Chiamami col tuo nome. L’amore tra due ragazzi nella provincia italiana degli anni ’80, di Alessandro Romano

 

Nello scorso numero di CineVox abbiamo parlato dei film italiani candidati all’Oscar come miglior film straniero. Oggi parleremo del film di Luca Guadagnino, unico regista italiano a rappresentarci nella notte degli Academy Awards con Chiamami col tuo nome.
Vale la pena spendere prima due parole sul regista, probabilmente più considerato oltreoceano che in patria.
Nato a Palermo nel 1971, l’esordio come regista di un lungometraggio avviene nel 1996 con The Protagonist. Film presentato a Venezia che riscuote subito un buon successo di critica. Nel 2004 si occupa della trasposizione del best seller 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa Panarello con il film Melissa P. Nel 2009 scrive, produce e dirige Io sono l’amore. Pellicola che ottiene un ottimo successo di critica e pubblico, ricevendo candidature prestigiose come miglior film straniero ai Golden Globes e ai BAFTA, e all’Oscar nella sezione “migliori costumi”.
Nel 2015 esce A Bigger Splash, presentato alla 75 mostra del cinema di Venezia.

Questi ultimi due film costituiscono insieme a Chiamami col tuo nome la cosiddetta trilogia del desiderio. Nonostante la scelta di un cast prevalentemente internazionale, le ambientazioni dei film sono italiane. Io sono l’amore ha come protagonista una famiglia altolocata del milanese e A Bigger Splash si svolge a Pantelleria. E per quest’ultimo lavoro il regista siciliano sceglie come location la provincia di Crema.

www.comingsoon.it

Call me by your name (titolo originale) è una trasposizione del romanzo Chiamami col tuo nome di Andrè Aciman edito nel 2008 da Guanda. Il film ne è una riproduzione abbastanza fedele ma i fatti narrati nel libro si svolgono sulla riviera ligure.

1983. Ci ritroviamo nella calda estate del comune cremasco, la famiglia Perlman è composta dai due coniugi e il figlio Elio, diciassettenne appassionato di musica e letteratura. Il padre è un docente universitario che ogni anno riceve nella splendida residenza estiva di famiglia uno studente che prepara la tesi di dottorato. Piomba così nel comune lombardo Oliver, studente americano di ventiquattro anni, spigliato e colto, educato ma dal carattere un po’ burbero. In poco tempo il suo charme affascina la piccola comunità del luogo.
Elio inizialmente è diffidente nei confronti di Oliver ma via a via che passano i giorni si rende conto di provare un’attrazione che va ben oltre la semplice amicizia.
Nascerà così tra i due un sentimento fortissimo che gli impedirà di stare lontani l’uno dall’altro.

Ciò che colpisce di questa storia è vedere due giovani che vivono relazioni eterosessuali ritrovarsi a un certo punto travolti da una fortissima attrazione reciproca, come ad indicare che l’amore nella sua forma più pura non si ponga nessun limite, neppure rispetto al genere.
Commuove in particolar modo assistere alle turbe di questo giovane ragazzo estremamente colto e che “sa tutto” non riuscire però a confrontarsi con queste nuove pulsioni di un amore rivolto a una persona dello stesso sesso.

Luca Guadagnino riporta all’attenzione del pubblico americano il cinema d’autore con una fotografia potente e una capacità di indagare l’animo di profondità rara, portando sullo schermo scene di forte impatto visivo mescolate a riflessioni delicate sull’amore e sull’ineluttabilità della sua forza travolgente.
Buona parte della riuscita del film è di certo da attribuire all’incredibile performance del giovane Timothée Chalamet (che interpreta Elio) candidato all’Oscar come miglior attore protagonista.

Vox Zerocinquantuno n.20, Marzo 2018

In copertina foto da Cinema.everyeye.it


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politichedi Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

(36)

Share

Lascia un commento