Crisi greca: in gioco 7 miliardi per evitare il default, di Michele Sogari

Dopo la grande esposizione mediatica ricevuta quasi ininterrottamente dal 2009 al 2015, è calato il silenzio rispetto ai guai del piccolo Paese ellenico il cui tema sembra essere caduto nell’oblio.

Questo non significa, però, che la situazione greca sia migliorata, da quando televisioni e giornali hanno rivolto la propria attenzione altrove. Soltanto adesso, con il rinvio della decisione dell’Eurogruppo sulla situazione greca (in ballo ci sono 7 miliardi di euro di aiuti che consentirebbero di evitare il default) e il riaffacciarsi dello spettro della Grexit, si ricomincia a guardare a quelle latitudini con preoccupazione.

Il discorso mediatico si concentra principalmente sulle componenti della dialettica politica in gioco: da una parte il FMI (che ha già ammesso come la cura ad esclusiva austerità si sia dimostrata fallimentare) che vorrebbe giungere ad una ulteriore ristrutturazione del debito, così da donare alla Grecia un po’ di ossigeno sui conti pubblici ma ponendo comunque obiettivi di bilancio difficilmente raggiungibili; dall’altra, la Germania che, in periodo pre-elettorale, batte forte sul diktat del “rispetto delle regole” e si dimostra inflessibile, chiedendo ulteriori tagli di spesa pubblica ad uno Stato provato da 7 anni di austerità. Tutto questo mentre il debito pubblico Greco tocca nel 2016 i 321 miliardi, di cui 220 sono debiti verso gli organismi internazionali e comunitari deputati al “soccorso” della repubblica ellenica, e cioè FMI, UE, ESM (il fondo salva-stati) e BCE.

Foto da http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/21/crisi-greca-quando-il-socialista-papandreou-rifiuto-il-taglio-del-debito-nel-2010/852807/

Tutto questo accade mentre i dati della situazione economica greca non permettono di essere ottimisti, lo Stato è totalmente succube delle decisioni di attori terzi, senza più alcun tipo di sovranità, e la popolazione subisce i devastanti effetti di una politica economica restrittiva ed insensata. Il PIL greco ristagna, e benché non abbia più i picchi negativi del periodo 2009-2013, non si può certo gioire per il +0,4% del 2014, il -0,2% del 2015 e lo 0% del 2016 (dati ELSTAT). Il tasso di disoccupazione è in discesa dal 2013, dove ha raggiunto il picco massimo (27,5%), riducendosi fino al 23,5% nel 2016 (comunque il dato peggiore in Europa), mentre la spesa per consumi interna ha avuto una piccola inversione di tendenza solo nel 2016: per ritrovare livelli di consumo così bassi occorre andare indietro fino al 2004 (dati ELSTAT).

Ma non sono soltanto questi i dati; occorre sapere che le pensioni hanno perso il 40% del proprio valore nominale dal 2009, subendo ben 11 tagli, mentre i dati governativi parlano di un 52% di famiglie greche che ha come mezzo di sostentamento primario un assegno previdenziale. Contemporaneamente, aumenta il peso della Chiesa Ortodossa nell’aiuto alle persone e famiglie maggiormente in difficoltà, a sottolineare come lo Stato non sia in grado di gestire la situazione garantendo un dignitoso stile di vita alla propria popolazione. Inoltre, il sistema ospedaliero greco è ormai al collasso e, dato che in Grecia la copertura sanitaria è collegata al contratto di lavoro, molte persone sono al di fuori della copertura del servizio sanitario nazionale; il tasso di mortalità su 1000 persone è aumentato dal 9,6 del 2009 al 11,16 del 2015 (dati ELSTAT), il saldo demografico nascite-morti è in negativo dal 2011, mentre il saldo migratorio è in negativo dal 2010, soprattutto per quei giovani laureati che non trovano sbocchi lavorativi nel loro Paese. Questo dato è preoccupante in un duplice modo: innanzitutto perché priva il tessuto economico di nuove forze lavorative ad alta intensità di capitale umano e altamente formato, ed in secondo luogo perché pone in discussione la sostenibilità di lungo termine del sistema pensionistico. Tutto questo mentre l’indice di invecchiamento della popolazione continua ad aumentare (ageing ratio, che indica quanti 65enni sono presenti nel paese ogni 100 individui al di sotto dei 15 anni), attestandosi nel 2016 al 147,3%, a seguito anche del continuo calo delle nascite (dati ELSTAT).

In 7-8 anni di austerità, ancora non si vede una luce in fondo al tunnel per la Grecia, ormai devastata dalle cieche richieste degli organismi internazionali che si sono presentati per “salvarla”, ma che ormai la schiacciano con richieste irrealizzabili e draconiane, sorde ai sommovimenti che continuano a sconquassare il Paese ad ogni nuova riforma e ad ogni nuovo taglio. L’ultimo esempio è stato lo sciopero generale di 48 ore indetto dai principali sindacati del lavoro pubblico e privato. Dal punto di vista politico, il governo di sinistra di Alexis Tsipras continua a calare come numerosità nella camera ellenica (a causa di smarcamenti, uscite e dispute interne) e come gradimento nei sondaggi, superato da qualche tempo dai conservatori di Nea Demokratia. Tsipras è infatti accusato di non essere riuscito ad opporsi alle richieste provenienti dagli organismi internazionali, il tutto mentre la popolazione greca si allontana sempre di più dal confronto politico e lo scetticismo e la rabbia si diffondono. Sicuramente non migliora questa situazione l’emergenza dei flussi migratori, che colpiscono la Grecia mentre questa non è in grado di gestirli, un altro tema sul quale l’Unione Europea ancora balbetta e tentenna.

Quella a cui stiamo assistendo è probabilmente la pagina più brutta scritta finora dall’Europa unita (assieme alla gestione della situazione dei migranti), che si dimostra asservita alle logiche elettorali dei paesi più forti, piuttosto che in grado di compiere azioni razionali ed eque in un’ottica di effettiva Unione Europea, incapace di bilanciare il legittimo controllo e rigore insieme a giuste politiche di aiuto per i membri più deboli, finora totalmente mancanti.
Il risultato di una gestione così cieca e scellerata della situazione greca è la distruzione del paese, della sua economia e delle sue speranze, lo sconvolgimento della vita delle persone che vi abitano, il dilagare di paura, rabbia, povertà ed esclusione sociale.

*In copertina una suggestiva veduta di Atene tratta da Donna 10

Vox Zerocinquantuno n 11, giugno 2017


Michele Sogari è uno studente di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna. Le sue aree di interesse riguardano lo studio del mercato del lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori, nonché lo studio delle disposizioni politiche che regolano questi ambiti.


FONTI:
– http://www.statistics.gr/en/home
http://www.repubblica.it/economia/2016/05/06/news/grecia_in_sciopero_contro_le_riforme_lacrime_e_sangue-139210501/
– http://www.statistics.gr/en/statistics?p_p_id=documents_WAR_publicationsportlet_INSTANCE_qDQ8fBKKo4lN&p_p_lifecycle=2&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_cacheability=cacheLevelPage&p_p_col_id=column-2&p_p_col_count=4&p_p_col_pos=1&_documents_WAR_publicationsportlet_INSTANCE_qDQ8fBKKo4lN_javax.faces.resource=document&_documents_WAR_publicationsportlet_INSTANCE_qDQ8fBKKo4lN_ln=downloadResources&_documents_WAR_publicationsportlet_INSTANCE_qDQ8fBKKo4lN_documentID=228447&_documents_WAR_publicationsportlet_INSTANCE_qDQ8fBKKo4lN_locale=en
– http://www.huffingtonpost.it/luigi-pandolfi/sciopero-generale-in-grecia-tsipras-riapra-la-partita-con-i-creditori_b_9158052.html?utm_hp_ref=it-crisi-grecia
– http://www.huffingtonpost.it/2016/04/27/tsipras-grecia-rinviato-eurogruppo-straordinario_n_9784194.html?utm_hp_ref=it-crisi-grecia
– https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_della_Grecia
– http://www.repubblica.it/economia/2016/03/09/news/domande_e_risposte_come_sta_la_grecia_-135080217/
– http://it.euronews.com/2015/01/21/grecia-sanita-e-istruzione-la-altre-facce-della-crisi
– http://it.euronews.com/2016/04/12/sanita-greca-in-crisi-riforma-o-collasso-del-sistema
– http://it.ibtimes.com/grecia-niente-accordo-su-soldi-e-debito-angela-merkel-fa-campagna-elettorale-sulla-pelle-di-tsipras

Documenti dell’ELSTAT:
– http://www.statistics.gr/documents/20181/2810519/LivingConditionsInGreece_0517.pdf/c3e2b9a9-58de-4d79-a61b-9f4dd1238b5f
– http://www.statistics.gr/documents/20181/2810654/greek_economy_12_05_2017.pdf/3e118c2e-9bf3-41bd-953d-0a8e076eb9ed

(44)

Share

Lascia un commento