Alternanza Scuola Lavoro. Il fascismo 2.0 di CasaPound, di Elena Fabbri, Alice Scorzoni e Hammad Amjad

Colletta alimentare, Mutuo Sociale, “colonizzazione” della Libia, nazionalismo e “tempo di essere madri”. Sono questi i pilastri della propaganda di CasaPound. Ma non sono di certo novità per lo Stato italiano, dal momento che si può parlare di fascismo 2.0.

Se gran parte della società aspira al cambiamento, una piccola parte dell’elettorato pare sostenere, a grande sorpresa, queste iniziative.

“È giunto il momento in cui chi ama la propria Patria lotti per far sì che torni ad essere sovrana. Solo CasaPound può far rinascere questo amor di identità nazionale. L’Italia ha bisogno di un’estrema destra che vinca sui poteri forti anche con l’uso della forza” come sostiene quel 0,94% di italiani che ha dato consenso a CasaPound nelle ultime elezioni del 4 marzo 2018.

Sebbene possa sembrare un dato insignificante, risulta preoccupante considerando i forti richiami alle leggi promulgate durante il ventennio fascista.

Ma in che cosa crede CasaPound? Il suo spirito cristallizza nel simbolo scelto, una tartaruga. Il suo carapace è emblema della casa, casa intesa come patria. “Bisogna cambiare il linguaggio, dalla croce celtica siamo arrivati alla tartaruga, ma c’è urgenza di svecchiare il neofascismo” queste le parole riportate sul sito web dell’Espresso (espresso.repubblica.it). Infatti, il leader Gianluca Iannone dichiara: “è vero, siamo fascisti, ma del terzo millennio”(corrieredelmezzogiorno.corriere.it).

Foto da www.giuliocavalli.net

Nonostante la volontà di modernizzarsi sono evidenti i molteplici rimandi al passato.

A partire dalla colletta alimentare. La propaganda fascista prevedeva la distribuzione di pacchi di alimenti a chi possedeva la tessera del regime di Mussolini. Allo stesso modo, CasaPound ha un côté sociale. I suoi militanti sono spesso impegnati nella raccolta di generi alimentari nei supermercati. “Tutto il raccolto sarà destinato alle oltre 30 famiglie italiane in difficoltà che aiutiamo ogni mese. Dopo una settimana di stucchevoli polemiche virtuali sul tema della solidarietà, diamo l’occasione di aiutare concretamente i nostri concittadini bisognosi” dichiara il portavoce Lorenzo Berti. Insiste inoltre sul fatto che “ ”prima gli italiani” non è solo uno slogan da tirare fuori in campagna elettorale, ma una prassi d’azione quotidiana”(lagazzettadipistoia.it).

Mette in luce la solidarietà delle “tartarughe nere” anche la proposta di legge del Mutuo Sociale che propone il progetto e la realizzazione di case popolari con soldi pubblici esclusivamente per famiglie italiane mediante un mutuo che non passa dalle banche, pertanto senza interessi. Ciò prende spunto dalla politica economica fascista del Manifesto di Verona, in particolare dal punto 15: “quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà (…). L’ente provvede a fornire in proprietà la casa alle famiglie di lavoratori di ogni categoria mediante diretta costruzione di nuove abitazioni”.

Tale tutela accurata per i cittadini italiani non si manifesta, invece, nei confronti degli immigrati. Fulcro del programma di CasaPound è l’opposizione all’immigrazione. Per combattere contro i migliaia di profughi che invadono lo Stivale, CasaPound arriva a proporre una “colonizzazione” della Libia. “Dovremmo andare in Africa e costruire strade, acquedotti, tutte quelle infrastrutture che mancano. E come manodopera utilizzare quei ragazzoni in forze che al momento sono parcheggiati nei centri di accoglienza sul nostro territorio, a non far niente dalla mattina alla sera” dichiara Simone di Stefano, segretario di CasaPound (ilprimatonazionale.it).

Scavando a fondo, non si può non intravedere la base di questa intolleranza nelle leggi razziali fasciste.

Altro punto essenziale di CasaPound è il nazionalismo. Per valorizzare il concetto di Patria e garantire pertanto una sicurezza economica, viene premiato il commercio sfruttando il consumo di prodotti italiani. Ciò si rivela un comportamento tipicamente neoautarchico, che trova il suo fondamento nell’ “economia chiusa” del Duce. Essa mirava all’autosufficienza economica della nazione, escludendo le importazioni estere e incentivando quindi il lavoro e la produzione interna.

Ultimo punto, ma non meno importante, è la riproposizione in termini moderni della politica demografica fascista. Come all’epoca, tuttora l’Italia sta affrontando un periodo di crisi demografica. Con l’obiettivo di fomentare le nascite, CasaPound offre incentivi affinché le donne ritornino ad essere fondamentalmente madri. Con la proposta di legge “tempo di essere madri”, CasaPound punta a ridurre l’orario lavorativo a parità di retribuzione per le donne che hanno figli fino a sei anni.

Insomma, dei veri e propri nipotini del Duce. “Costruiremo il mondo che vogliamo!” è il grido dei “combattenti” di CasaPound. Senza dubbio forte e provocatorio, ma non vincente.

Vox Zerocinquantuno n.21, Aprile 2018

 

In copertina foto da lapresse.it


Elena Fabbri, Alice Scorzoni e Hammad Amjad, studenti del Liceo Leonardo Da Vinci di Casalecchio di Reno (BO).

 

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