Bologna e i giovani: spazi urbani di incontro e di aggregazione, di Chiara Di Tommaso

Nomisma ha appena condotto un’analisi sui giovani della nostra città, la quale è arrivata qualche giorno fa nelle mani del Comune di Bologna. I dati, raccolti tramite questionari online distribuiti nelle scuole, riguardano 21.453 ragazzi tra gli 11 e 19 anni e costituiscono materiale ricco e prezioso per la Pubblica Amministrazione e la collettività tutta, che ne potrà fare buon uso per orientare meglio politiche, interventi ed iniziative in questo campo. I tanti temi affrontati dall’indagine spaziano dalla vita scolastica alle relazioni con la famiglia e gli amici, dal tempo libero all’uso di sostanze pericolose, dai social network al rapporto con la città di Bologna. Tralasciando i tasti dolenti e le rivelazioni che sono state definite “preoccupanti” riguardo tematiche quali educazione sessuale, gioco d’azzardo, alcol e droghe, ci concentreremo qui nell’analizzare il rapporto che gli adolescenti hanno con la città in sé e con gli spazi che essa offre loro.

Innanzitutto Bologna si può ritenere molto soddisfacente in quanto, come emerge dalla ricerca, l’80% dei ragazzi ha dichiarato di amare la città in cui vive. I luoghi preferiti dove i giovani bolognesi passano la maggior parte del loro tempo libero sono proprio i parchi, le piazze e i giardini e tutti spazi pubblici e all’aperto di cui la città in effetti è ricca. Non è da ritenersi scontato che i ragazzi trasformino questi posti in punti d’incontro e di aggregazione, ed è sicuramente un segno positivo sulla qualità della vita in città che rappresenta un valore aggiunto per l’intera cittadinanza. Basta recarsi un sabato pomeriggio in via dell’Indipendenza per accorgersi di quanto siano frequentate le strade e, di certo, progetti quali la pedonalizzazione del centro storico nei weekend hanno molto aiutato e valorizzato quest’abitudine.

Molto importanti per lo stesso motivo sono anche le continue attività ed eventi che vengono organizzati nelle piazze della città, dal cinema in Piazza Maggiore ai concerti in Piazza Santo Stefano, e ancora più preziosi quelli nelle zone un po’ fuori mano come i mercatini in Piazza Verdi e Piazza XX Settembre o la rivalutazione dei parchi di periferia, come il Parco della Zucca.

Il processo che il Comune già aveva messo in atto per la rivitalizzazione degli spazi pubblici, dopo i risultati di quest’indagine, assume un valore aggiunto e una spinta motivazionale ancora maggiore, in quanto i ragazzi hanno espresso chiaramente quanto tengano a questi luoghi. Non si può dire lo stesso, invece, per quanto riguarda gli spazi al chiuso, quali centri ricreativi e biblioteche. Secondo le informazioni raccolte dalla ricerca, sono pochissimi i ragazzi che vi passano più di quattro ore alla settimana, e più della metà non li frequenta affatto.

Altri tipi di centri culturali sono poco numerosi e soprattutto poco conosciuti e dunque non fanno parte della quotidianità dei ragazzi. Le scuole, d’altro canto, solitamente non offrono la possibilità di rimanere nel pomeriggio o di svolgere al proprio interno attività alternative e di svago, cosa che conferma la quasi assenza di possibilità d’incontrarsi in questo tipo di luoghi. Molto si potrebbe fare dunque da questo punto di vista, creando non solo più spazi dedicati ai ragazzi ma soprattutto arricchire e sponsorizzare quelli che già ci sono organizzando eventi più frequenti e coinvolgenti. Come spiega la vicesindaco Marilena Pilati: “Non basta creare un luogo e avere masse di giovani che ci entrano, dobbiamo chiederci come motivarli ad entrare”. La valorizzazione di questi centri potrebbe significare proporre nuove opportunità e occasioni di svago, arricchimento e crescita collettiva, attraverso concerti, esposizioni, laboratori d’arte, scrittura, cinema e attività di volontariato, che alcuni ragazzi hanno tra l’altro dichiarato di voler implementare.

Tanti spunti di riflessione dunque ha portato questa ricerca alla città e in particolare al Piano Adolescenza del Comune di Bologna. L’esigenza di creare più spazi dedicati ai giovani sarà sicuramente uno dei punti da cui partire a lavorare. Non solo per il valore che questi luoghi possono portare alla città tutta, ma anche perché possono essere il fulcro da cui iniziare ad agire su tutte le altre questioni e problematiche.

Vox Zerocinquantuno, 18 ottobre 2019

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