Remake: tutti i perché del rifacimento di un’opera, di Alessandro Romano

Un remake in genere viene girato per la necessità di dare nuovo lustro a una storia di grande successo e, mediante l’uso di nuove tecnologie, renderla più moderna aumentando la potenza evocativa delle immagini. Non a caso, la maggior parte dei remake appartengono al genere fantascientifico, al fantasy o all’horror.
Ma non solo. Alcune storie che si contraddistinguono per una narrazione moderna e contenuti attuali, vengono “ripescati” dai registi e produttori di tutto il mondo per poter offrire alle nuove generazioni la possibilità di godere di film con ritmi e colori propri del cinema contemporaneo.

Ma che cos’è un remake? È una storia che viene raccontata nuovamente con lievissime variazioni, possano essere la collocazione geografica o temporale, ma di cui la trama e l’epilogo finale rimangono intatti.
Questa costituisce la grande differenza col “reboot”, nel quale, vengono mantenuti solo i tratti essenziali di una storia ma che per il resto viene riscritta daccapo. Classici esempi sono i film dedicati ai supereroi, come le diverse saghe dedicate a Batman e Spiderman: il giovane Bruce Wayne assiste alla morte dei propri genitori e l’alter ego dell’Umo Ragno viene cresciuto dalla zia May, ma l’età, le caratteristiche dei poteri e i toni della narrazione vengono di volta in volta cambiati per offrire agli spettatori una storia nuova.

Solamente quest’anno sono stati diversi i film, che se non proprio remake, hanno creato grande richiamo con capolavori del passato, usciti nelle sale cinematografiche. L’ultimo in ordine temporale è L’assassinio sull’Orient Express. Il film tratto dal romanzo di Agatha Christie è il rifacimento della pellicola del 1974 diretta da Sidney Lumet. Un cast stellare comprendenteAlbert Finney , Lauren Bacall, Sean Connery, Ingrid Bergman e Anthony Perkins, viene sostituito da un cast altrettanto importante composto da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp e Michelle Pfeiffer diretti da Kenneth Branagh, il quale, interpreta anche i panni del leggendario ispettore Poirot.
Vale la pena di fare cenno ad un altro capolavoro del passato:
Blade Runner. Molti all’inizio “temevano” un remake, in realtà si tratta di un sequel. Uno dei film fantascientifici più importanti della storia della cinema vedeva Harrison Ford e Rutger Hauer (sotto la regia di Ridley Scott) come protagonisti del racconto ambientato in un futuro abitato da replicanti. Il nuovo film diretto da Muschietti (interpreti Ryan Gosling e lo stesso Harrison Ford) anche se con un po’ di evitabili lungaggini tutto sommato riesce nell’intento di espandere in maniera credibile l’universo del film originale.
Altro remake del 2017 è
IT, l’horror tratto dal capolavoro di Stephen King. Uscito nel 1990 una versione in due puntate per la televisione, anche in questo caso il film è stato diviso in due episodi per contenere le circa 1200 pagine del libro. Della versione anni ’90 venne apprezzata la prima parte, in cui un gruppo di ragazzi in età preadolescenziale affronta una figura malefica e ultraterrena travestita da clown che può assumere le sembianze delle paure provate dai ragazzi. Questa prima prova è stata superata date le buone recensioni ricevute ma la speranza, per tutti gli appassionati di questa fatica letteraria del “maestro del brivido” è quella di avere una seconda parte (quella in cui i ragazzi, ormai cresciuti e adulti, affrontano di nuovo il mostro a circa trent’anni di distanza) che renda finalmente giustizia alla grandezza del libro.

Alcuni remake invece nascono dalla passione di un singolo e dalla volontà di fare propria una storia. Il caso ad esempio di Tom Cruise, che dopo aver visto lo spagnolo Abre Los Ojos decide di farne una versione hollywoodiana con Vanilla Sky. Una curiosità è che Penélope Cruz interpreta lo stesso ruolo, ovvero della co-protagonista, in entrambe le pellicole, evento davvero più unico che raro.
Altro esempio di questo tipo è il Grande Gatsby uscito nel 2013. Leonardo DI Caprio ha voluto fortemente girare un remake del film del 1974 con protagonista Robert Redford.

Passando all’Italia, forse il titolo più famoso è Profumo di Donna (1974). Il regista Martin Brest decide di dirigere una propria versione dell’opera di Dino Risi con Vittori Gassman e Alessandro Momo “sostituendoli” con Al Pacino e Chris O’donnell. Si tratta di uno di quei rari casi in cui abbiano ottenuto un grande successo sia l’originale che il rifacimento.

Gli esempi di remake sarebbero infiniti (Funny Games, La Guerra dei Mondi, Solaris, solo per citarne alcuni che hanno avuto una grande eco mediatica) e, purtroppo, c’è da dire che tante volte non se ne sentiva il bisogno, come ad esempio il film cult anni ‘90 Point Break con protagonisti Keanu Reevs e Patrick Shwaze (il rifacimento è del 2015).
Spesso questi film sono operazioni commerciali intente a richiamare spettatori al botteghino. Sono infatti rari i casi di remake di film che si siano rivelati dei flop e che siano stati rilanciati dalla sua seconda versione. Ma assistiamo più facilmente al rifacimento di opere che sono già riconosciuti come dei capolavori e che spesso in queste nuove “vesti” deludono, proprio perché difficilmente reggono il paragone con l’originale.
Inevitabile dire però che il remake di un film che ci ha colpito generi sempre una certa curiosità e la volontà di vedere questa nuova “veste”, anche se con un qualche riserbo, diventa spesso irresistibile trascinandoci di nuovo nelle sale per un personale e sentito tuffo nel passato.

Vox Zerocinquantuno n.18, gennaio 2018

In copertina: locandina di Blade Runner da Manchesterairport.co.uk


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di “Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

(34)

Share

Lascia un commento