Soggettivo canaglia, di Bahr Zimmermann Wolf

Nelle settimane a cavallo di ottobre e novembre, tutti i media, social e non social, hanno bombardato l’etere con l’argomento “populismo-individualismo”; facendo i soliti riferimenti agli avvenimenti del momento e all’immancabile “società liquida” del Zygmunt Bauman. Tralascio il merito.

Il giorno dopo, scendo e prendo il bus per il centro; era giorno di sciopero, ma io non lo percepisco perché sia all’andata che al ritorno il bus era lì pronto e puntuale. Mi misi al fianco al conduttore, (dietro non mi sento bene) e questo mi da spesso modo di fare una chiacchierata: una battuta su un ciclista, un’altra su un pedone e si arriva a parlare, quasi sempre, della “schifosa” politica. Ad un certo momento, concludendo quanto detto nei dieci minuti precedenti, il giovane conduttore esclama: “vede … ormai siamo diventati tutti individualisti …” fa una pausa e poi: “oggi è sciopero”, ed è lì che me ne rendo conto, e segue “ma è di una sigla minoritaria … non è giusto che per quattro gatti si provochino tanti disagi a tutti … senza che serva a niente … io sono della CGIL, e allora lì sì che partecipo perché il quel caso si ottengono i risultati.

Ho voluto sottolineare il fatto, per un paio di motivi: uno sulla capillarità dell’insistenza ripetitiva de media; un altro sul paradosso vissuto dal giovane “individualista”, ma impegnato seriamente nel collettivo; e un terzo, sul fatto che le insistenze “bombardiere” usate dai media, Internet compresa, per fare udienza (e quindi cassa) su qualsiasi argomento, costituisce, in pratica, la diffusione di posizioni “soggettive”, ecco perché canagliesche. Questo ci porta a disvelare una situazione su cui nessuno vuole mai riflettere: il fatto negativo, in sé, non risiede tanto nel domandarsi se il contenuto diffuso sia veritiero o meno (anche se troppo spesso non lo è), bensì nel metodo, ossessivamente ripetitivo, appunto; il quale ha come unica e sola conseguenza: far percepire come universali e incombenti situazioni e valutazioni che non lo sono in assoluto; come nel caso, come detto, dell’individualismo e del populismo, ma anche nel contrastare decisioni buone per motivi di interessi personali (come il bersanismo), nella diffusione della corruzione, e così via. La cappa creata dai media con le loro ripetizioni, i loro talk show sovraeccitati, e Internet con i micidiali popup grafici e video, coprono la realtà vera; che è quella che inizia ogni mattina con la gente che va al lavoro, con gli studenti che vanno a scuola, gli impegni e le preoccupazioni per il lavoro o gli studi, le relazioni familiari e con gli amici, i programmi per il futuro, ecc., ecc.. Quando si fa intendere, tornando all’esempio, il propagarsi dell’individualismo o del populismo, si compie una bestialità; il partito che li rappresenterebbe, per esempio, non supera il 10-15% di voti, il che significa, come ho ripetutamente dimostrato, che, tenendo conto della partecipazione media al voto (o alle inchieste) del 62% la rappresentatività effettiva nell’intera società corrispondente è tra 6 e il 9%; un fatto assolutamente normale, senza alcun rilievo simile a tanti altri. Come i gruppi di lettura (che forse sono anche di più), come le associazioni, le persone che si occupano di aiutare le fasce sociali deboli, come i barbieri, i meccanici, gli elettricisti, i fan del calcio. E così come c’insegna, per rientrare nei metodi scientifici, la suddivisione operata dal grande psicologo e antropologo Carl Gustav Jung, con i suoi studi e le sue ricerche; che ha rivelato gli otto parametri di valutazione, le sedici classi di tipologie e le corrispondenti classi di variabili delle stesse tipologie, le quali indicano quali e quanti siano i tipi di persone (forse un migliaio) che costituiscono ogni società (Vedi l’MBTI di Myer-Briggs e, se si vuole, un Test d’esempio in “coachingconsulting.eu).

Questa è la realtà vera. Questi sono i dati ai quali dobbiamo dirigere le nostre menti, libere e svincolate da ogni influsso fuorviante, quando siamo chiamati a valutare le situazioni in cui intendiamo operare.

Ci sono dunque gli individualisti, i populisti, i fascisti, i corrotti, e quanti altri; ma insieme a loro, vicino e mescolate con loro, ci sono le infinite altre categorie di persone, che costituiscono il grande calderone delle nostre società, nelle quali fervono tipi di infinite varietà, che operano, compiono sciocchezze, ripetono gli antichi mestieri, i collaudati errori, hanno idee geniali e fanno sì che la vita continui a prescindere da tutto quello che si fa per distruggerla.

È, in ogni caso, per questa ragione che negli ultimi anni, nelle sessioni di aiuto per chi ha qualche difficoltà negli studi o nella professione, sono state introdotti metodi di “concentrazione e silenzio”; per fare in modo che coloro che sentono il peso delle proprie responsabilità liberino la mente dagli influssi del caos informativo e dalle corrispondenti percezioni fatalmente false, e si rendano capaci di orientare il pensiero verso le situazioni re-a-li e gestibili.

Vox Zerocinquantuno n.17, dicembre 2017

In copertina foto da Fuccha


Bahr Zimmermann Wolf, now@coach.ws o coachingconsulting.eu

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