Come l’Europa viene da te, di Chiara Di Tommaso

In un periodo così delicato, ormai alla vigilia delle elezioni, l’Europa si mobilita per venire incontro ai cittadini. Da sempre la creazione di un senso di appartenenza europeo è stata una sfida per la grande Istituzione Internazionale, sentita spesso troppo distante ma che in realtà da sempre si è impegnata per creare un contatto con i suoi cinquecento milioni di abitanti, tanto numerosi e diversi tra loro. Il funzionamento di quello che spesso appare solo un ingombrante apparato burocratico, è in realtà estremamente complesso e composito: si continua a sapere troppo poco degli obiettivi e progetti dell’Unione, e si parla troppo e talvolta a sproposito dei suoi difetti e limiti. Gli equilibri interni spesso risultano difficili, i contrasti tra i paesi membri sono frequenti, ma si tratta di un luogo fondamentale per la cooperazione e collaborazione tra Stati, che hanno in quella sede, l’occasione di confrontarsi, discutere e prendere decisioni condivise.

Oggi si tende ad essere molto scettici nei confronti dell’Unione e si sono rafforzati i movimenti antieuropeisti, dimenticando o ignorando i risultati che sono stati ottenuti, primi fra tutti settant’anni di pace e la coesione economica, frutti di un processo lungo e complicato, nel quale i singoli paesi membri si sono impegnati ed hanno investito molto.

Sono tanti i modi in cui, chi risiede a Bruxelles, ha cercato di raggiungere in modo più possibile capillare il resto del continente. Ad esempio sono distribuiti in tutta la penisola quarantaquattro Europe Direct, centri d’informazione sulle tematiche europee che hanno il compito di interessare la popolazione e stimolare il dialogo con l’UE, promuovendo iniziative e attività formative. Inoltre l’Europa cerca di avere una comunicazione diretta con i suoi cittadini, anche tramite piattaforme online come “What Europe does for me”, un sito nel quale è possibile leggere nei dettagli tutti i progetti che l’UE porta avanti e finanzia nel proprio paese o nella propria città o per i singolo individuo o comunità.

In questa fase pre-elettorale in particolare si sono attivate campagne per incoraggiare l’affluenza alle urne, come il progetto “Stavolta voto – thistimeimvoting” che organizza eventi in tutti i paesi per coinvolgere gli elettori e incentivare una partecipazione attiva.

In questo mese poi l’Europa arriva proprio da noi con una nuova iniziativa promossa dal Comune di Bologna: un corso di educazione civica gratuito aperto a tutti i cittadini. Grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna e di alcune associazioni tra cui Younet e il Movimento Federalista Europeo inizia un progetto di formazione e informazione per la cittadinanza, che ha l’obiettivo di far conoscere a tutti la storia della Comunità Europea, i suoi compiti e le sue principali attività, le sfide attuali e future come l’immigrazione. I sei incontri previsti sono partiti Giovedì 21 Febbraio e proseguiranno settimanalmente fino al 28 Marzo. I relatori sono esperti giornalisti e professori e le conferenze avranno luogo nelle Biblioteche pubbliche, centri di cultura e condivisione per eccellenza, nei diversi quartieri della città, così da includere il più amplio pubblico possibile. Il progetto “L’Europa viene da te” ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione, fornendo strumenti e contenuti, così da rendere l’opinione pubblica più consapevole.

Un altro progetto simile nella nostra zona metropolitana si svolge a San Lazzaro, dove l’associazione EUparl è da inizio anno impegnata nel proporre workshop gratuiti dedicati ai giovani tra i 18 e 30 anni, con l’obiettivo di far conoscere ruolo e funzionamento del Parlamento Europeo e l’importanza del voto.

Bisogna ammettere dunque che le occasioni per comprendere meglio questa realtà di cui facciamo parte non mancano. È ancora più importante in una fase storico-politica come questa impegnarsi per capire, per raccogliere più informazioni possibili e crearsi una propria opinione, così da non essere vittima di chi vuole convincerci che è tutto sbagliato e tutto da demolire. Questo perché al di là dell’orientamento politico bisogna riconoscere che non esiste un’Europa a sè stante, a parte, separata e che quindi può diventare nemica, poiché essa esiste e consiste solo nell’unione degli Stati stessi che ne fanno parte. I funzionari europei non sono altro che cittadini italiani, spagnoli, tedeschi, francesi, polacchi che lavorano insieme per cercare di risolvere problemi che ormai, nel nostro mondo così globalizzato, non possono essere risolti dai singoli paesi. Le istituzione internazionali sono l’unica soluzione per risolvere e gestire le dinamiche attuali, e l’UE e senz’altro l’esperimento meglio riuscito fin ad ora. Non escludendo l’esigenza e la possibilità di migliorare e riformare questa Istituzione, è necessario sostenere la necessità della sue esistenza, essenzialità che può essere compresa e riconosciuta solo attraverso l’informazione e la partecipazione attiva: proviamo ad andare un po’ anche noi verso l’Europa.

Vox Zerocinquantuno n.31, marzo 2019

Foto:repubblica.it

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