Memoria: la ricchezza da non sottovalutare, di Elisa Benni

I fatti di cronaca degli ultimi tempi dimostrano che, anche in una zona come quella del bolognese dove il ricordo degli eventi che hanno funestato la linea gotica e Monte Sole viene tenuta viva da svariati commemorazioni e testimonianze, la Memoria dei fatti accaduti non riesce a raggiungere appieno le nuove generazioni.

Essendovi oggettivi impedimenti anagrafici per i giovani di poter entrare in contatto con i testimoni oculari e i sopravvissuti, i libri rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento della memoria.

Molti scrittori hanno affrontato il tema dellOlocausto, delle persecuzioni e dei crimini nazifascisti in nome della razza. Alcuni per portare la propria testimonianza al mondo, altri per trasmettere la memoria di persone che non ci sono più, altri ancora costruendo storie verosimili ambientate nel periodo e nei luoghi funestati dalla tragedia.

I libri più noti della sezione testimonianze sono quelli scritti da un chimico piemontese e da unadolescente ebrea tedesca che viveva ad Amsterdam: Primo Levi e Anne Frank.

Foto da Amazon.it

Il Diario di Anne Frank dà al lettore la sensazione, essendo appunto in forma di diario, di essere con Anne nel nascondiglio, vivendo con lei i piccoli problemi di ogni giorno, problemi comuni dello sviluppo di unadolescente, unitamente a quelli di una convivenza forzata con estranei e alla paura che qualcuno potesse tradirli. Anne non sarà fortunata e non tornerà dai campi di concentramento.

Primo Levi, al contrario, avrà dalla sorte il dono del ritorno. Questo farà sì che possa regalare al mondo alcune delle più lucide testimonianze della vita durante le leggi razziali, della vita nei campi nonché della fatica e i problemi per il ritorno e per farsi riaccogliere fra le braccia della normalità. Purtroppo dopo aver tramandato ai posteri la sua esperienza Primo Levi porrà fine alla propria esistenza, probabilmente per colpa di una pesante depressione dovuta a un senso di vergogna per essersi salvato.

I suoi libri sono tutti piccole perle di memoria, immancabili per non far soccombere alloblio il dramma dellOlocausto.

Il più importante, il testo fondamentale che dovrebbe essere studiato a scuola, è sicuramente Se questo è un uomo, sulle condizioni di vita nel campo di Fossoli, prima, e in quello di Monowitz (campo satellite del complesso di Auschwitz). Accanto a questo libro si colloca La tregua, sulle peripezie incorse durante il viaggio di ritorno dopo la liberazione.

Ma non ci sono solo i romanzi. I racconti de Il sistema periodico narrano fatti precedenti, concorrenti e successivi alla prigionia. Da segnalare soprattutto il racconto Vanadio in cui un problema sorto con una resina acquistata dalla fabbrica per cui lavora Primo Levi riporta nella sua vita qualcuno di inaspettato. Infatti, per cercare di risolvere il problema, Primo Levi contatta lazienda produttrice, tedesca, dove scopre che il referente altri non è che il capo del laboratorio chimico di Auschwitz per cui lui aveva lavorato nel corso della prigionia. Ne nasce una corrispondenza da cui emergono i sensi di colpa del chimico tedesco.

Per lettori meno avvezzi alla narrativa, Primo Levi ha scritto anche I sommersi e i salvati, saggio in cui lautore approfondisce le dinamiche che si instaurano fra carcerieri e prigionieri nei campi di concentramento, partendo da luoghi come quello dove era stato rinchiuso lui ed arrivando ai gulag sovietici.

Oltre alle dirette testimonianze appena citate è opportuno segnalare che Primo Levi ha anche scritto romanzi non autobiografici tra cui un testo ambientato nel triennio 1943-1945 che narra le vicende inventate ma estremamente verosimili di partigiani ebrei polacchi e russi che, nei grandi spazi dellest Europa, osteggiano coloro che vorrebbero sterminarli: Se non ora quando.

Innumerevoli altri autori hanno trattato il tema dellOlocausto, più o meno approfonditamente, pur avendo molta meno risonanza di Anne e Primo. Non per questo portano alla causa della memoria un contributo inferiore.

Foto da maremagnum.com

La primula bianca – Ricordi autobiografici di Bianca Colbi Finzi dal 1916 al 1945, a cura di Claudia e Silvia Finzi (Ed. Silvio Zamorani) tramanda gli episodi di vita vissuta da Bianca Colbi Finzi e suo marito negli anni delle leggi razziali a Bologna, prima, e poi cercando rifugio ovunque gli venisse proposto e offerto nei paesi dellAppennino. Nella loro disperata ricerca di salvezza la parola dordine è “sottotraccia”. Lunica speranza è non dare nellocchio, confondersi con lo sfondo in modo che i tedeschi non si debbano nemmeno porre la domanda che loro siano ebrei. Nel frattempo altri parenti della coppia non avranno analoga sorte e nessuno ne avrà più notizia.

Sul confine La questione dei matrimoni mistidurante la persecuzione antiebraica in Italia e in Europa (1935-1945) di Giuliana, Marisa e Gabriella Cardosi (Ed. Silvio Zamorani) affronta invece un aspetto poco noto delle leggi razziali ossia come dovessero essere considerati i figli di coppie in cui un ariano aveva sposato un ebreo. Il libro, oltre a fornire una disamina del diverso comportamento dei governi delle nazioni che ricadevano sotto il giogo nazista pubblica documenti e dati disarmanti sulla percentuale di riuscita della pulizia etnica messa in atto. Le cifre riportate hanno la potenza di uno tsunami.

Listruttoria Oratorio in undici canti di Peter Weiss (Ed. Einaudi) è un dramma basato su un processo tenutosi a Francoforte sul Meno fra il 1963 e il 1965 contro alcuni membri delle SS e alcuni funzionari del Lager di Auschwitz da cui emersero svariati aspetti della vita quotidiana allinterno del campo.

Innumerevoli altri titoli potrebbero essere citati ma tutti, dalla testimonianza più diretta al romanzo inventato con ambientazione nei campi o comunque nel contesto storico dellolocausto senza esserne per questo parodia o mistificazione hanno oggi una ragione di esistere ulteriore rispetto alla pura arte letteraria: essere memoria, perché non venga dimenticata una delle peggiori pagine che la crudeltà e lindifferenza umana abbiano mai scritto.

Vox Zerocinquantuno n.19, Febbraio 2018

(In copertina Primo Levi, foto da Corriere.it )

(61)

Share

Lascia un commento