Contaminazioni: Bologna Estate presenta (s)Nodi: dove le musiche si incrociano, di Roberta Antonaci

Dal 17 luglio all’11 settembre 2018 presso il Museo della musica di Bologna, si svolge la nona edizione del festival (s)Nodi: dove le musiche si incrociano. La rassegna fa parte di Bologna Estate, cartellone promosso e coordinato dal Comune. Il festival è un’iniziativa dell’Istituzione Bologna musei | Museo internazionale e biblioteca della musica.

In tutto otto concerti, tre dei quali si sono già svolti, che rappresentano un’immersione nei linguaggi musicali del mondo È una ricerca di specificità e di integrazioni, che mostra in che modo le culture si contagiano e si rinnovano rimanendo così sempre vive. Come la lingua parlata, infatti, anche la musica vive di continue piccole modificazioni che dipendono anche dall’introduzione di modelli estranei, nuovi o semplicemente diversi. È quello che è successo agli otto gruppi partecipanti, scelti a concorso dalla commissione. Ogni band ha membri italiani e internazionali, e ognuna propone il suo compromesso nella scelta di strumenti e generi musicali. Africa, Europa, Medio Oriente e America regalano nuove atmosfere a una Bologna già assopita nel caldo di agosto.

La scelta pare azzeccata: nelle afose serate estive sarà più facile lasciarsi andare all’ascolto di atmosfere esotiche, sognando un po’ luoghi lontani dalla propria casa. In un periodo di grande afflusso turistico ci sarà anche chi potrà apprezzare l’ascolto di musiche e riconoscerle come vicine alle proprie terre di origine.

Bologna è in Italia una delle città più composite dal punto di vista della provenienza dei propri abitanti. Gli studenti ne sono un esempio. I turisti un altro. Infine quest’anno c’è sulla bocca di tutti il discorso immigrazione. Non è un caso, infatti, che l’accento del festival cada sulla parola “contaminazioni”. L’edizione estiva della rivista Wired ha raccolto tutti i suoi interventi sotto quest’unica parola ombrello. L’insistenza serve a dare il senso di ciò che in questi anni sta accadendo non solo a Bologna, ma in tutta l’Italia. Di fatto storicamente le migrazioni sono sempre esistite, l’uomo era comunque costretto per necessità a spostarsi di luogo in luogo, alla ricerca dell’ambiente migliore in cui stanziare.

Tralasciando i meccanismi politici che sono coinvolti in quest’ondata migratoria del presente, quello che accade a livello culturale è inevitabile, e “contaminazione” è una parola che ne descrive alcune caratteristiche. Il termine è utilizzato – oltre che nel suo significato disforico di corruzione – anche per definire la commistione di elementi di diversa provenienza all’interno di un’opera letteraria. Il processo di assorbimento è uno dei funzionamenti per i quali, involontariamente, due culture tendono a filtrare e prendere qualcosa l’una dall’altra. Ognuna delle due trarrà dall’altra alcuni elementi e ne scarterà degli altri. Questo passaggio non lascia poi inalterate nessuna delle due, ma entrambe subiranno delle modifiche. La trasformazione così avvenuta permette una crescita, e dunque un’evoluzione.

Tornando al festival, l’obiettivo è di presentare le contaminazioni musicali che si sono generate in questa fucina culturale che è Bologna. Ogni band ha fatto esperienza e conoscenza di culture altre grazie alla diversità di cui è composta la sua città.

I primi tre eventi che si sono svolti presentavano la Grecia con i Panighiri, l’Africa con i Mirra-Kone duo e la Romagna con la Delicious Orchestra. Per chi si fosse interessato adesso, però ci sono cinque concerti ancora da ascoltare: il 7 agosto vede protagonista il gruppo Yoruba, nome che si riferisce a un gruppo etnolinguistico africano, che ha posto le basi per alcune musicalità cubane; il 21 agosto Italia meridionale e musiche balcaniche si sposano nelle sonorità del Mazzotta/Galeone duo; il 28 si dà voce all’Oriente con Sorang; il 4 settembre si va nella Bassa reggiana con Syusy Blady e I Violini di Santa Vittoria; ultimo concerto l’11 settembre con Craig Judelman & The Milksoup Orchestra, da Napoli agli Stati Uniti.

Buon viaggio!

Vox Zerocinquantuno n.25, agosto 2018

In copertina foto Pagina Facebook Contaminazioni


Roberta Antonaci ha conseguito la laurea triennale in DAMS arte e la magistrale in Semiotica presso l’Università di Bologna. Esperta di arte, applica le teorie della comunicazione al fine di leggere anche le più recenti forme di espressione artistica a partire dai loro aspetti formali, e a questi dedica la sua ricerca sul campo, esplorando mostre ed eventi legati al tema.

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