Da “I bambini del 44” a “Aricolo 11- l’Italia ripudia la guerra” di Lella Di Marco

“C’era la guerra…ma molti/e costruivano la pace.

La resistenza è stata una sola, interpretata in modi diversi da ciascuna componente politica e sociale per resistere – rimanere umani nel mare di disumanità, crudeltà, distruzione, violenza. Gratuite.

Chi ha scelto di combattere con le armi non amava né sosteneva LA GUERRA che è violenza, morte, sopraffazione. I partigiani, le donne e gli uomini resistevano con le armi e perseguivano l’obiettivo di affrettare la fine di quella follia ma accanto a loro altri uomini e donne hanno resistito e detto NO in silenzio, sostenendo la resistenza armata fino alla Liberazione, ad eccezione dei fascisti sempre conniventi con i nazisti. Ognuno dei resistenti contrastava la barbarie difendendo la vita di ogni persona, con ogni mezzo. Sono stati nascosti nelle loro case ebrei, e poi organizzate le loro fughe. Salvati.

Il silenzio dei/delle sopravvissuti è durato più di mezzo secolo. Un dolore lacerante custodito nella propria intimità, nessun nome dei carnefici è staio fatto… Neppure l’ombra di quanto subito, dei bambini massacrati, delle donne stuprate, dei feti infilzati dalle punte delle baionette nel ventre materno, nella gioia sadica di vedere eliminati in un sol colpo due oppositori del nazismo.

Nessun sentimento di odio e di rancore trapelato nei decenni da parte dei sopravvissuti. Nessuna elaborazione collettiva del dolore .”

Abbiamo riportato frammenti da riflessioni di Anna Rosa Nannetti sopravvissuta alla pulizia etnica, esponete dell’ass.ne dei familiari delle vittime degli eccidi nazifascisti dei Comuni di Marzabotto, Grizzana, Monzuno e territori limitrofi.

Quando ad un certo punto della storia dell’Italia repubblicana e antifascista, nata dalla resistenza, fuori da ogni cerimonia istituzionale e rivendicazione di parte, si capì che era arrivato il momento di parlare, contribuendo non solo a rinverdire la memoria ma anche a partecipare, come fonti orali, alla ricostruzione degli eventi di quegli anni, A.R. Nannetti ebbe l’idea di elaborare un progetto collettivo di ricostruzione storica a partire dalle testimonianze dirette dei sopravvissuti/e. Della vita dopo gli eccidi. Del dolore personale, dai barlumi di sensazioni vissute ai lampi nella memoria, al ricordo dei racconti di altri/e che c’erano ed hanno visto.

Anna Rosa Nannetti nata a Vergato nel 1943 e residente a Bologna, sopravvissuta assieme alla mamma alla strage all’epoca dell’eccidio aveva un anno, oggi è una autorevole signora, che ispira serenità e forza, determinata sull’obiettivo di aggiungere verità alla ricerca storica esistente, di continuare nella sua raccolta di testimonianze fra i-le sopravvissuti e fra i costruttori di Pace. Dell’assassinio di suo padre come sconfitta della vita ne fa una questione di fondo della sua esistenza. Attingere alle emozioni della memoria per individuare fatti e avvenimenti indelebili perché connotati da emozioni fortissime, per diffonderle fra la gente. Scuotere la società come un forte pugno nello stomaco. Descrivere quella sana follia che è la guerra con le biografie che non nascondono i dettagli, biografie dei “resistenti” che hanno saputo dire dei grandi NO, ma anche di come hanno ripreso a vivere pur rimanendo isolati e in silenzio per oltre mezzo secolo, portatrici e portatori del trauma bellico non facilmente contenibile.

Nei testi sono riportati saggi di riflessione e sostegno al trauma da guerra che si vive per almeno tre generazioni, come elaborazioni forti sulla pratica della giustizia e della solidarietà contro ogni forma di sopraffazione e ogni politica dell’odio e della vendetta. In difesa dei principi della costituzione italiana: senza discussioni mistificatrici che possono pure portare al riconoscimento di una parte di Verità, per poi nasconderla sotto un tappeto colorato e profumato. L’imperativo non può che essere sempre scavare e rinnovare tutto dal profondo. Vale per tutti i fatti di storia e non vedere soltanto le ragioni dei vincitori ma anche i torti degli sconfitti. A cominciare dagli errori commessi dall’Italia.

Di fatto una grande lezione di metodologia della ricerca storica: saper ascoltare e trascrivere senza intromissioni. Nannetti diffonde la voce di chi è stato/a muto e invisibile per decenni, anche per captare le ragioni dell’oggi. Capire come la vita che viviamo -non è un’apocalisse quotidiana, piuttosto un’epoca che sembra indicare una fine che non arriva mai…in cui il terrore esplode in un’apparenza inconcepibile. E’ l’epoca degli estremismi, degli eccessi in tutti i sensi: banalità e terrore … ma anche epoca in cui molti giovani che si sottraggono alla manipolazione delle coscienze… vogliono conoscere-sapere cercando nuovi ideali, con desiderio di giustizia e pace sociale. Gesti forti che ispirano speranza e non rassegnazione. Anche se la vita stessa per le sue dinamiche di percorso, è come una lima potente che smussa tutte le asperità, nella ricerca della verità pur nella sua drammaticità c’è la speranza del cambiamento. Investigando soprattutto sugli aspetti positivi di ogni essere umano, che pur ci sono.

Ridare quindi una identità non di parte alla Resistenza su cui-qualche ministro poco accorto e inconsapevole… oggi osa dire che è stata una LOTTA FRA BANDE ARMATE- e non, come si evince, una rivolta del popolo intero, religioso e laico –con e senza i partiti politici riconosciuti. Armato e non armato. Violento e non violento.

Vox Zerocinquantuno n.33 Maggio 2019


 

Fra gli interventi raccolti da Nannetti , oltre le biografie – mi sembrano particolarmente utili anche come indicazione di pratica politica

* la riflessione di Francesca Rippa ( arte-terapeutc) sul’Eccidio di Monte sole – La trasmissione del Trauma.

* e l’elaborazione di Fratel Luca della piccola famiglia dell’annunziata- sede di Monte Sole- con la ripresa del pensiero di Dossetti sulla Costituzione italiana come senso del nostro passato e del nostro presente.

… RICCHEZZA CULTURALE E POLITICA COLLETTIVA E IMPRESCINDIBILE PUNTO DI PARTENZA PER COSTRUIRE IL FUTURO

BIBLIOGRAFIA:

ANNA ROSA NANNETTI-

I Bambini del 44 la vita dopo gli eccidi Marzabotto 2008

Marchesini editore—ANNA ROSA NANNETTI- Articolo 11-L’Italia ripudia la guerra

A.R Nannetti

1944 DAL BUIO LA LUCE –la vita dopo gli eccidi Marzabotto 2011

Pubblicazioni sostenute da privati e istituzioni antifasciste

*Citazioni…riportate nel testo ARTICOLO 11 L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA

(8)

Share

Lascia un commento