“È stata tutta luce” di Giana M.P. Andreatta – Recensione di Maria Laura Giolivo

C’è un prima e c’è un dopo. In mezzo un tragico evento. Il prima è la storia di due giovani e ambiziosi ragazzi che si incontrano all’università, si frequentano e decidono di sposarsi. Brillante assistente universitario in attesa di una cattedra lui, bella e promettente laureanda in Scienze Poliche lei. Una storia quanto mai comune se non fosse che stiamo parlando della storia d’amore di due personaggi molto noti: Beniamino (Nino) Andreatta e Giana Maria Petronio. Parlamentare e più volte ministro della Repubblica Italiana negli anni ’80 – ’90 lui e psicologa affermata nonché membro attivo della Società Psicoanalitica italiana e dell’International Psychoanalytical Association lei. Il dopo è la vicenda di una famiglia, sconvolta, distrutta dal dolore, interamente da ricostruire e di una donna aggrappata alla speranza di poter un giorno assistere al risveglio dal coma del marito, un marito che per lei rappresentava ossigeno, ragione di vita.

Giunti Editore

“Mai, per un solo istante né io né i miei figli abbiamo pensato di staccare la spina dei macchinari che tenevano in vita Nino, sarebbe stato uccidere un uomo che per noi era vivo!! Nino era un corpo caldo, un cuore pulsante, fonte di vita per tutti noi” racconta la Petronio, sottolineando come anche immobile in un letto d’ospedale, il marito le desse la forza di andare avanti con un decoro e una compostezza che seppur straziata dal dolore si sforzava di mantenere per rispetto dell’uomo che così tanto amava.

Tra il prima e il dopo il grave malore che colpì Andreatta il 15 dicembre del 1999, nel corso di una seduta parlamentare per il voto della legge finanziaria e che si concluse con un coma profondo durato sette lunghissimi anni fino alla morte sopraggiunta il 26 marzo 2007.

E’ stata tutta luce è un lavoro che la Petronio conservava nel cassetto da molto tempo. E’ il racconto intimo di un amore che l’ha travolta e consumata. L’amore per un uomo semplice ma allo stesso tempo un personaggio complesso. Uomo tanto sobrio nella vita privata quanto estroso in alcune circostanze pubbliche, come quando, fuori da un hotel dopo una cena, accortosi di essere rimasto a corto di acqua nel radiatore, se la fece portare dal cameriere in una caraffa di cristallo. Una personalità in cui, come la Petronio stessa sottolinea, questi due lati contrapposti del carattere non potevano fare a meno l’uno dell’altro.

A fare da cornice al racconto di una totalizzante storia d’amore troviamo personaggi politici di assoluto rilievo e racconti di spaccati dell’Italia degli anni ’80 e ’90.

La Petronio non si risparmia nei commenti così come nelle critiche alle personalità politiche e non, che ha avuto modo di incontrare nel corso degli anni: per esempio quando ricorda la visita in Ospedale del Presidente Cossiga che, assolutamente inopportuno, trascorse tutto il tempo a lamentarsi dei propri “acciacchi” e a fare il “totoministri” di fronte al corpo inerme di Andreatta. O quando definisce Eco un’uomo completamente preso da se stesso e vanesio.

Presentazione del libro, Archiginnasio, Bologna

Ma l’aspetto che maggiormente colpisce è l’intimità che pervade tutto il romanzo, che ben lungi dall’essere una biografia di Nino Andreatta, sia nell’intenzione che nei fatti, si presenta come il racconto intimo e accorato di una donna che vuole regalare al lettore un’immagine inedita di un personaggio pubblico che ha dominato lo scenario politico Italiano per lungo tempo. Ne emerge una personalità complessa, un uomo rigoroso, determinato e combattivo nella vita professionale così come timido, riservato al limite dell’impacciato nella vita privata.

Vox Zerocinquantuno, n 13 agosto 2017

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