Asia “nutrice” di Luciano Calandro

Sono tanti i luoghi comuni che riguardano gli asiatici, ma chi sono davvero e perché ci sembrano di un altro mondo?
Guidati da uno spirito eurocentrico, la plurimillenaria storia asiatica resta misconosciuta, avvolta nel mistero e nel misticismo.
Ma se la Grecia antica è considerata in Occidente come la culla della civiltà, l’Asia può essere la sua nutrice ?
Da sempre l’Europa ha subito l’influenza della cultura orientale sotto ogni forma. Tutte le innovazioni tecnologiche introdotte a partire dai secoli dell’Alto Medioevo provengono dall’Asia, quasi tutte dalla Cina. Gli europei hanno dimostrato però una straordinaria capacità ricettiva, per niente passiva, adattando le idee, importate da quei lontani Paesi, alle situazioni locali aggiungendovi elementi di originalità. Dal breve elenco di invenzioni che segue, certamente possiamo affermare che l’Asia ha dato all’Europa più di quanto ha ricevuto.

Nella cultura ufficiale cinese sono elencate le quattro antiche invenzioni che hanno dato un grande contributo al progresso della civiltà umana.
La prima fu la fabbricazione della carta da corteccia. Nonostante alcuni scavi archeologici

Preparazione della carta (foto educazionetecnica.dantect)
Preparazione della carta (foto educazionetecnica.dantect)

abbiano portato alla luce della carta risalente al II secolo a.C., la prima testimonianza fu del 105 proveniente dall’ufficiale di corte Cai Lun, che cominciò a produrla utilizzando probabilmente la corteccia dell’albero del gelso. Per più di 500 anni, la fabbricazione della carta fu confinata in Cina: in Europa arrivò solo nel ‘711 con l’invasione degli Arabi.

Solitamente la nascita della stampa viene indicata con la pubblicazione di Gutenberg della Bibbia nel 1455, ma questa rivoluzione partì dalla Cina: la stampa a caratteri mobili sarebbe stata inventata qui nell’XI secolo. Ma c’era un difetto: i caratteri, essendo in terracotta, si rompevano molto facilmente. Ci pensarono i Coreani a perfezionarla, intorno al 1200, utilizzando caratteri mobili in ferro interscambiabili, anticipando il famoso tedesco di due secoli. Il testo a stampa più antico esistente risale al 1377 ed è il Chikchi, una raccolta di insegnamenti zen. Detto ciò, bisogna però precisare che non si ha alcuna prova che Gutenberg possa esser stato a conoscenza dei caratteri mobili coreani.

Gli Arabi portarono in Europa un’altra grande invenzione cinese: la polvere pirica (o nera), che apparve in Cina nel X secolo; la leggenda narra che sia stata scoperta accidentalmente mentre alcuni alchimisti stavano ricercando l’elisir dell’immortalità. Fu utilizzata più nell’arte pirotecnica che per scopi bellici. A dimostrazione della ricettività tutt’altro che passiva degli Europei, l’adozione della polvere da sparo da parte degli uomini del vecchio Continente, si accompagnò alla fabbricazione di armi da fuoco, che si perfezionarono rapidamente, tanto che, quando ai primi del Cinquecento questi arrivarono in Cina, i Cinesi furono terrorizzati dalle loro armi.

La quarta grande invenzione cinese è la bussola: furono loro a scoprire il campo magnetico terrestre. Lanciando delle latte magnetizzate a terra, queste finivano per indicare sempre il Nord. Pare tuttavia, che questa scoperta venisse utilizzata inizialmente come spettacolo d’attrazione: passò molto tempo prima che fosse applicata alla navigazione. In Europa fu introdotta intorno all’XI secolo.

Nonostante queste vengano considerate come le più grandi, ai Cinesi si devono altre invenzione più sofisticate e che ebbero un maggior impatto storico-culturale, come l’orologio. L’astronomo Su Song, nell’XI secolo, produsse il primo prototipo di orologio in grado di interpretare i movimenti stellari e dei pianeti. L’esemplare era alto 12 metri e, grazie ad una ruota dentata rotante, faceva suonare delle campane a un tempo preciso.

O come la bachicoltura (lavorazione della seta), che la tradizione attribuisce all’imperatrice cinese Xi Ling Chi (2700 a.C.), ma che probabilmente si conosceva già nel 3000 a.C.
Per millenni fu tenuto segreto, con il fine preciso di mantenere il monopolio cinese della produzione della seta. Poi si diffuse in Asia a causa dell’emigrazione degli allevatori cinesi, e quindi giunse fino a Roma diffondendosi nell’Impero.

Due donne eseguono il rito del chanoyu (foto nihonjapangiappone)
Due donne eseguono il rito del chanoyu (foto nihonjapangiappone)

Dall’Estremo Oriente non sono arrivate solo innovazioni tecnologiche, ma anche cibi che sono entrati a far parte della nostra alimentazione.
L’Inghilterra è ormai famosa per il tè delle cinque: ebbene questa bevanda proviene direttamente dall’Asia. I primi riferimenti sul suo consumo in Cina risalgono al III secolo, quando i monaci buddhisti lo adottarono come bevanda rituale. Il “cha” (tè) venne poi introdotto in Giappone intorno all’VIII secolo, dove nacque il rito del “chanoyu” (“acqua calda per il tè”), cerimonia attraverso il quale si otteneva l’illuminazione buddista. Presumibilmente furono i Portoghesi ad introdurre la bevanda in Europa.

E ancora, è grazie ai cinesi se in Italia la pasta è diventato il piatto per eccellenza. Il primo piatto di pasta (di soia ovviamente) è infatti attestato in Cina nei primi secoli a.C. Anche se è doverosa una precisazione, infatti il ritrovamento cinese viene storicamente considerato indipendente da quello occidentale. La pasta è un alimento autoctono e tradizionale sia dell’Italia che della Cina e sviluppò due filoni di tradizione gastronomica paralleli e diversificati.
Oppure come dimenticare tutte le spezie per il quale si cercò in tutti i modi di trovare una rotta più veloce e sicura e che oggi sono presenti in tutte le nostre cucine: curry, cannella, pepe, zenzero, noce moscata.
Ultimo ma non per importanza, l’ormai celeberrimo riso, simbolo indiscusso del mondo orientale che nel corso dei secoli è entrato a far parte dell’alimentazione occidentale.

È dunque lungo il corso del Fiume Giallo che si posero le basi per lo sviluppo tecnologico e culturale della civiltà moderna occidentale. Ovviamente tutte quelle che a noi sembrano grandi innovazioni, non furono altro che il risultato di un lungo e quotidiano processo di sperimentazione. Ma è innegabile che la vena creativa e innovativa asiatica abbia permesso un progresso altrimenti impensabile.

Vox Zerocinquantuno n 4 novembre 2016

BIBLIOGRAFIA
“Storia economica dell’Europa pre-industriale” – C.M.Cipolla (Il Mulino, 2002) – parte seconda, capitolo terzo
“Storia moderna” – C.Capra (Mondadori, 2011) – parte seconda, capitolo XIV
“La Storia 1” – Redazione Grandi Opere UTET (De Agostini, 2004) – le civiltà dei continenti extraeuropei, capitolo I, II, III
Sito del Ministero della Cultura Cinese


Luciano Calandro, Benevento. Studente della facoltà di Storia presso l’Università di Bologna.

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