Ciò che conta è partecipare, di Chiara Di Tommaso

“Un progetto come questo allarga la democrazia: dà voce a fasce di popolazione che non partecipano abitualmente al dibattito pubblico. È un pretesto per riprendere il dialogo e avviare nuove intese.”. Con queste parole si esprime, in un’intervista al Corriere della Sera, l’Assessore Matteo Lepore riguardo l’iniziativa del “Bilancio Partecipativo”, portata avanti dal Comune di Bologna.
Questo progetto, di cui l’Assessore alla Cultura, Turismo, Sport e Immaginazione Civica è tra i principali ideatori e promotori, è stato attivato per la prima volta nel 2017 e si sta svolgendo quest’anno nella sua seconda edizione. L’idea consiste nel mettere a disposizione una piccola quota del bilancio comunale, pari ad un milione di euro, per la realizzazione di progetti proposti, elaborati e scelti dai cittadini stessi.

Foto di Gabriele Mazzanti

In questo senso la partecipazione è massima: ad una prima fase di presentazione delle proposte da parte di singoli o associazioni, segue una fase di co-progettazione, durante la quale le idee vengono elaborate e concretizzate con il supporto di tecnici e professionisti, infine viene richiesta la selezione, attraverso il voto dei residenti, ma anche di chi lavora o studia a Bologna. Quest’ultima fase, durata quasi un mese, si è conclusa proprio alla fine di Novembre, e dopo alcuni giorni la Giunta Comunale ha annunciato i sei progetti vincitori tra i trentatré presentati, uno per ogni quartiere.

La maggior parte delle novità richieste dai cittadini riguardano le zone verdi, e anche i voti parlano chiaro, testimoniando un grande desiderio di spazi aperti e al di fuori del traffico urbano. Spazi che non siano solo il più possibile in mezzo alla natura ma che sappiano offrire occasioni di incontro e socializzazione, diventando luoghi di aggregazione per la comunità. Ben cinque dei sei più votati riguardano questo ambito: il “Nuovo Parco delle Querce” a Borgo Panigale, “Il Giardino del Villaggio” del Quartiere Navile, “I love San Ruffillo” del Quartiere Savena e “Il Quadrilatero Verde” in zona Santo Stefano. Tutte iniziative che vogliono rivitalizzare aree poco frequentate, giardini semi abbandonati o male attrezzati, installando nuovi giochi per bambini, panchine, fontane, percorsi pedonali e ciclabili. Anche “La collina di città”, che ha vinto per il Quartiere Porto-Saragozza, asseconda interessi simili con l’intento di rendere più accessibile il Parco dei Trecento Scalini che si trova sui colli di Bologna. Gli altri progetti che non sono stati selezionati, ma che hanno ricevuto moltissimi voti, erano di varia natura: sale studio all’aperto, spazi ricreativi e laboratori per ragazzi, installazioni artistiche, riqualificazione di strade e piazze. Tra questi ne è un esempio “Dare luce all’ombra” che ha vinto per il Quartiere San Donato-San Vitale e che prevede la manutenzione della zona di via Pallavicini e un miglioramento nella sicurezza grazie a segnaletica, illuminazione e nuovi limiti di velocità.

Il passaggio dalle parole ai fatti però, come sempre, è il più difficile. I lavori per i progetti selezionati lo scorso anno dovevano partire a Gennaio del 2018, ma la lentezza della burocrazia ha fatto sì che ad oggi nessuno di essi sia stato ancora iniziato. Alcuni sono in attesa di approvazione della Soprintendenza, altri sono in attesa di affidamento dei lavori, altri hanno “i progetti esecutivi in fase di elaborazione”. Detto ciò si stima, e si spera, che la completa realizzazione sarà raggiunta entro il 2019.

Una delle particolarità del Bilancio Partecipativo è quella di lasciare la parola a chi vive davvero la città, ampliando il significato di cittadinanza. L’obiettivo è quello di coinvolgere più persone possibile, e per questo è stata portata avanti una grande campagna di promozione che ha riscosso, visti gli esiti, molti consensi. Anche se rimangono ancora molte le persone a cui le informazioni non sono arrivate, o sono arrivate male e tardi: il primo obiettivo del Comune, infatti, è quello di diffondere nei prossimi anni, in modo ancora più capillare, obiettivi e modalità di questo grande progetto, che assume senso e valore solo se la popolazione tutta partecipa.

Ad ogni modo la vivacità e l’entusiasmo con cui i bolognesi hanno reagito a questa opportunità è sicuramente lodevole. Quest’anno hanno partecipato al voto 16.348 cittadini, quasi duemila in più rispetto all’anno precedente. È importante che le persone capiscano e sfruttino al massimo questo potere che viene loro dato. Potere di esprimere in prima persona i propri disagi e i propri desideri, legati ai luoghi che più si frequentano, che ogni giorno si attraversano. Potere di pensare e proporre nuove soluzioni e cambiamenti. Potere di scegliere direttamente e vedere realizzare le proprie richieste.
Potere che, anche se viviamo in una democrazia, nessuno ha la sensazione di avere.

Vox Zerocinquantuno n.29, Dicembre 2018

 

In copertina foto di Nicoló Grieco

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