Ant-Man And The Wasp: spettacolo e divertimento, di Alessandro Romano

 

Oggi per la prima volta su CineVox parleremo dell’universo dei supereroi Marvel.
Sono oramai 10 anni che i Marvel Studios invadono le sale con trasposizioni cinematografiche dei propri fumetti. La saga ebbe inizio nel 2008 con l’Iron Man di Jon Favreau che diede nuovo slancio alla carriera di Robert Downey Jr. e proseguì con altri film dedicati ai personaggi che insieme vanno a formare il “pacchetto” di eroi denominato Avengers.
Lo scorso 25 aprile è uscito Infinity War il primo dei due film che chiuderà questo mega-ciclo di film (circa 20) che compone il cosiddetto Marvel Cinematic Universe (MCU).

Uno dei pochi supereroi a rimanere fuori da questa ultima fatica dei fratelli Russo è stato una delle scoperte più divertenti sorprendenti dell’intero ciclo: Ant-Man. L’eroe che grazie a una particolare tuta ha la capacità di ridurre le proprie dimensioni fino a diventare grande quanto una formica conservando comunque la forza di un essere umano.
Dopo l’incredibile successo di Infinity War, film corale che comprende praticamente tutti gli eroi di questi dieci anni, era difficile proporre di nuovo un’avventura in solitaria, ma per chi avesse visto il primo film dedicato all’uomo-formica certamente aveva delle aspettative talmente alte da non provare esitazioni nell’andare a vedere il suo proseguo.

Possiamo dividere l’intero Marvel Cinematic Universe i due macro-categorie: gli episodi più banali che potrebbero piacere e divertire solo i bambini e quelle che invece riescono coinvolgere ed appassionare anche gli adulti. Sebbene questo secondo capitolo Ant-Man and The Wasp sia un po’ meno riuscito del primo, possiamo affermare che i due film diretti da Peyton Reed appartengano al secondo insieme.
I dialoghi sono brillanti e divertenti, gli attori sono azzeccatissimi (partendo dal protagonista Paul Rudd fino ad arrivare al “mostro sacro” Michael Douglas) e le scene di combattimento sono spettacolari senza perdersi in quelle lungaggini inutili che alla fine stancano.

Nell’ottica del puro entertainment possiamo affermare che il film centra appieno l’obbiettivo. Di certo è aperto il dibattito se questa “invasione” di film non sia esagerata. Certamente certi passaggi della saga risultano a dir poco deludenti, ma c’è da dire che se ci si vuole divertire e se si è appassionati di fumetti perché bisognerebbe rinnegare in toto il genere?

I supereroi e i superpoteri hanno fatto sognare milioni di persone per generazioni e in certi casi, esattamente come tanti altri generi fantascientifici, hanno dato l’opportunità di sognare in momenti ed epoche buie.
Ben venga una pellicola spettacolare in grado di intrattenere e divertire e che permetta di passare un paio d’ora in spensieratezza.

Vox Zerocinquantuno n.26, settembre 2018

In copertina foto da my movies


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di“Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”

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