Caffè amaro, Simonetta Agnello Hornby. Recensione di Maria Laura Giolivo

TITOLO: Caffè amaro

AUTORE: Simonetta Agnello Hornby

EDITORE: Feltrinelli

ANNO:2016

GENERE: Romanzo

 

 

Potremmo definire Caffè amaro un nitido affresco storico del primo novecento siciliano. La storia narrata, infatti, si snoda dai primo ventennio del novecento fino alla seconda guerra mondiale. Viene dipinta magistralmente la Sicilia delle solfatare e dei Fasci del secolo precedente, della prima guerra mondiale e della beffa dei soldati siciliani a cui era stata promessa la terra al loro ritorno.

 

E’ in quest’epoca di fermento che comincia la relazione fra il trentaquattrenne baronetto Pietro Sala, viveur e viaggiatore cosmopolita e la giovanissima Maria di appena sedici anni.

Lui proviene da una ricca e nobile famiglia mentre lei è figlia di un avvocato di idee socialiste e massoniche caduto in disgrazia per aver difeso le ragioni dei fasci siciliani.

 

Maria nonostante la grande differenza d’età accetta la corte di Pietro più interessata ad iniziare a condurre lo stesso stile di vita del futuro marito che a lui. Nonché per consentire ai fratelli e al ragazzo ebreo orfano che vive con loro, di proseguire gli studi.

 

Gli eventi della grande storia appaiono in parte sullo sfondo ma a volte anche decisivi nelle vicende non solo dei protagonisti ma anche dei comprimari del romanzo.

 

All’indomani dell’annessione al Regno d’Italia, la Sicilia si trova divisa tra progressismo e conservatorismo. Tra una nuova classe media borghese nata dalle ceneri dell’aristocrazia terrena che abbraccia e segue il vento del cambiamento, e il resto della popolazione che, rimasta delusa dalle promesse non mantenute dai padri del Risorgimento e attanagliata da una miseria mai così grave, emigra lontano.

E Pietro Sala, tutto mondanità e viaggi, gioco d’azzardo e donne, è proprio la massima espressione di questa nuova classe borghese siciliana e mentre Pietro rimarrà un personaggio statico lungo tutto il corso del romanzo, assisteremo invece ad una vera e propria evoluzione di Maria.

 

La ragazza, ormai diventata donna, vivrà intensamente assaporando grandi passioni come dolorose sofferenze, intrecciando una travolgente storia d’amore clandestina con Giosuè, amico d’infanzia cresciuto dal padre di Maria come un figlio.

 

La sua sarà una vita piena di responsabilità e rappresentata da una graduale presa di coscienza di sé stessa. Diventerà una donna coraggiosa che farà valere la propria personalità convinta più che mai a seguire il proprio obiettivo di coltivare la passione per le arti e le lettere, anche contro il volere del marito, in un tempo in cui il ruolo delle donne era espresso in tre comandamenti: procreare, accudire e servire.

 

Una sagra famigliare che fa assaporare la Sicilia che fu, ma forse, anche, quella che tuttora è.

Gli abbondanti riferimenti dialettali e il continuo utilizzo di espressioni tipiche siciliane, lasciano intendere il forte senso di appartenenza dell’autrice ai luoghi che fanno da sfondo al racconto, rendendolo ancor più intimo.

 

Vox Zerocinquantuno, n2 Giugno 2016

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