Ciredz e Alberonero: street art da galleria? di Roberta Antonaci

Fino al 23 giugno, alla Magma gallery di Bologna, in via Santo Stefano, è possibile visitare la personale di Ciredz, Erosion, e quella di Alberonero, As far as the eye can see.

Sono in mostra, presso la Magma gallery di Bologna, i lavori di due street artist, il sardo Ciredz (Roberto Cireddu) e il lombardo Alberonero. Per la galleria sono state selezionate opere destinate proprio allo spazio chiuso e definito dell’ambiente, opere che riprendono, da un punto di vista di ciò che viene rappresentato, quelle realizzate all’aperto, sulle pareti dei palazzi. Ciò che cambia è innanzitutto il formato: quadri più o meno piccoli.

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Ciredz ha studiato scultura presso l’Accademia di belle arti di Bologna. Già durante gli studi ha abbandonato la figurazione, per approfondire una ricerca in ambito astratto. Le opere esposte sono di due tipi: quadri e quadri-sculture. I primi, attraverso l’uso di matita e colore, rappresentano lo strato terrestre e marino sezionato, in modo tale da voler mostrare la parte interna di cui è fatta la nostra crosta terrestre. Sono opere d’arte ma ricordano le immagini esplicative di un manuale di geografia. Poi ci sono queste creazioni che, sullo stesso supporto del quadro, aggettano con le colature di resina, a voler rappresentare sempre il mare o la crosta terrestre, ma in tre dimensioni. L’artista lavora anche molto sul colore e le sue caratteristiche (temperatura, saturazione, tonalità), e da questo punto di vista è vicino alle ricerche di Alberonero.

Il secondo artista, laureato al Politecnico di Milano in Interior design, porta agli estremi il minimalismo già presente nelle opere di Ciredz. Il pittore riproduce solo forme quadrate studiando la gamma di colori grazie alla giustapposizione degli stessi. In mostra è possibile vedere grandi tele che sembrano rappresentazioni di pixel ingigantiti. Dello stesso artista anche una scultura di specchi e ferro.

Entrambi spiegano i loro studi su forma e colore anche in rapporto al paesaggio, alla destinazione d’uso dell’opera che realizzano. Questo discorso per Ciredz è riportato allo spazio della galleria con l’uso ad esempio di materiali che ricordano la composizione della roccia e le sue interazioni con l’acqua di mare, indurite nella resina delle sue sculture-quadro.

Non è facile interpretare la produzione dei due giovani artisti, in rapporto al “cubo bianco” della galleria. Tutto cambia se gli stessi “soggetti” (forme e colori, ma anche materiali) vengono visti nel contesto urbano: essi lasciano meno dubbi. Per grandezza, e per l’inserimento tra spazi che di per sé offrono colori e forme con cui dialogare, i lavori dei due street artist si leggono meglio all’aperto che al chiuso. Nel processo di traduzione, che serve affinchè siano adattati allo spazio della galleria, qualcosa si perde, il significato cambia, e quello originale, purtroppo, si perde.

Per farsi un’idea delle magnificenza delle opere dei due artisti nel contesto urbano consigliamo:

Sito Alberonero

Sito Ciredz

Vox Zerocinquantuno n.22, Maggio 2018


Roberta Antonaci ha conseguito la laurea triennale in DAMS arte e la magistrale in Semiotica presso lUniversità di Bologna. Esperta di arte, applica le teorie della comunicazione al fine di leggere anche le più recenti forme di espressione artistica a partire dai loro aspetti formali, e a questi dedica la sua ricerca sul campo, esplorando mostre ed eventi legati al tema.

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