Alternanza S/L. Macerata: quando è il fascismo a premere il grilletto, di Angelica Scarcella , Soukaina Daraoui e Ilaria Demaria.

Caos. Sirene che suonano. Panico ovunque. Sono state queste le condizioni in cui si è trovata la città di Macerata lo scorso 3 febbraio. Luca Traini, 28 anni, ha sparato contro un gruppo di immigrati dopo aver fatto il saluto romano. Il gesto di un folle che si pone al di là di qualsiasi logica, prodotto dagli slogan elettorali di Matteo Salvini e frutto del clima di una campagna elettorale che punta “sul controllo del flusso migratorio”.

L’idea degli immigrati sembrava ossessionarlo. Sui social Traini appare rasato a zero con un tatuaggio simbolo della Terza Posizione. Indubbiamente, il ragazzo era stato vicino a partiti politici di matrice neo-fascista come Forza Nuova, CasaPound sposandone gli ideali estremisti come il razzismo.

Ma Traini non è un lupo solitario bensì fa parte di un branco il cui collante è composto da insoddisfazione sociale, frustrazione economica e odio verso gli stranieri. La “tentata” strage di Macerata non è un caso isolato; già nella cittadina di Fermo a 45 chilometri da Macerata, il 5 luglio 2016, Amedeo Mancini aveva chiamato una giovane nigeriana “scimmia africana” per poi sferrare un pugno contro il marito, uccidendolo. L’ ultrà della Fermana anch’egli frequentatore di ambienti neofascisti, è stato condannato a quattro anni di carcere con il patteggiamento e rimesso in libertà nel maggio del 2017, a nemmeno un anno dall’omicidio.

Per quanto riguarda Traini, invece, la Procura di Macerata ha chiesto il giudizio per direttissima che avrà inizio il prossimo 9 maggio davanti alla Corte d’Assisi.

Per giustificare la tentata strage la difesa ha puntato sull’infermità mentale chiedendo una perizia psichiatrica. Secondo il legale di Traini, quest’ultimo è incapace di intendere e di volere, infatti l’avvocato Giulianelli ha affermato che il ragazzo ha alle spalle un «vissuto di sofferenza» a causa della separazione tormentata dei genitori e della storia finita male con una ragazza.

In reazione a quanto accaduto si è svolta a Macerata una manifestazione antifascista alla quale hanno partecipato almeno ventimila persone, formando una fila umana di oltre due chilometri. Il corteo è stato aperto da uno striscione con scritto: “Movimenti contro ogni fascismo e razzismo”.

Diverse sono le realtà sociali provenienti da tutta Italia, che sono scese in piazza a manifestare contro qualsiasi forma di razzismo e violenza.

 

L’opinione pubblica si è divisa circa le ragioni di un gesto tanto forte: Una parte piú accorta dell’opinione pubblica ha stigmatizzato l’accaduto dal punto di vista politico, accusando personaggi come Salvini di aver soffiato ancor di più su un fuoco giá fin troppo vivo, quale l’immigrazione. Il segretario della Lega, infatti, non si sarebbe risparmiato dal fare intense affermazioni quali: << C’é bisogno di una pulizia di massa, anche con le maniere forti, se necessario >>.

 

Salvini ha espresso un desiderio e Luca Traini, candidato per la Lega alle comunali di Corridonia nel 2017, lo ha fatto diventare realtá. Non c’é dunque da stupirsi se, in un’inchiesta portata avanti da SWG nel 2017, 1 italiano su 2 abbia risposto che, aggressioni e/o insulti a sfondo razzista, siano giustificabili. Non é un caso che, a quasi un mese dal raid di Macerata, la Lega abbia ottenuto risultati storici, passando dallo 0,3% dei voti nel 2013, al 21% alle elezioni del 4 Marzo scorso. Salvini, infatti, con la sua campagna elettorale incentrata sull’opposizione ad una politica aperta nei confronti dell’immigrazione e basata sull’importanza della sicurezza e centralità degli italiani, é stato, di fatto, capace di riaccendere la speranza negli animi fascisti che, dal 1943 a questa parte, non si erano mai sopiti. Si aggiunge il fatto che, in seguito all’attacco terroristico di Traini, Salvini ha risposto: << Colpa di chi ci riempie di clandestini >>, giustificando l’avvenimento facendo appello al buonismo troppo spregiudicato dello stato, alla mancanza di giustizia e quasi lasciando intendere che non é lui ad essere razzista, ma sono gli altri ad essere troppo buonisti.

Macerata è dunque un esempio lampante di come, esasperare determinate tematiche, possa generare eventi drammatici solo ed esclusivamente condannabili e come, purtroppo, certi ideali fascisti non siano morti con la fine del regime.

Vox Zerocinquantuno n. 22, Maggio 2018


Lavoro svolto lo scorso marzo dalla classe Vc l del Liceo Da Vinci di Casalecchio (Bo).

 

In copertina foto da: ecovicentino


Angelica Scarcella, Soukaina Daraoui, Ilaria Demaria, studentesse del Liceo Leonardo Da Vinci, Bologna

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