Alternanza Scuola-Lavoro. La rivoluzione ricreativa degli anni sessanta, di Giorgia Rossi e Gregorio Di Capua

Se si vuole osservare una grande estensione e una libera gestione del tempo libero bisogna aspettare più di un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale.

Fra gli anni 50 e 60 del XX secolo la forte crescita economica e lo sviluppo tecnologico nel settore dei trasporti e delle comunicazioni caratterizzano il cosiddetto boom economico. Inoltre, con l’articolo 36, la Costituzione Italiana del 1948 garantisce al lavoratore riposo settimanale e ferie annuali retribuite. Questi sono i due principali fattori che consentono alle persone di disporre di un proprio tempo libero, cosa inconcepibile fino ad allora per i ceti popolari.

Emblema del boom sono le vacanze. I più agiati possono raggiungere mete più lontane grazie a mezzi di trasporto come l’automobile (la FIAT è la marca automobilistica più venduta: nel 1967 ben il 73,5% dei veicoli venduti in Italia è acquistato dallazienda torinese). L’auto, tuttavia, in quegli anni, nonostante il miglioramento delle condizioni di vita, rimane inaccessibile ancora a molti. Permane ancora unevidente distinzione fra le classi sociali e sono molti coloro che si devono accontentare di vacanze semplici, in luoghi vicini, con pernottamenti brevi, spesso di una sola notte. Nonostante tali limiti sociali, si moltiplicano le presenze negli alberghi e nei campeggi e il turismo assume una dimensione più ampia: mentre nel 1959 è solo il 13% della popolazione ad andare in vacanza, già nei primi anni ’60 è il 21%.

Venendo alla fruizione dellintrattenimento, stando alle statistiche di una puntata di Rai Storia del 2014, la televisione è il luogo di svago più gettonato. Inventata negli anni 30, compare in Italia dal 1954 ed assume valore di massa intorno alla metà degli anni 60 quando si diffondono i televisori a colori. Lavvento di questo strumento provoca un cambiamento nelle abitudini degli italiani, spesso modificando gli stili di vita: se prima le serate si passavano con gli amici a giocare a carte, ora piace stare in famiglia a guardare la tv; le trasmissioni più viste sono Rischiatutto”,“Canzonissima” e “Carosello” (https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Programmi_televisivi_degli_anni_1960). Dal 1954 il telegiornale è il programma di informazione più importante, anche se non tutti hanno listruzione adeguata per comprenderne i contenuti; infatti lanalfabetismo ha ancora un peso rilevante, specialmente al sud, dove interessa il 25% della popolazione.

Si riempiono teatri e cinema e le persone si fanno coinvolgere sempre più dagli spettacoli, che diventano un modo per passare del tempo insieme, soddisfare le proprie passioni e, allo stesso tempo, riflettere sulla cultura e la società contemporanea.

Il tempo libero non è però soltanto unoccasione per acculturarsi, ma anche un modo per divertirsi e distaccarsi dagli impegni della vita quotidiana. Si assistono a fenomeni che dilagano in brevissimo tempo: nel 1957 arriva dall’America l’hoola hoop”, che diventa in poco tempo una tendenza.

Il più grande svago continua ad essere il ballo, un modo spontaneo di esprimersi e interagire con le altre persone, si differenziano però danze e luoghi a seconda dell’età dei loro frequentatori. Gli anni 60 costituiscono il periodo doro delle discoteche popolate da giovani e giovanissimi; esordiscono i primi disc jockey, che, con la loro musica, accendono latmosfera e fanno scatenare i ragazzi nei classici balli del periodo, quali lhully gully, il twist e il rock and roll. Ballare non è una novità, ma, dato che il tempo libero diventerà sempre più una quota fondamentale della vita, finirà con il rappresentare un vero e proprio comportamento alternativo al lavoro, un modo per liberarsi e scoprire la propria personalità.

Vox Zerocinquantuno n.20, Marzo 2018

In copertina foto da Motori.corriere.it

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