Editoriale di Danilo Iannazzo. “Il dovere per il dovere”

“Il dovere per il dovere”

Dovere e senso di responsabilità. Sono questi i termini attraverso i quali il giornalismo deve accogliere le nuove sfide e deve soprattutto rimarcare la propria posizione nello sconfinato calderone della comunicazione. Non ci sono dubbi sul fatto che l’informazione per opera della grande rivoluzione tecnologica degli ultimi trent’anni sia cambiata uscendo da quell’aura di sicurezza rappresentata dalla carta stampata e traghettando la sua anima sulla rete. Ma cosa è cambiato veramente e soprattutto come si riesce a garantire un’informazione che riesca a mantenere un rapporto di fiducia con i propri lettori?

Dalle prime stampe nel 1438 ad oggi è necessario sottolineare di come il mondo cartaceo abbia subito una fase di declino. Oggi l’informazione deve obbligatoriamente tradursi in un aggiornamento in tempo reale, deve disporre di un numero di notizie maggiore permettendo a ciascun utente di essere aggiornato in ogni momento e in ogni luogo, potendo sfruttare l’ausilio di dispositivi elettronici che permettono l’accesso ai principali network. Analizzando questo punto di vista emerge nettamente il grande vantaggio della stampa digitale: l’immediatezza della diffusione della notizia. Spesso però questa sovrabbondanza di informazioni rischia di far emergere un lato del tutto negativo legato alla qualità delle notizie trasmesse dal web con il rischio, per il lettore, di essere ingannato e affondare nella falsa informazione diffusa da chi non compie il proprio dovere nei confronti del proprio pubblico.
Tuttavia la rete è diventata in breve tempo un punto di riferimento anche per le testate giornalistiche più importanti come il New York Times, Le Monde, La Stampa e tante altre che hanno compreso che l’unico modo per sopravvivere è adattarsi, giungendo presto alla conclusione che il mondo della carta stampata è purtroppo destinato a finire. Ma da una distruzione, dal conflitto tra vecchi e nuovi media, è nato un nuovo modo di concepire il giornalismo. Il termine che forse meglio riesce a tradurre la nuova visione e di conseguenza il nuovo rapporto tra l’informazione e i suoi lettori è “l’interattività”, nuova chiave di connessione tra il lettore e il testo. I media online, infatti offrono il vantaggio non solo di essere letti gratuitamente ma anche di permettere al lettore di “comunicare” con la redazione ponendo domande o esprimendo giudizi. Tutto questo con lo scopo di creare un legame che vada al di là della notizia in sé di modo da saldare la fiducia con i propri lettori.

Ed è proprio sulla parola fiducia che “Vox Zerocinquantuno ” vuole costruire il proprio modello di responsabilità e di dovere. Nello spazio così sconfinato e quasi intangibile dell’informazione online dove ogni utente può scegliere le notizie e gli argomenti che più interessano, questa redazione ha ritagliato un proprio spazio di approfondimento tra cultura, società e informazione; uno luogo sicuro da notizie ingannevoli e faziose perché costruite alla” vecchia maniera” con dedizione, studio e con il racconto in prima persona dei nostri collaboratori e della redazione. Questo perché dietro ogni notizia, ogni articolo, ogni intervista il nostro lettore dovrà immaginare un team che sente il dovere di essere sincero e che lavora seguendo il principio di un’etica della responsabilità che si potrebbe tradurre, così come il filosofo tedesco I.Kant, nella massima “Il dovere per il dovere”, ovvero fare in modo che la nostra ragione, la nostra “ratio” possa guidare ogni fare pratico, così come lo è la scrittura, seguendo una volontà che possa essere libera e incondizionata.

Vox Zerocinquantuno n 5 dicembre 2016


Danilo Iannazzo, giornalista pubblicista dal luglio del 2009. Ha collaborato presso il “Giornale di Sicilia” e ha avuto esperienze con emittenti televisive e radiofoniche. Laureato magistrale in giornalismo e laureato magistrale in Storia e Filosofia. Attualmente docente in diversi licei.

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