Dario Fo personaggio rivoluzionario inviso al potere, di Lella Di Marco

Coro unanime di estimatori “ a posteriori”

Contraddizioni e assenze

Nessuna voglia di unirci al coro unanime di estimatori a posteriori di Dario Fo , esploso alla sua scomparsa nè di riprendere vecchie polemiche sull’assegnazione del Nobel.

Di seguito quanto ho scritto il giorno dopo la sua scomparsa, usando la scrittura come mezzo per elaborare il lutto attraverso la diffusione di frammenti di vita comune …

In codesta sede soltanto due osservazioni : a) la scarsa partecipazione al corteo funebre da parte dei giovani b) le polemiche per l’attribuzione del Nobel .

I giovani non conoscono il lavoro di Dario Fo sia artistico – letterario che politico. Negli anni 80 qualche docente illuminato leggeva Mistero Buffo in classe al liceo, senza scindere l’anima politica da quella letteraria dell’autore . Assolutamente inscindibili – Dario e le sue battaglie, o almeno l’eco, erano ancora dentro la vita reale.

Poi l’involuzione politica e culturale, credo proprio a livello globale, con quella che hanno preferito chiamare crisi economica ma che comprende socialmente e umanamente, disgregazione, frammentazione , individualismo, solitudine, isolamento, crisi di valori desideri passioni, società “liquide” pensiero “debole” , disagio … anche giovanile .

Nell’attuale fase storica, i giovani non hanno grandi riferimenti culturali e politici , sono un po’ sommersi dal consumismo e dagli “idoli” creati appositamente come merce da consumare e strappare consenso , non sono catastrofista, sono convinta che l’attuale “crisi” possa essere vissuta come opportunità, ripensamento, modo per superare lo stallo e i giovani troveranno una loro strada assieme ad altri, per migliorare la vita. Magari impareranno chi è stato Fo e come ha tentato di contrastare il potere in tutte le sue forme e abbattere le ingiustizie e le diseguaglianze sociali .

L’accettazione del Nobel può sembrare una contraddizione ma di fatto non lo è stata. E’ stata vissuta come un’apertura della commissione, nei confronti del fare letteratura nella modernità superando vecchi canoni, mentre il premio in denaro è stato utilizzato a sostegno degli operai licenziati e delle fabbriche occupate. Unica azione “politicamente corretta” , all’epoca .

Breve testimonianza per dirgli grazie

In anni in cui Dario e Franca erano invisi al potere: cacciati dalla Rai tenuti a vista dai fascisti, criticati dagli intellettuali di regime , spesso anche dai gruppi di “ estrema sinistra” perché considerati spontaneisti, senza strategia politica , facile preda di infiltrati e provocatori perché libertari . Senza servizio di vigilanza

e dibattito interno con centralismo democratico … io e altri compagni di Bologna eravamo in contatto con loro partecipando al Soccorso rosso e alla costituzione dei circoli LA COMUNE

a Bologna ne fondammo uno in una sede a ridosso del Pratello e un altro venne aperto a San Lazzaro

Ai Fo vennero negati i teatri ufficiali e in quel periodo si esibivano nelle fabbriche in disuso e negli spazi abbandonati . Dopo ogni spettacolo Franca parlava del Soccorso Rosso e invitava ad aderire alla rete per il sostegno dei detenuti politici e comuni che magari stavano prendendo coscienza della loro condizione sociale, dello stato di detenuti e del significato politico delle carceri

Erano gli anni 70 anni 80 – anni di lotta e repressioni. I mandati di perquisizione arrivavano a centinaia e scoppiavano anche rivolte nelle carcere .  Atti di autolesionismo fra i detenuti che si cucivano per protesta le palpebre o la bocca con il fil di ferro. Ingoiavano chiodi o si tagliavano con pezzi di vetro per farsi ascoltare.

Avere focalizzato l’intervento POLITICO sulle condizioni dei detenuti e sulla gestioni delle carceri , anche se non erano ancora “ speciali” è stato un duro attacco alla sicurezza (!?) dello Stato e una dura vita per i militanti . Io stessa a Bologna, assieme ad altri , sono stata sottoposta a perquisizione con avviso di reato per banda armata e associazione sovversiva con mandato firmato dall’allora giudice Paolino Dall’Anno preposto a combattere il terrorismo. Operazione poi rientrata sui “ giovani bolognesi “ anche perché l’accusa indiziaria si è rivelata inconsistente

Su Dario e Franca la repressione , i sospetti, le accuse sono continuate e per questo , non hanno mai ottenuto il visto per recarsi negli USA per motivi di lavoro, nonostante…

In quegli anni si leggeva Sorvegliare e Punire si aderiva alle proposte di Basagli sui manicomi, si prendeva coscienza del senso delle istituzioni totali e chi si ispirava al marxismo sognava l’abolizione della separazione fra lavoro manuale e lavoro intellettuale, assieme all’eliminazione della divisione in classe della società.

l’insegnamento rivoluzionario di Dario Fo ,al quale voglio fare riferimento è in tal senso

Ho vissuto delle giornate seminariali a Milano alla palazzina Liberty occupata dai coniugi Fo e dal loro gruppo di attori e militanti ,diventata la sede teatrale e di incontri aperti a tutta la città,

In quel posto per anni hanno gestito una scuola di teatro e laboratori culturali- artistici e politici

In quel luogo ho vissuto una realtà diversa con la reale percezione di una esperienza particolare : nelle relazioni umane e nella pratica del quotidiano

Non c’era gerarchia fra le persone ma tutti avevano pari responsabilità e diritto alla parola . ad esempio ho visto Franca preparare il sugo ai fornelli, mentre Ciccio Busacca ,il noto cantastorie siciliano che lavorava con loro si occupava degli spaghetti . Ricordo Dario pulire il pavimento o lavare i piatti . E tutti ci sentivamo ad un passo dal socialismo.

A seguire ancora lotte, repressione , oscurantismo , frammentazione , corruzione …

In questi giorni un’ovazione di cordoglio e riconoscimento di valore , con la scomparsa di Dario

NON PUO’ BASTARE

– NON CI INCANTANO I DIVERSI VOLTI DEL POTERE

Vox Zerocinquantuno n 4 novembre 2016


 

(56)

Share

Lascia un commento