Anime trasparenti di Daniele Bresciani. Recensione di Matteo Scannavini

Recensione di Matteo Scannavini.

Anime trasparenti. Un’indagine dell’Ispettore Miranda (2020, Garzanti) è un mix ben orchestrato di thriller, azione e dramma, dove trovano spazio di sviluppo anche un romanzesco filone rosa e diversi momenti di ilarità. Uno dei punti di forza del giallo è il capitale umano creato della penna di Bresciani: anche se non tutti pienamente realistici, i personaggi sono individui ben descritti e memorabili, come il sovrintendente Rizzo, l’abile spalla con la passione per punzecchiare il collega, e gli stravaganti gemelli Losi, un medico specializzando e un informatico che aiuteranno Miranda nell’indagine. Proprio l’ispettore risulta senza dubbio la personalità più affascinante dell’intero romanzo, grazie alla coesistenza tra la tradizionale anima dura e pura dell’investigatore, professionista scaltro, intuitivo e taciturno, e un’inedita natura dolce e sensibile, che si esprime nel tenero rapporto con gli animali che raccoglie dalla strada e cura.

È attraverso il poliziotto che viene espressa e rimarcata una netta presa di posizione nell’annoso tema del divario tra legge e giustizia: Miranda è un funzionario dello stato ma agisce secondo una propria interpretazione della legge, dove illegale è ciò che, a detta sua, fa male agli altri. Ne segue la tutela alla Casa dei cento bambini, un luogo che dà l’opportunità di stare lontano dalla strada ai figli dei clandestini, le vere “anime trasparenti”, tanto per innocenza quanto per invisibilità agli occhi della società. Per Miranda il mondo è bianco o è nero, ma sono il suo bianco e il suo nero, non quelli separati dal rigore della legge. Del resto non potrebbe impostare su altra premessa l’indagine completamente ufficiosa sull’incidente di Gloria, su cui ha interesse a far luce anche a causa di un passato e mai sopito coinvolgimento emotivo. Ma il suo percorso, che passerà anche per i tetri meandri del deep web e coinvolgerà, suo malgrado, dei civili, lo condurrà ad un disegno agghiacciante oltre le aspettative, una tonalità di nero sconosciuta persino ad un navigato investigatore della sua esperienza.

Dal punto di vista stilistico, Anime Trasparenti si caratterizza per una narrazione diretta, a tratti cruda, e serrata: la penna di Bresciani procede celere per stacchi tra i vari nuclei di personaggi fino a culminare in una resa dei conti carica di adrenalina e dal ritmo cinematografico. L’andamento senza indugi dell’autore compatta la vicenda in una densa decina di giornate e il romanzo in 400 pagine di lettura scorrevole.

Tirando le somme, al netto di qualche forzatura di trama nelle indagini (improbabile la modalità di decifrazione della targa dell’assassino), Anime Trasparenti risulta un romanzo avvincente e organico, dove i tipi umani appassionano e nei momenti giusti divertono, stemperando, con bilanciata sensibilità, l’atmosfera drammatica di una atroce storia noir. Se è vero che il giallo è un genere complesso da scrivere e ormai fin troppo esplorato, aggiungere al lungo filone della letteratura investigativa un romanzo convincente seppur non indimenticabile non è certo un traguardo di poco conto. Gli amanti del thriller hanno quindi un appuntamento godibile con Bresciani e il suo ispettore Miranda.

Vox Zerocinquantuno, 9 marzo 2020

Foto: voxreading.it – Matteo Scannavini.

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