A spasso tra i seggi di Bologna, di Riccardo Angiolini

Pensieri e opinioni dei cittadini raccolti alla vigilia delle elezioni europee.

Il mese di maggio 2019 potrebbe essere ricordato come una decisiva svolta nelle vicende di tutta Europa. Il destino dell’Unione che da quasi settant’anni, con forme e ampiezze differenti, ha cercato di coagulare gli sforzi di molte nazioni del vecchio continente potrebbe prendere una piega inaspettata. In un momento storico in cui le crescenti asprezze fra gli stati membri hanno minato la stabilità della diplomazia europea, i cittadini sono chiamati ad esprimersi riguardo alla composizione del nuovo Europarlamento. E stavolta è proprio il caso di dirlo: una croce a matita potrebbe fare la differenza.

Può certamente sembrare incredibile come, in una certa misura, un nostro contributo possa influire sulle sorti di qualcosa che ci pare così enorme, senza dubbio fuori dalla portata del nostro piccolo. Il miracolo della democrazia è forse proprio questo: poter passeggiare fra le strade della propria città e pensare che ogni giovane, adulto o anziano avrà contribuito a determinare ciò che il nostro futuro quotidiano sarà.

Proprio per questa considerazione, nella mattinata di oggi, domenica 26 maggio, abbiamo raccolto i pensieri e le opinioni a caldo di elettori qualsiasi che, proprio come ognuno di noi, si trovava fuori di casa per far fronte alle proprie faccende. Al riparo sotto i portici di Bologna, difensori da un uggioso e inclemente maltempo, alcuni cittadini ci hanno resi partecipi delle motivazioni che li hanno spinti nell’importante scelta di oggi.

Con poche domande, schiette e dirette non si cercherà di estendere ingenuamente ciò che è fuoriuscito dalle risposte degli elettori intervistati al totale degli aventi diritto al voto, ma ci si soffermerà piuttosto a riflettere su quali sono i principali nuclei di opinioni.

La situazione politica italiana ha largamente influito sulle riflessioni degli intervistati: nessuno infatti si è risparmiato dall’associare al proprio giudizio qualche considerazione sull’attuale governo. La direzione che il loro voto ha preso in giornata è stata sicuramente guidata dagli interessi e dalle simpatie riscosse dagli odierni protagonisti della politica nostrana.

Cominciando dalla fascia più giovane di intervenuti si può affermare che, seppure con approcci estremamente differenti, la gioventù bolognese non ha rinunciato ad esprimere il proprio parere ai seggi. Una buona fetta di individui ha dichiarato di essersi informati prima di votare, o hanno comunque espresso un interesse per la politica che ha motivato la scelta.
 Come è facile intuire questa è risultata la fascia più eterogenea e col più alto numero di indecisi o non completamente schierati. Cinque Stelle, PD e Lega sono stati i più gettonati in ordine di successo, accompagnati da opinioni piuttosto diversificate su quelle che sono le necessità del Paese all’interno dell’Unione.

Anche all’interno della fascia mezzana di età si sono collocate opinioni fra le più disparate, tuttavia espresse con maggior fermezza e decisione. La posizione degli intervistati più adulti è risultata relativamente più salda di quella dei giovani, pur essendo talvolta spoglia di un reale e costante interesse politico o velata da una nota di rassegnazione.
 In questo caso PD, Lega e centro destra sono risultati i più quotati con un maggioranza di opinioni pro Europa piuttosto che euroscettiche, ma non prive di richieste e opinioni critiche riguardo all’attuale situazione.

La più compatta fra le nostre fasce di intervistati, forse un po’ inaspettatamente, è stata quella degli anziani. Proprio i più “agès” si sono espressi con grande risolutezza, interesse e argomentazioni a supporto del proprio voto. Una tendenza in parte incoraggiante, pregna di un’attenzione e una speranza nei giovani da parte delle vecchie generazioni.
 Fra i membri di questa categoria d’età, non con altrettanta sorpresa, si è virtualmente imposto il PD assieme a partiti minori di sinistra e centro sinistra, confermando il più tradizionale orientamento politico felsineo. Molto interessanti anche le posizioni riguardo all’Europa e al peso dell’Italia all’interno dell’Unione, cariche di fiducia e della convinzione che, non senza qualche aggiustamento, uniti siamo e saremmo più forti.

Più che un vero risultato, al termine di queste interviste, ci si aspettava di saggiare quale fosse lo spirito della città nei confronti del proprio destino europeo. Per quel che riguarda il nostro piccolo campione cittadino bisogna ammettere che è stato piuttosto rassicurante osservare come nessuno fra gli intervistati abbia dichiarato di volersi astenere. La volontà di far sentire la propria voce non solo in Italia ma nell’intero continente è parsa forte e sincera, sebbene caratterizzate da variegate sfaccettature.
 Ciò che invece ha accomunato ognuno dei cittadini interpellati è stato l’espresso desiderio di vedere il nostro Paese inserito nel contesto europeo con maggior forza, con maggior presenza, sia da interno che da outsider all’UE. Se lungo l’intera penisola il sentimento avvertito dovesse essere il medesimo chiunque salirà sul carro dei vincitori, una volta tirate le somme dalle urne, dovrà certamente tenerne conto.

Vox Zerocinquantuno n.34 Giugno 2019

 

 

 

 

 

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