degli spazi, attente al coinvolgimento della cittadinanza e frutto di esperienze già maturate nei quartieri. Oltre al progetto per l’utilizzo dello spazio gli interessati hanno presentato la candidatura preliminare per il Laboratorio Spazi. Attraverso questa modalità di assegnazione l’amministrazione intende coinvolgere la realtà vincitrice in un “percorso pubblico, un laboratorio tematico dedicato al tema dell’uso degli spazi con l’obiettivo di dotare, come previsto dal programma di mandato, ogni cittadino della possibilità di accedere a spazi pubblici dove poter praticare socialità e cittadinanza, per attivare percorsi e progetti ad impatto civico, ambientale, sociale ed economico.”1 Dal testo dell’avviso traspare non solo la possibilità di riempire uno spazio fisico ma anche quella di aprire una discussione sulla gestione degli spazi pubblici, obiettivo che sarà percorso di pari passo e in armonia col primo.

Alla chiamata del Comune risponde tra gli altri Làbas, costituendo per l’occasione l’associazione dell’emblematica denominazione: Nata per sciogliersi. Dopo lo sgombero di agosto, col sostegno ampio e condiviso di gran parte della città, Làbas era alla ricerca di un luogo in cui far abitare i tanti progetti che vivevano l’ex Caserma Masini e sperimentare nuove pratiche per il vivere urbano (abbiamo parlato della mission di Làbas in questo articolo http://www.voxzerocinquantuno.it/ripensare-alla-citta-lesperienza-autogestita-di-labas-a-bologna-di-marta-spadea/). Grazie all’esperienza maturata negli anni, alla riflessione collettiva incoraggiata da Làbas e alle tante voci che si sono mescolate al suo interno, “Nata per sciogliersi” si aggiudica la gestione temporanea dello spazio di Vicolo Bolognetti con un punteggio di 96/100. Per un anno il Làbas abiterà dentro ex sede del quartiere San Vitale, grazie ad un progetto “di buona qualità, perfettamente coerente con gli obiettivi dell’avviso, pur non dettagliando diffusamente il modello gestionale e la sua sostenibilità economica. In particolare è stata valutata positivamente l’esperienza maturata nel quartiere e l’articolazione molto ampia (13 associazioni più 13 realtà informali) della compagine proponente”2Lo spazio concesso al Làbas va oltre il Làbas, è la casa per coloro che credono in un modello diverso di vita in città e cercano un canale entro cui sperimentare, per tutte quelle idee che in Làbas sono nate e si alimentano, per coloro che si sono stretti attorno a Làbas durante e dopo lo sgombero. Quel vuoto verrà riempito da una forma nuova dal perimetro irregolare e cangiante. Fanno parte del progetto infatti Campi Aperti, la scuola di italiano per stranieri, l’orientamento e l’assistenza gratuita per migranti, il co-working e la formazione sui temi alimentari, corsi di falegnameria e attività di vicinato. Il percorso di Nata per sciogliersi verrà monitorato insieme al Comune e al quartiere Santo Stefano, puntando su una gestione efficace e in linea con gli obiettivi.

Foto della manifestazione per il sostegno a Làbas del 9 Settembre, dalla Pagina Facebook di Làbas

I confini di questo progetto vanno oltre i margini dell’ex Convento San Leonardo: l’esperienza di Làbas si estende all’intera mappa della città, genera ed esporta nuovi modelli per l’auto-organizzazione dello spazio pubblico. La contaminazione tra le geometrie urbane e la socialità, che le modella e in esse si muove, sfugge alla mappa; ciò che sborda dalle pareti degli edifici, dai confini dei cortili, non ha disegno ma si scrive nella memoria storica della città e nelle pratiche che l’attraversano. Il Laboratorio Spazi, parallelo all’assegnazione dello spazio, potrebbe fissare e rendere consuetudine queste pratiche, farle diventare i frame entro i quali si genera l’azione collettiva modellando non solo gli spazi fisici ma inventando una topografia sociale. I nostri auguri per la nuova sfida vanno a coloro che fanno parte di Nata per sciogliersi, a quelli che credono in questo progetto e in esso si riconoscono. Alla città.

Vox Zerocinquantuno n.18, gennaio 2018


In copertina: foto scattata in Vicolo Bolognetti 2, dalla pagina Facebook di Làbas


Note:

1http://www.comune.bologna.it/media/files/avviso_pubblico_laboratorio_e_spazi_bolognetti.pdf

2Repubblica.it, Ilaria Venturi, 12 Dicembre 2017

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