Cinquecento anni di Riforma, di Maria Laura Giolivo

E’ in un periodo storico ricco di avvenimenti importanti sia per l’oriente che per l’occidente che ha inizio la storia di Martin Luther un monaco agostiniano tedesco che in breve tempo assurse agli onori della cronaca per essere l’ispiratore della Riforma Protestante ovvero la più importante e significativa spaccatura teologica in seno alla Chiesa Cattolica.
I primi anni del XVI secolo furono molto importanti per il delinearsi di  nuovi rapporti di forza fra gli stati soprattutto fra oriente e occidente. In modo particolare fu l’anno 1517  a cambiare il corso della storia a livello mondiale. Nei primi mesi del 1517 infatti Il Cairo venne conquista dalle truppe ottomane e con questa vittoria la dinastia ottomana divenne la più importante forza politica mondiale dell’epoca. Nello stesso anno giunse in Europa la notizia della scoperta della penisola dello Yucatàn e della civiltà Maya. La scoperta di questa incredibile civiltà ebbe un fortissimo impatto emozionale sull’intero mondo occidentale. Ma il 1517 è anche l’anno del cosiddetto “autunno castigliano” momento in cui Carlo V riuscì ad assicurarsi la supremazia della monarchia degli Asburgo, garantendo l’unificazione della dinastia spagnolo-tedesca che gli permise di diventare, nel 1519, l’imperatore del Sacro Romano Impero. Preso da questi nuovi e travolgenti eventi, papa Leone X non ebbe modo di occuparsi di un giovane monaco tedesco sconosciuto che viveva in una piccola contea della Sassonia che la notte del 31 ottobre 1517 inchiodò alle porte della cattedrale di Wurttemberg 95 tesi che diedero il via alla Riforma Protestante.
Per Lutero ed altri pensatori dell’epoca, fra cui ad esempio Erasmo da Rotterdam, la Chiesa aveva perso di vista la propria missione: si stavano lentamente smarrendo gli elementi distintivi della fede cristiana. La preoccupazione per la deriva della Chiesa Cristiana (sempre più mondana e corrotta) e per un’errata diffusione del messaggio del Vangelo rispecchiava anche il timore di molti circoli umanistici dell’epoca.
Per Lutero e altri pensatori del tempo, la Chiesa di Roma era molto lontana da ciò che avrebbe dovuto essere. Era necessario un immediato ritorno alle fonti, al Vangelo.
Lutero però non si fermò ad una dichiarata necessità di riforma in seno alla Chiesa Cattolica,  come fece, ad esempio, l’umanista Erasmo da Rotterdam, bensì chiedeva una vera e propria rivoluzione.
Ciò che il monaco agostiniano arrivò ad affermare fu rivoluzionario a tal punto da indurre alcuni studiosi a definire Lutero contemporaneamente l’ultimo uomo del medioevo e il primo uomo dell’età moderna. Che si possa essere d’accordo o meno con questa teoria è innegabile che in essa vi siano elementi di verità. Lutero ha senza dubbio influito notevolmente sul modo di pensare di oggi, salendo sul podio della storia umana partendo da una domanda molto intima: “com’è possibile per un peccatore avere un rapporto personale con un Dio così giusto?” E’ da questa domanda che si sviluppa tutta la teologia luterana che si fonda sulla giustificazione per sola gratia (sola grazia) tramite la sola fide (sola fede). Nel XVI secolo il mondo era assolutamente diviso sulla figura di Lutero: molti teologi cattolici sposarono la Riforma mentre per altri egli rappresentava una gravissima minaccia all’ordine costituito soprattutto in quanto criticava aspramente la pratica della vendita della indulgenze, al tempo, ampiamente diffusa. Per Lutero, tramite questa pratica, la Chiesa di Roma, oltre ad arricchire le proprie casse, si faceva promotrice di un gravissimo errore teologico e cioè che l’uomo potesse aggiungere qualcosa alla grazia di Dio per raggiungere la salvezza.
Al momento dell’affissione delle 95 tesi Lutero non può ancora essere definito un uomo completamente riformato, lo diventa definitivamente, invece, quando iniziando a studiare il Nuovo Testamento in maniera approfondita capisce che non può esimersi dal predicare al mondo che il concetto di fede deve essere inteso in maniera profondamente diverso. L’uomo deve avere un rapporto diretto con Dio che esuli da intermediari ma, per poterlo fare, deve possedere gli strumenti per accostarsi alla Parola, unica vera fonte di conoscenza divina. Da qui nasce la necessità di rendere accessibile a tutti la lettura e la comprensione della parola di Dio possibile solo attraverso la traduzione in tedesco della Bibbia e la sua massima diffusione.
La “grande scoperta” teologica di Lutero, la traduzione della Bibbia in tedesco e la sua diffusione a livello popolare fanno di un sconosciuto monaco agostiniano il precursore dell’uomo moderno e il promotore di una Riforma che festeggia quest’anno i suoi 500 anni di vita.

Vox Zerocinquantuno n.16, novembre 2017


 

In copertina foto da

La libertà deviata che ha animato Lutero

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