Bologna, nuovi spazi per creare. Cercasi compromesso con XM24, di Matteo Scannavini

In periodo di feste l’amministrazione Merola ha preparato un importante regalo per la cittadinanza attiva bolognese: l’assegnazione gratuita di 13 spazi vuoti ed inutilizzati per progetti di valore culturale e partecipativo. Più che un dono, si tratta di un’offerta che comporta insieme opportunità e responsabilità, basata sul principio che essere cittadini comporti anche avere il diritto e il dovere di gestire insieme una porzione di spazio pubblico.

 

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Un’idea familiare anche a Xm24, che, pur senza riferimenti espliciti, sembra essere il principale destinatario degli avvisi pubblici. Il centro sociale rischia lo sgombero da due anni, quando scadde il loro accordo con il Comune per l’utilizzo dello spazio. Nel biennio si è consumata una sorda diatriba tra Xm24 e Merola, che ora tenta la via del bando per riprendere controllo della loro sede e regolarizzarne le attività. La risoluzione del conflitto sembra tuttavia essere ancora lontana.

Ma partiamo dal progetto comunale, promosso dall’assessore all’immaginazione civica e al patrimonio Matteo Lepore. La proposta giunta in consiglio fonda sul Laboratorio Spazi, condotto dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana in collaborazione con Comune e Quartieri, che ha delineato l’esigenza dei cittadini di gestire in condivisione luoghi improntati all’apertura e alla socializzazione. Un’opera di mappatura ha quindi individuato 5 immobili vuoti adatti a sperimentare nuovi percorsi di gestione e attività collaborative in ambito socioculturale, artistico-ricreativo, sportivo e di welfare. I 5 spazi saranno assegnati gratuitamente ma con utenze, spese di gestione e Tari a carico dell’utilizzatore.

Vi sono poi altri 8 immobili in disuso da ridestinare a progetti culturali, per cui sono richiesti tuttavia interventi di ristrutturazione, talvolta con ingenti costi. Si tratta di: L’ ex cabina Enel nei Giardini Margherita; complesso storico “Serraglio dell’Aposa” (viale Panzacchi angolo via Rubbiani); porzione di fabbricato al grezzo di via Zaccherini Alvisi 11; ex casa del custode dell’Ippodromo di via Corticella 104; edificio di via Irma Bandiera 3/2; l’edificio inagibile di via Andrea Palladio 11; edifici di proprietà Acer di via Zampieri 43, via XXI Aprile 25/2 e via del Partigiano 7A.

Il Comune ne sta valutando i progetti di recupero attraverso un bando rivolto comitati, associazioni no profit, imprese e liberi professionisti impegnati in attività di carattere culturale, creativo e di promozione della città. I soggetti dovranno ovviamente essere idonei a trattare con la pubblica amministrazione.

A simili interlocutori si rivolge anche il bando indetto per i precitati 5 spazi, con un’importante aggiunta: vi potranno infatti partecipare anche gruppi informali di cittadini, leggi Xm24, a patto che designino un rappresentante interlocutore di riferimento. Gli immobili in questione sono via Fantoni 21 (ex sede del Link), via Curiel 15/2, una porzione della sede del quartiere Porto-Saragozza in via Pietralata 58/60, via Corticella 129 (ex centrale del latte) e via Fioravanti 22.
Proprio quest’ultimo indirizzo dista appena 2 numeri civici dalla sede occupata del centro sociale Xm24.

Il dialogo tra Merola e i collettivi di via Fioravanti 24 non ha finora fatto passi in avanti, al punto che la Lega ha fatto sapere che il governo provvederà allo sgombero, nel caso in cui la situazione non sia risolta a livello comunale. Essere scavalcati dal Ministero degli Interni per inadempienza sarebbe lo scenario più disastroso per Merola, che ora sembra cercare un accordo tramite avviso pubblico.
La risposta, aggressiva, di Xm24 non si è fatta attendere: in un recente comunicato al sindaco, hanno rese pubbliche le intenzioni di non accettare sua il trasferimento che la necessità di un bando per legittimare la loro esistenza. Il braccio teso da Merola, che si pone come salvatore all’arrivo delle ruspe salviniane, dal loro punto di vista non è che una “ruspa travestita”: mantiene l’obiettivo di cacciare i collettivi dalla sede e si maschera con l’ipocrita volontà di destinare l’attuale sede di Xm24 a scopi sociali.

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Via Fioravanti 22, l’ex centrale del latte e l’ex sede del link sarebbero, secondo la lettura tra le righe del bando fatta dai collettivi, le tre possibili nuove case in cui comune vorrebbe trasferire Xm24. Secondo il centro sociale nessuno dei tre indirizzi è però idoneo come nuova sede: i primi due per le ridotte dimensioni, il terzo perché snaturerebbe Xm24, portandolo l’attività radicata in Bolognina fuori dal quartiere e vicino a Fico. “Che l’amministrazione stia provando a ‘rivitalizzare’ la zona desertificata dal parco tematico cercando di mandarci Xm24, in confino volontario?” provoca il centro sociale nel comunicato.

Dal canto suo, più diplomatico, Merola esclude l’esistenza di ‘corsie-preferenziali’ in un bando ad hoc per Xm24, tra cui crede comunque ci siano persone ed associazioni con interesse a partecipare alla selezione. Nella chiusura di comunicato il centro-sociale dichiara in effetti l’intenzione a prendervi parte ma con il proprio connaturato spirito polemico: “vi parteciperemo infilando il dito nella piaga, facendo rete con altri/e, rimarcando ad ogni passo le differenze tra una ‘partecipazione’ nata già addomesticata e l’autogestione.”

Cosa rappresenta dunque questo progetto per Bologna? Da un lato c’è un incentivo culturale dell’amministrazione che pone i cittadini come protagonisti attivi della riqualificazione del territorio; dall’altro c’è il tentativo del Comune di delocalizzare un gruppo che, pur in una sede abusiva, applica spontaneamente da anni quei principi di gestione collettiva promossi dal progetto. La strada da perseguire è il compromesso, magari rinnovando l’accordo che riconosceva a Xm24 l’utilizzo dell’attuale sede. È un percorso lungo e tortuoso, che non può essere affrontato alla guida di una ruspa.

Vox Zerocinquantuno 

Foto: Ex Cabina Enel, Giardini Margherita. Ph. Matteo Scannavini 


Matteo Scannavini, 18 anni, studente. Coltiva la passione per la scrittura e la recitazione realizzando sceneggiature ed interpretando ruoli in cortometraggi prodotti insieme ad amici.

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