Aria di solidarietà…non solo digitale, di Chiara Di Tommaso

 

 

È ormai passata una settimana dall’ultimo decreto del governo per il contenimento dell’epidemia, e il nostro paese ha dovuto fare i conti e adattarsi alle nuove regole, a nuove abitudini, a questo nuovo stile di vita. L’emergenza ha avuto un fortissimo impatto sulle vite di tutti i cittadini da tutti i punti di vista, sociale, lavorativo, psicologico, ribaltando completamente le libertà e le priorità che avevamo sempre date per scontate, con limiti, costrizioni, sacrifici e rinunce quotidiane. L’isolamento ci ha però permesso anche di capire fino in fondo il potere e il valore straordinario degli strumenti di cui al giorno d’oggi disponiamo e di imparare a sfruttarli al massimo per andare avanti.

 

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È infatti grazie alla rete se le nostre vite non si sono del tutto fermate, congelate. È sulle piattaforme digitali che milioni di studenti, dalle scuole elementari all’università, stanno continuando a studiare e a seguire le lezioni. E grazie a queste piattaforme se molte persone possono continuare a lavorare senza uscire di casa. È grazie ai social network che amici e familiari si tengono in contatto, con foto, videochiamate, messaggi e si fanno compagnia seppure a distanza. È sulla rete che troviamo tutte le informazioni che ci servono per restare aggiornati e consapevoli di ciò che accade. È proprio attraverso questi canali che in queste giornate di quarantena sono passati, si sono trasmessi e diffusi messaggi solidarietà.
E non si è trattato solo di parole di incoraggiamento, video, poesie e canzoni emozionanti, ma anche di vere e proprie proposte, attività concrete, iniziative originali che hanno permesso agli italiani di compensare almeno in parte il vuoto che si è creato nella quotidianità di ciascuno di noi.

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La cultura è sicuramente ciò che più ne ha approfittato per ritagliarsi spazio, sono state moltissime infatti le idee che hanno permesso, grazie al web, di continuare a partecipare ad attività culturali. Ne sono un esempio il progetto “Teatro immune” di Balloons production che ha organizzato una programmazione online di spettacoli teatrali, lo “Streaming di comunità” di OpenDDB per vedere film, il Cinema Orione di Bologna che ha preparato una rassegna cinematografica, dieci musei europei tra cui La Galleria degli Uffizi e la Pinacoteca di Brera che si possono visitare virtualmente dai loro siti, MLOL la rete delle biblioteche italiane che fa prestiti digitali. Anche le librerie, diverse testate giornalistiche e riviste hanno offerto abbonamenti e letture gratuite. Per non parlare di tutte le proposte di solidarietà digitale che hanno visto decine di compagnie proporre l’uso gratuito di piattaforme per lo smart working e per le lezioni online e offerte di giga e Wi-Fi a prezzi ridotti per facilitare la connessione ad internet. Alla cultura, allo studio e al lavoro, si affianca l’impegno di istituzioni, associazioni e singoli cittadini che hanno organizzato il sostegno alle persone anziane e più vulnerabili, con numeri verdi per l’assistenza e il supporto psicologico e pratico di volontari che vanno a fare la spesa per loro. A tutto ciò si aggiungono le iniziative da basso, i flash mob popolari che sono stati proposti e hanno raccolto adesioni tramite i social network, riscuotendo grande successo in tutta Italia. In particolare giovedì pomeriggio si è tenuto il concerto dai balconi, al quale hanno partecipato cantando e suonando molti cittadini, venerdì l’applauso collettivo di chi e per chi resta a casa, sempre affacciati alle finestre, e sabato torce fiaccole e candele accese “per far vedere al mondo che l’Italia è viva”. Moltissime anche le piattaforme di mutuo aiuto nate spontaneamente dalla cittadinanza, come quella creata da utenti di Bologna su facebook “Hai un’influenza sul mondo” in cui si offre e si chiede aiuto a vicenda. Piccoli grandi gesti, che hanno sicuramente alleggerito l’atmosfera comunque pesante che si respira in questo momento difficile per tutti. Piccoli grandi risultati che sono stati raggiunti proprio grazie a quegli strumenti che da sempre sono stati accusati di dividerci. E invece adesso, in una situazione del tutto nuova, assurda e surreale, una situazione che nessuno si aspettava, la digitalizzazione ci salva dalla solitudine. Ci permette, cosa ancora più importante, di sentirci più parte di un tutto, un singolo in una comunità. Ci aiuta a renderci conto che il mio sforzo si somma al suo sforzo, che il mio impegno ha senso solo se è insieme all’impegno di tutti.

 

“Andrà tutto bene” qualcuno aveva lasciato scritto su post-it attaccati per le strade delle città, qualche settimana fa quando ancora si poteva uscire. Ed è più facile crederci, adesso, che finalmente respiriamo quest’aria di solidarietà. .

Vox Zerocinquantuno, 16 marzo 2020

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