Crinali 2020: la riscoperta dell’Appennino, di Riccardo Angiolini

 

In tempi come questi vi è una dote sopra tutte le altre che può aiutarci a ripartire: il sapersi reinventare. Un tipo di inventiva che non è sinonimo di stravolgimento ma sapere valorizzare e reinterpretare in maniera inaspettatamente sorprendente la realtà . Un esempio concreto di questa virtuosa capacità, fondamentale per restituire coraggio e dignità ad una popolazione così scossa dal passaggio del Covid, la si può ritrovare in uno degli ultimissimi progetti “targati” Regione Emilia Romagna. Stiamo parlando di “Crinali”, una brillante iniziativa promossa dall’amministrazione regionale per infondere nuova vita all’Appennino emiliano.

Non è infatti un segreto che l’interesse nei confronti del nostro Appennino, portatore di una bellezza lunga secoli, sia lentamente ma inesorabilmente scemato col passare degli anni. In particolare si è assistito a un generale spopolamento dei territori montani in quanto, soprattutto in seguito al Boom, le occasioni di benessere e lavoro pullulavano nei grandi centri urbani. L’Appennino ha così finito per perdere progressivamente di attrattiva, dovendo fare i conti con un sempre maggiore abbandono ad ogni cambio generazionale. Eppure il valore naturalistico, storico e culturale di questi luoghi resta latente, inserito in una cornice di meraviglie che, nonostante tutto, non potrà mai svanire del tutto.

Ed è proprio in questa direzione che “Crinali” ha intenzione di muoversi, cercando di riscattare un interesse nei confronti dell’Appennino che merita di rifiorire. Il progetto appena approvato verrà realizzato in un arco temporale di 6 mesi, dal 1° luglio al 31 dicembre, durante i quali verranno promossi e pubblicizzati percorsi appenninici in un’ottica davvero particolare. Lungo ognuno di questi cammini infatti sarà possibile assistere a tanti e diversi eventi di intrattenimento: concerti, performance teatrali, letture e persino esibizioni circensi. Una vera e propria immersione nella natura alla stregua dell’arte e della bellezza, in un contesto pregno di Storia e storie, drammi e meraviglie. Un vero e proprio viaggio caratterizzato dal cammino e dal racconto, una sorta di avventura di espressioni e significati tutti da scoprire, ed è questo il bello, ad un tiro di sasso da casa.

L’operato delle Unioni dei Comuni dell’Appennino bolognese, Destinazione turistica Bologna metropolitana e dell’Assessorato alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Appennino Slow e Bologna Welcome, risulta particolarmente prezioso se si considera che questo progetto sarà aperto al pubblico gratuitamente. Gli interessati potranno infatti prenotare uno “slot”, per un massimo di 15 persone, fra gli itinerari in cui l’iniziativa verrà realizzata e mettersi in cammino. I percorsi selezionati sono alcuni fra i più celebri di tutto l’Appennino tosco-emiliano, fra cui la Via della Linea Gotica, la Piccola Cassia, la Mater Dei, l’Alta Via dei Parchi, la Via della Lana e della Seta e, ultima ma non meno importante, la Via degli Dei.

Come afferma Mauro Felicori, Assessore alla Cultura e al Paesaggio: È il momento del turismo lento, dei borghi, dei cammini, della riscoperta …”. Questa riscoperta è effettivamente il fulcro di tutto l’operato che tenta di restituire vita e valore all’Appennino tosco-emiliano. E non solo montagna, perché tutto il territorio bolognese è costellato di realtà, dalle più alle meno celebri, che meritano di essere promosse anche presso il pubblico locale. Il Parco storico di Monte Sole, le terme di Porretta, i resti della civiltà etrusca a Marzabotto e l’affascinante Rocchetta Mattei sono solo alcuni esempi dell’offerta turistica di questo territorio. Un complesso di luoghi e paesaggi perfetti per un tipo di turismo cosiddetto slow, fra i cui obiettivi vi è quello di soffermarsi attentamente sul substrato di Storia, cultura e tradizioni degli itinerari visitati.

Insomma, in un momento di precarietà, timori e cauta ripresa un’iniziativa come “Crinali”  è apprezzabile sotto diversi punti di vista. In primis, data la refrattarietà generale ai grandi spostamenti, un progetto di questo stampo potrebbe dare ai tanti che non intendevano mettersi in viaggio l’opportunità di fare una piccola vacanza appena “fuori porta”. In secondo luogo l’iniziativa potrebbe realmente avvicinare e riavvicinare molte persone, emiliani e non, ad una realtà turistica come l’Appennino tosco-emiliano. Infine una progettualità sullo stampo di “Crinali”, unita a tutte le recenti agevolazioni regionali che incentivano la ripopolazione dell’Appennino, potrebbe seriamente ridefinire e rivalorizzare un territorio che, col passare del tempo, sembrava destinato e rassegnato all’abbandono.

La politica regionale, rispetto a quella centrale, dovrebbe far proprio questo: essere in grado di generare e diffondere benessere promuovendo realtà e risorse territoriali di cui, per fortuna, in Italia non siamo sprovvisti. Ancora una volta, traendo forza dalle proprie radici ma guardando al futuro, l’Emilia Romagna ha saputo dimostrarsi un esempio virtuoso a livello nazionale. Una regione che, nonostante le avversità, continua a dimostrare che col buonsenso, la serietà e l’amore per il proprio territorio la ripresa è sempre possibile.

Vox Zerocinquantuno, 20 giugno 2020

Foto: Riccardo Angiolini, Monteacuto delle Alpi (Lizzano).


 

Per saperne di più:
https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/crinali-2020-sullappennino-bolognese-passeggiate-con-vista-su-teatro-concerti-

 

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