(Dis)Accordi di Parigi e G7 ambiente a Bologna, di Michele Sogari

 

Uno degli eventi recenti che ha maggiormente colpito l’opinione pubblica, in Italia come nel resto del mondo, è sicuramente l’uscita ufficiale degli USA dagli accordi sul clima stipulati a Parigi nel dicembre del 2015 in seguito al discorso del Presidente Trump del 1 giugno. Accordi che, è bene ricordare, sono stati ratificati da 195 paesi, ponendosi come pietre miliari per le politiche ambientali congiunte a livello globale. Uno dei successi sventolati dall’amministrazione Obama, soprattutto per essere riuscito a convincere potenze emergenti (Cina e India soprattutto) a schierarsi apertamente contro il fenomeno del riscaldamento globale.

Le critiche al tycoon Trump si sono sprecate da ogni dove: Cina, Russia, Italia, Francia, Germania, sono solo alcune delle nazioni che hanno dichiaratamente preso posizione contro la decisione del presidente USA che, insieme a Siria e Nicaragua, sono le uniche nazioni a non aver ratificato quegli accordi. Esiste comunque la preoccupazione che altri paesi seguano i passi degli USA, indebolendo tragicamente gli accordi, già criticati dagli ambientalisti in quanto insufficienti (perché troppo poco ambiziosi), oltre che non vincolanti. Gli accordi prevedono, come obiettivo, il mantenimento del riscaldamento globale (già in atto) entro i 2 gradi dai livelli preindustriali, attraverso il taglio delle emissioni serra.

Foto da notizie.it

Trump giustifica la sua scelta soprattutto puntando il dito verso un impegno che lui considera troppo gravoso ed iniquo per gli Stati Uniti, soprattutto rispetto a quanto viene richiesto ad altri: un deficit competitivo nei confronti dei paesi emergenti che porterebbe (sempre secondo il presidente americano) gli USA ad una contrazione dei livelli occupazionali e del PIL del Paese.

L’uscita degli USA dagli accordi è un duro colpo per le speranze di raggiungere gli obiettivi concordatii, soprattutto considerando che, insieme alla Cina, gli Stati Uniti sono uno dei principali Stati inquinanti del pianeta, quindi uno di quelli sulla cui riduzione di emissioni è necessario puntare per poter sperare di raggiungere gli obiettivi previsti.

Per uscire da questi accordi, in qualunque caso, è necessario svolgere un iter della durata di 4 anni, portando la scadenza definitiva al 2020, periodo in cui si svolgeranno anche le elezioni americane. E’ quindi probabile (e auspicabile, probabilmente) che questo tema sarà uno degli argomenti principali su cui si giocherà la campagna elettorale di quelle elezioni.
Resta comunque il fatto che con questa decisione, gli USA abdicano ad un ruolo centrale, a livello di politica estera, rispetto al tema della lotta al riscaldamento globale, aumentando contemporaneamente il distacco con gli storici alleati europei (con rapporti già deteriorati in seguito alle diversità di vedute sulla NATO e sul commercio internazionale).

Questa scelta ha avuto, ovviamente, delle forti ripercussioni sul cosiddetto G7 Ambiente, svoltosi a Bologna dal 10 al 12 giugno. Il G7 Ambiente è stata la riunione dei ministri con delega sulle questioni ambientali dei sette paesi più industrializzati del mondo: Italia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti e Canada, con tre Paesi ospiti del summit: Cile, Etiopia, Maldive e Ruanda. Questa riunione è stata anche un’occasione per la città di Bologna di organizzare tutta una serie di eventi culturali e di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale e del riscaldamento globale, ma anche dello spreco alimentare, del degrado urbano, di disuguaglianze e di povertà, che si sono svolti prima e durante questo importante evento sotto il nome di #ALL4THEGREEN.

Parco 11 settembre, Bologna 11/06/17.
Parco 11 settembre, Bologna 11/06/17.
Parco 11 settembre, Bologna 11/06/17.
Parco 11 settembre, Bologna 11/06/17.

Non sono mancate le contestazioni o le manifestazioni di protesta nei confronti delle potenze intervenute per questo summit, che sono comunque i massimi esponenti del sistema economico e sociale attualmente vigente: il corteo anti-G7 ha infatti radunato una buona parte delle realtà alternative di Bologna, passando da organizzazioni  come i centri sociali TPO e Labàs, a Link e CUA, fino a Greenpeace e rappresentanti NoTav. Si stima che a questo corteo abbiano partecipato tra le 800 e le 1000 persone. Ci sono altre manifestazioni di dissenso e di contestazione sono state come una pacifica biciclettata di dissenso e l’installazione (organizzata da WWF) sotto le due torri di una distesa di piccole statuine raffiguranti dei panda.

Il G7 Ambiente si è concluso con una dichiarazione finale, firmata da tutti gli intervenuti, in cui si ribadiscono tutta una serie di punti su cui attuare una strategia complessiva e unitaria. Gli Stati Uniti, in seguito alle dichiarazioni del Presidente Trump e seguendo quindi le indicazioni di uscita dagli Accordi di Parigi, non hanno sottoscritto il secondo paragrafo, riferito al cambiamento climatico, ed il sesto, riferito alle cosiddette “banche multilaterali di sviluppo”, organismi bancari sovranazionali che hanno il compito di “ridurre la povertà e promuovere lo sviluppo economico […] istituzioni sopranazionali create dagli stati sovrani che ne sono azionisti […] includono tanto i paesi donatori quanto i paesi mutuatari”.

Gli USA, in questa dichiarazione, sostengono come intendano agire, assieme ai propri partner internazionali, proseguendo il cammino di riduzione dell’inquinamento mantenendo un’economia forte come principale priorità.

Il fatto che la seconda nazione inquinante al mondo esca dagli accordi internazionali sul clima, negoziati tra la quasi totalità degli Stati riconosciuti dall’ONU, per rivendicare invece di agire sul tema in maniera indipendente, allarma inevitabilmente chi sente e vede l’urgenza della questione ambientale: il rischio che venga fatto troppo poco e troppo lentamente (oppure che non venga fatto alcunché) è altissimo, soprattutto sapendo quanto il Presidente Trump tenga in considerazione la tematica del cambiamento climatico. La speranza che anche gli USA compiano dei passi convincenti verso la riduzione dell’inquinamento (che comunque per adesso scarseggiano anche in Europa) rimane nelle mani di chi sarà “disobbediente” rispetto alla decisione di Trump: in questo senso, la decisione del tycoon è stata osteggiata e duramente criticata da molte personalità influenti sia della vita politica (come il Sindaco di New York, Bill De Blasio) che dell’economia, che hanno già fatto sapere che agiranno in conformità con gli Accordi di Parigi nonostante la scelta di Trump.

Vox Zerocinquantuno n 12, luglio 2017


#Foto 1 nel testo da Notizie.it (06/06/17)

#Foto 2-3-4-5 preparativi per la marcia di protesta da pagina Facebook di Vox Zerocinquantuno.


Michele Sogari è uno studente di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna. Le sue aree di interesse riguardano lo studio del mercato del lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori, nonché lo studio delle disposizioni politiche che regolano questi ambiti.


FONTI:
– http://www.repubblica.it/ambiente/2017/06/01/news/usa_trump_clima_ambiente-167001939/
– http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-06-01/trump-sta-annunciare-l-uscita-usa-dall-accordo-clima-205141.shtml?uuid=AEpjcPXB&refresh_ce=1
– https://www.internazionale.it/bloc-notes/alessio-marchionna/2017/06/02/la-bocciatura-dell-accordo-sul-clima-e-le-altre-notizie-su-donald-trump
– https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it
– http://www.g7italy.it/sites/default/files/documents/Communiqu%C3%A9%20G7%20Environment%20-%20Bologna.pdf
– https://www.cmcc.it/it/economia-e-finanza-climatica/the-role-of-multilateral-development-banks-in-supporting-climate-action-in-developing-countries-2
– http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/05/31/g7-ambiente-bologna-capitale-mondiale-dellecologia_a7e9ef11-26c9-4509-9b47-b5f7393967ae.html
– http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/g7-ambiente-protesta-1.3189928
– http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/g7-ambiente-corteo-1.3190353
– http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/12/news/g7_ambiente_bologna_tutti_d_accordo_sul_clima_tranne_gli_usa-167919576/
– http://www.repubblica.it/ambiente/2017/06/02/news/usa_l_industria_americana_fa_muro_contro_trump_e_nuove_alleanze_crescono-167033013/
– http://www.repubblica.it/ambiente/2017/05/31/news/ambiente_media_trump_ritira_gli_usa_dagli_accordi_di_parigi-166889936/

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