Bologna cresce: la popolazione aumenta ancora, di Chiara Pirani

Secondo le stime dell’Ufficio di Statistica del Comune, i tre quarti dei nuovi vengono da altri comuni italiani.

A Bologna, la popolazione è in continua crescita. Nonostante, infatti, il numero di nascite sia sostanzialmente stabile, fissato a quota 3.091 nel 2018, come riportato dallo studio effettuato dall’Ufficio comunale di Statistica, il saldo migratorio si conferma positivo per circa 2.900 unità, soprattutto in ragione della registrata battuta d’arresto dei decessi (-4.5% rispetto al 2017) e dell’aumento dei residenti che, principalmente per motivi di lavoro, si stabilizzano a Bologna per la particolare attrattività esercitata dalla città.

Scendendo nel dettaglio, è bene soffermarsi in primis sui valori prettamente numerici: secondo lo studio, al 31 dicembre 2018, la popolazione residente nel capoluogo emiliano ha toccato quota 390.636 abitanti, dato che, confrontato con quello relativo all’anno precedente, permette di registrare un aumento dello 0.4%, pari a circa 1.400 persone in più. Ciò è dovuto, in particolare, alla diminuzione della mortalità: complessivamente, infatti, nel 2018 sono deceduti 4.633 residenti, numero corrispondente al 4.5% in meno rispetto al 2017, non tanto al fattore natalità, che risulta, anzi, in leggero calo rispetto all’anno rpecedente.

A tal proposito esiste una curiosità legata ai nuovi nati: pare, infatti, che guardando il lampione posto all’angolo tra Palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno e Via Rizzoli, sia possibile scoprire l’avvenuta nascita di un bambino, quando, cioè, il lampione stesso, direttamente collegato con le sale parto del territorio, si illumina per tre secondi.

Riguardo i nuovi residenti, si può affermare come il loro ingresso si mantenga su livelli piuttosto elevati, ma, parallelamente, si registra anche una diminuzione dei flussi migratori: diminuiscono, infatti, i movimenti demografici in uscita, con una media mensile di 1.055 cancellazioni di persone non più residenti in città. Nel dettaglio, un quarto dei nuovi residenti proviene dall’area metropolitana di Bologna (23.1%) e il 26.4% arriva, invece, dal Meridione e dalle isole. Si stima che 7 nuovi residenti su 10 siano cittadini italiani, mentre i restanti 3 sono stranieri. Questi ultimi, nel corso del 2018, sono stati 4.411, numero pari al 30.6% degli ingressi, andando a far salire a quota 60.352 il totale degli stranieri residenti a Bologna.

La compagine straniera sul territorio bolognese è molto giovane, tanto che il 70.8% risulta avere meno di 45 anni: si tratta soprattutto di europei (42.2%) e di cittadini dell’Asia (36.6%), ma la nostra Bologna arriva a configurarsi come una realtà che vanta la presenza di ben 150 nazionalità diverse.

Andando ad esaminare i nuclei familiari, si può evincere che anche essi sono cresciuti rispetto all’anno precedente: se ne contano, infatti, ben 1.130 in più. Oltre alla famiglia anagrafica, però, gli esperti di statistica fanno riferimento anche ai cosiddetti “ménage”, cioè all’insieme di persone che condividono la medesima casa e che appartengono a una sola o a più famiglie coabitanti: il fenomeno interessa oltre 22.100 famiglie, ma con la conseguenza che, a fronte di una dimensione media familiare anagrafica pari a 1.86 componenti, l’effettivo numero medio di persone che vivono sotto lo stesso tetto risulta più alto, pari, cioè, a 2.09.

Riguardo ai matrimoni, invece, si può dire che a Bologna ne sono stati celebrati, nel corso del 2018, 944, 5 in meno rispetto all’anno precedente, confermando la generale tendenza ad evitare le nozze a favore di una convivenza fuori dal matrimonio. In particolare, andando a scandagliare le differenze numeriche registrate tra celebrazioni religiose e civili, si riscontra che le prime sono sempre meno rappresentate, con 208 riti nel 2018, ben 48 in meno rispetto al 2017, mentre le seconde sono cresciute di 43 unità, raggiungendo un totale di 736 matrimoni celebrati con rito civile.

Infine, durante il 2018, hanno avuto luogo anche le celebrazioni di 75 unioni civili, 20 in meno rispetto all’anno precedente (-21.1%), di cui 53 di coppie maschili e 22 di coppie femminili.

Pare, quindi, che il capoluogo felsineo ricopra un ruolo fortemente attrattivo nei confronti delle persone: sarà perché si tratta di una città che trabocca di storia, con i suoi 38 chilometri di portici, la suggestiva basilica di San Petronio, le numerose torri, o per il prestigio dell’Università, che secondo il Censis, per il nono anno consecutivo, è risultata nel 2018 la migliore in Italia tra i mega-atenei, contando ben 85mila iscritti, o ancora per il calore che trasmette, perché accogliente e includente da sempre. Fatto sta che i numerosi laureati o coloro che, magari provenendo da zone maggiormente investite dalla crisi, sono in cerca di lavoro, trovano proprio a Bologna un impiego che li soddisfi da più punti di vista, e ciò li spinge, quindi, ad aggiungersi alla popolazione bolognese, contribuendo ad arricchire ancor di più la città.

Vox Zerocinquantuno n.31, marzo 2019

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