Alternanza Scuola Lavoro. La musica ai giorni nostri, di Dario Ralletti

Negli anni a cavallo del nuovo millennio il mondo della musica e, più in generale, tutta la realtà economica e sociale di quel periodo, subiscono un radicale cambiamento. E’ l’avvento della new economy (o net economy), cioè la fase di intenso sviluppo  in seguito alla diffusione di nuove tecnologie e infrastrutture informatiche come i telefoni cellulari e Internet. Le conseguenze di questo sviluppo sono molteplici: esso ha portato, per esempio, all’informatizzazione e quindi ad una maggiore efficienza dei processi di produzione e di scambio e, così facendo, anche all’adattamento delle imprese e delle persone, le quali modificano i propri mezzi per riuscire ad affrontare le difficoltà dell’ambiente competitivo in cui operano.

Queste innovazioni tecnologiche hanno inevitabilmente influenzato l’ambiente musicale, in particolar modo dal punto di vista commerciale. L’esempio più semplice e immediato nel mercato musicale è il continuo affermarsi di nuovi dispositivi di riproduzione che sovrastano i precedenti: pensiamo al passaggio dal vinile e dallo Stereo8 alle musicassette degli anni ’80, a loro volta sostituiti da Compact disc negli anni ’90 e, a partire dalla fine del ‘900, dal computer e dai cellulari. Questi ultimi hanno reso la maggior parte dei vecchi dispositivi obsoleti, prodotti di nicchia, rivoluzionando dall’interno la struttura economica. Nasce così la distribuzione digitale della musica. Ciò che è mutato è il modo in cui la musica viene resa accessibile: sono sempre più frequenti l’utilizzo di piattaforme streaming (sia legali che non) come Youtube o Spotify, le quali permettono di raggiungere più clienti, creare efficienze, ridurre i costi e sperimentare nuove modelli di business. Questo evento porta ad un progressivo crollo delle vendite di album “fisici” e, di conseguenza, alla scarsa compensazione economica offerta dal nascente mercato digitale. Esso cambia radicalmente il rapporto tra i produttori e i consumatori, causa importanti variazioni nel consumo di musica, provoca un impatto devastante sui mercati poiché muta anche il legame tra artisti e case discografiche: il tradizionale contratto incentrato primariamente sulla vendita di copie fisiche, viene sostituito, talvolta su pressione delle case discografiche, da una pratica volta ad ottenere guadagno da ogni aspetto della carriera dell’artista. Queste forme contrattuali, note come 360 deal, investono sugli artisti come fossero un vero e proprio brand, capace di generare profitti non solo dalla vendita di album, ma anche dalle più redditizie fonti del live, del merchandising, delle apparizioni pubbliche, persino delle eventuali carriere cinematografiche e televisive. Pertanto se prima il successo di un artista, di un album, di una casa discografica era misurabile dalle vendite di cd che erano il principale contenitore fisico della musica e la musica dal vivo veniva considerata come un suo prodotto derivato, adesso la situazione è quasi completamente capovolta per la maggior parte degli artisti. La quota più rilevante degli introiti deriva dalla musica live e da tutti quei fattori basati sull’immagine dell’artista.

Così le case discografiche preferiscono mettere in secondo piano il talento per concentrarsi sul loro potenziale commerciale. Ne sono prova i talent show, come X factor o Amici, che nel XXI secolo si diffondono e nei quali spesso non vince chi sa cantare meglio, ma chi potrebbe vendere di più. Una simile strategia, però, si è rivelata un meccanismo fallimentare, come dimostrano le statistiche, secondo le quali i ragazzi messi in primo piano dai talent show negli ultimi anni non hanno poi avuto tanto successo, a parte poche eccezioni.

Tra i generi del periodo indubbiamente centrale è il teen pop, che si concentra su un pubblico particolarmente giovane puntando più sull’immagine veicolata dall’artista che sulla stessa musica.

Particolarmente importante è la musica elettronica. Nata negli anni ’70 e maturata negli anni ’90, essa vede nel nuovo millennio il compito di riprendere, interpretare e rielaborare il patrimonio dei decenni precedenti tramite l’uso di software musicali in continuo miglioramento: nascono così negli anni 2000 generi come l’electroclash (caratterizzato da influenze techno, new wave, synth pop e sonorità provocanti) , il dubstep (nata dalla 2-step e dal reggae, mix di  broken beat, bassi pesanti e alterazione delle metriche classiche), il grime (dubstep col spiccato carattere rap), il nu rave (mescolanza di generi come il breakbeat, il drum and bass e l’hip hop), il dance punk. Dal 2010 in poi non ci sono grandi novità, ma ci sono tante piccole tendenze come la chillwave( influenzata da  l’electropop, il post-punk revival, la new wave e il pop psichedelico) e la vaporwave.

Per quanto riguarda la musica dance si registra un elevato successo della musica house sia nelle sue forme più pure sia nelle sue forme più elettroniche e commerciali con generi come l’electro house. Il genere rap, dopo essere tornato di moda negli anni 2000 con artisti come Eminem, più recentemente trova unioni più commerciali che vedono prevalere musica pop e musica dance, formando generi come il pop rap e l’hip house. Il genere nu metal, popolare negli anni novanta, continua a rimanerlo, nel 2000 inizia infatti il successo dei Linkin Park.

Nel nuovo millennio una miriade di artisti riconferma o consolida il proprio successo: alcuni esempi sono Amy Winehouse, Red Hot Chili Peppers, Coldplay, Foo Fighters, Depeche Mode e Radiohead. Di questi ultimi è interessante sottolineare una nuova pratica commerciale: essi decidono di mettere alla prova una strategia di marketing apparentemente assurda mettendo l’album “In Rainbows” del 2007 disponibile a tutti su Internet, scaricabile legalmente dal sito ufficiale. Il prezzo è stabilito dall’utente, che attribuisce un valore economico soggettivo al prodotto. La media delle ‘donazioni’ degli utenti è di 2,30 euro per album. Una band internazionale oggi non ricava più di 2 euro per cd venduto!

Tra le contaminazioni fra generi più interessanti c’è il filone modern classical così definito perchè mischia il movimento classico (soprattutto romantico-impressionista) e l’ambient, ammodernando le strutture di Erik Satie (Max Richter , Peter Broderick , Hauscka, etc.) oppure i forti legami tra classica e new age con i lavori di Karl Jenkins.

Per quanto riguarda il cantautorato, si assiste ad una proliferazione di scrittori, ma la sensazione è che veramente pochi possano ambire a quella cerchia di cantautori che nel passato ha fornito artisti strepitosi. Questo è forse dovuto al fatto che, rispetto al passato, cambiano anche le circostanze nelle quali la musica viene generata. Prima era inserita in un profondo contesto sociale, essa traeva i propri presupposti e la propria ragion d’essere in ambiti determinanti per poter nascere e prosperare. Si pensi alla canzone politica o di protesta degli anni ’60-’70. Oggidì invece c’è maggiore passività: l’attuale generazione di giovani è molto diversa dalla precedente e, probabilmente, è cambiata proprio a causa di questo sviluppo della tecnologia, di un affermarsi sempre maggiore di dispositivi di cui si esagera l’utilizzo. Mentre la scuola e la famiglia del passato trasmettevano contenuti su cui erano stati a loro volta formati con la convinzione di trasmettere valori comuni, ora la cultura musicale giovanile è in continua trasformazione con ritmi e tecnologie sempre nuove.

Vox Zerocinquantuno n.21, Aprile 2018

 

In copertina foto da

YouTube per la musica: come promuovere un canale musicale


Sitografia:

http://www.labcd.unipi.it/wp-content/uploads/2016/06/Giovanni-Bassi-Industria-musicale.pdf

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/che-valore-ha-la-musica-oggi/160093/

http://ettoregarzia.blogspot.it/2010/02/la-musica-del-decennio-2000-2009-parte_11.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/31/lindustria-musicale-il-mercato-e-la-distruzione-creativa/2417506/

https://auralcrave.com/2016/06/15/breve-storia-della-musica-elettronica/

http://ettoregarzia.blogspot.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale

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