Decreto Salvini: più sicuri o più disumani? Di Chiara Di Tommaso

Immagina che non sia facile. Che non sia mai stato facile, sin dall’inizio, anzi.

Immagina che sia stato talmente poco facile, che sei stato costretto ad andartene. Non è stato facile riuscire a partire, non è stato facile il viaggio, non è facile nemmeno una volta arrivati.

Immagina di aver costruito pezzo per pezzo, con enorme fatica e tra tante difficoltà, una nuova vita in un luogo diverso, lontano, complicato.

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Immagina di aver iniziato le lezioni serali per imparare la nuova lingua, aver mandato i tuoi bambini alle scuole elementari, cominciato a cercare un lavoro, conosciuto le prime persone, stretto qualche legame. Magari hai finalmente anche imparato ad orientarti in quelle strade, hai scoperto gli orari migliori per uscire e qual è il tuo bar preferito. Forse adesso, ospite da un paio d’anni di un centro di prima accoglienza, riesci quasi a sentirti parte di questo nuovo posto. Forse è un po’, solo un po’, più facile ora.

Immagina poi che all’improvviso, da un giorno all’altro, ti comunichino che sarai portato via, che devi andartene: non sarebbe affatto facile.

Non serve immaginare, anche se a volte è utile provare ad immedesimarsi, perché tutto questo è esattamente ciò che è successo a chi abitava il Cara (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Castelnuovo di Porto in provincia di Roma il 22 Gennaio. A poco più di un mese e mezzo dall’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, le prime conseguenze della sua applicazione hanno mietuto le prime vittime. La nuova legge prevede infatti, tra le altre cose, lo smantellamento di tutti i centri di prima accoglienza, le strutture che negli ultimi vent’anni ha costituito il primo anello del processo di integrazione degli immigrati in Italia.

Il ragionamento del Ministro Salvini forse si basa su un concetto di base: chiudiamo i porti, blocchiamo le entrate, dunque non sono più necessari i centri che si occupavano dei nuovi arrivi. Ma ciò che sfugge a questo percorso concettuale è la voragine che il provvedimento creerà. Questi centri infatti non sono vuoti, ma pieni di persone, uomini, donne, bambini e ragazzi, quello di Castelnuovo ne ospitava più di 500, che stavano svolgendo un lungo e difficile cammino, che durante l’attesa delle eterne pratiche burocratiche per avere i permessi, avevano iniziato un fondamentale processo d’integrazione sociale e lavorativa.

È apparso disumano trasferire quelle persone senza dare indicazioni e motivazioni, sradicandole senza preavviso dal posto in cui vivevano. Ma la situazione peggiore non è per coloro che vengono “trasferiti” in altri centri d’Italia, “smistati” in altre regioni, come i trenta che sono dovuti salire su un pullman lo scorso martedì mattina, bensì per tutte quelle persone che saranno “allontanate” perché non più aventi diritto alla protezione umanitaria e quindi esclusi da ogni progetto di accoglienza. Queste persone si troveranno quasi inevitabilmente per strada.

Quello che ha più sconvolto i migranti, i lavoratori del centro, il Sindaco, il parroco di Castelnuovo, la popolazione locale e chi ha ricevuto l’allarme via social networks è stata la rapidità e la segretezza  con cui è stata messa in atto questa decisione, che ha visto lo Stato mandare l’esercito per lo sgombero, senza comunicare nemmeno alle autorità del luogo le tempistiche e le destinazioni. “Non trattateli come bestiame” è l’appello della Chiesa cittadina….

In una decina di giorni il Viminale prevede di concludere la distruzione di un progetto d’integrazione costruito in anni. Il prossimo obiettivo è il Centro di Mineo (Messina), il più grande d’Italia e a seguire toccherà a tutti gli altri: Bologna, Crotone, Bari… il numero di migranti coinvolti in questo “spostamento di pedine” è enorme: stiamo parlando di circa 6000 persone.

Ma ciò che più fa paura è che mentre si pensa che questa volta il ministro stia sorpassando il limite e l’indignazione aumenta e si concretizza nelle manifestazioni di piazza, il consenso di Salvini cresce. Secondo l’ultimo sondaggio di Swg, realizzato per Tg La7, la Lega è in crescita è ha raggiunto il 32,6%, acquistando un punto percentuale in una settimana. In questa settimana, la settimana dello sgombero. Perché quello che sta facendo è esattamente quello che chi l’ha votato voleva che fosse fatto. Perché, altro che spirito di immaginazione, a coloro che ora si sentono più sicuri grazie al DL Sicurezza servirebbe uno spirito semplicemente più umano.

Vox Zerocinquantuno n.30, febbraio 2019

Foto:Parmapress24

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