Aleksi – una generazione senza futuro, di Fabio Bersani

È arrivata l’estate e con essa i tanto amati festival del cinema all’aperto. Questo mese siamo andati ad Albona, Croazia, per raccontarvi del film che ha chiuso la ormai nota rassegna cinematografica nel bellissimo borgo istriano. Tra produzioni nazionali ed internazionali, il festival si è affermato negli ultimi anni come un must del cinema all’aperto delle estati croate, ben noto anche oltre confine. L’ultima proiezione dell’edizione di quest’anno è stata una produzione locale, Aleksi.

Il film gira interamente attorno alle vicende di Aleski (la bravissima Tihana Lazović), ragazza annoiata di una piccola isola croata dell’Istria, tornata sotto il tetto dei genitori dopo la fine del suo ultimo tirocinio, in attesa di essere presa per un’altra esperienza come fotografa a Berlino, sempre con la stessa formula del lavoro non retribuito. La 28enne croata passa le sue giornate tra visite a parenti, esperienze fugaci con i turisti e scattando foto, unica sua vera passione. Riflettendo sul suo futuro e sulla sua vita nell’isola, senza amici e con tanto tempo libero, Aleksi vivrà esperienze che la porteranno a farsi delle domande sul proprio futuro, complice in particolar modo l’incontro con l’affascinante Goran, cantante rock dal carattere ben diverso rispetto a quello del personaggio interpretato da Tihana Lazović.

Aleksi non è solo la storia di una ragazza croata intenta a vivere il passaggio dalla fine degli studi all’età lavorativa, ma la storia di una intera generazione intenta a fronteggiare paure, difficoltà e crisi identitarie in una società che non si distingue certo per essere inclusiva con la cosiddetta generazione Y.

Sullo sfondo delle vicende della giovane donna, un ruolo di primaria importanza lo ricopre l’isola. Nella pellicola di Barbara Vekarić l’isola viene vista come prigione prima e come fortezza poi. Un luogo dove Aleksi si sente imprigionata tra noia e frustrazione per non riuscire a trovare una via di fuga, quest’ultima sempre più lontana dopo il rifiuto dallo studio di grafica di Berlino presso il quale aveva fatto domanda. Una prigione senza via di uscita quindi, che trova la sua evasione soltanto nell’alcool e in relazioni precarie. Con il passare del tempo e l’incontro del giovane cantante, l’isola cambia forma, inizia a mostrare un lato più protettivo, capace di arginare alcune delle delusioni e dei fallimenti vissuti in passato dalla giovane ragazza.

Il film rappresenta una storia nel quale i giovani di oggi, intenti a districarsi tra il bisogno di emancipazione dai propri genitori e l’indipendenza economica, si possono riconoscere. Una narrazione mai così attuale, che racconta le paure e le speranze di una intera generazione di ragazzi che sognano un futuro migliore, ma faticano lottando contro l’immobilismo e la possibilità di fallire che la società moderna inocula proprio ai ragazzi di oggi.

Se Aleksi è l’antieroe di questa moderna narrazione, Goran prende le redini dell’eroe, che con toni estremizzati aiuta la protagonista nella sua redenzione personale.

Un bel film sulla vita nelle piccole isole istriane, che potrebbe essere adattato a tutte le periferie e i piccoli paesi di provincia del nostro Paese. Un film sulle difficoltà delle nuove generazioni, e sulla cura ai loro mali, che può essere trovata proprio tornando alle proprie radici, ripartendo dal passato per costruire un nuovo futuro. Una pellicola che sa di speranza e che lascia spazio a grandi riflessioni sul futuro dei giovani della nostra epoca.

Vox Zerocinquantuno n.25, agosto 2018

In copertina foto da Novi List


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film

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