“Di Martedì” i lupi diventano agnelli, di Giacomo Bianco

Bologna 28 novembre- Ospite della trasmissione di Floris Di Martedì, il ministro del lavoro sembrava un pulcino bagnato fuori dallo stagno mentre veniva incalzato dalla direttrice dell’HuffingtonPost Lucia Annunziata sulla spinosa questione che ha coinvolto suo padre. Quella dell’Annunziata è sembrata più una tirata d’orecchie di una mamma nei confronti di un figlio in tono quasi affettuoso piuttosto che inquisitorio. Da questo dibattito ne è uscito un Di Maio più umano: senza copione da seguire e neppure elenchi da snocciolare, pochi attacchi e grande mitezza. Che la vicenda del padre addirittura non favorisca la sua immagine in un periodo dove viene oscurato ripetutamente dal collega Salvini? Di sicuro ieri sera il robot della Casaleggio e Ass. ha lasciato il posto al ragazzo Luigi ancor prima che all’uomo e al ministro della repubblica.

Intervistato subito dopo, anche il Capitano Salvini è sembrato molto più mite dei giorni scorsi. Dalla sua bocca sono uscite dichiarazioni impensabili solo pochi giorni fa, come ad esempio l’apertura sulla modifica della manovra finanziaria chiesta dalla UE.  Insomma i “me ne frego”, i “tiro dritto”, i “se la comunità europea ci critica vuol dire che stiamo facendo bene” hanno lasciato il passo a dichiarazioni molto più concilianti.

Il ministro degli interni, in versione talmente dimessa da sembrare il sosia di se stesso, è arrivato anche a dichiarare che senza l’aiuto di Conte e Di Maio non si troverebbe a capo del Ministero degli Interni e non sarebbe riuscito a portare avanti nessuna delle proprie battaglie. Ma tutti ricordano le frasi a effetto scagliate come frecce agli alleati di governo nelle quali affermava che avrebbe fatto molto di più e più in fretta se fosse stato solo al governo. E tutto ciò dopo che la mattina precedente aveva simbolicamente azionato la ruspa per demolire una villa del Casamonica insieme a Zingaretti, quasi a prendersi parte del merito di una battaglia portata avanti in questi ultimi anni dalla regione Lazio guidata dal candidato alle primarie del PD e sostenuta dalla Sindaca Raggi.

Insomma i lupi si stanno trasformando in agnelli e, dopo tanto vociare spesso a sproposito, questo nuovo atteggiamento più conciliante può essere utile a farci uscire dall’isolamento dal resto dell’Europa al quale il governo del cambiamento ci stava portando. Inoltre dopo l’uso sistematico di un linguaggio violento e provocatorio condito da attacchi giornalieri a tutto e a tutti, una pausa appare come cosa molto gradita e giusta.

 

Foto da fanpage

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