Editoriale di Giacomo Bianco

Date a Salvini quel che è di Salvini.

Il super ministro degli Interni, ormai da mesi, vola nei sondaggi e sembra sempre più irragiungibile. Ma il dato relativo agli umori degli elettori sulle previsioni di voto non può trarre in inganno un attento osservatore. I valori percentili accreditati al vicepremier sono, senza dubbio, frutto della continua e pressante campagna propagandistica sul tema degli immigrati che fa breccia nel cuore degli Italiani…e nella loro pancia.

Corso di scrittura creativa

Tuttavia Salvini si nutre soprattutto del rumore dei nemici: sa benissimo di essere criticato almeno quanto è amato ed è su questo punto che scava il divario con  gli altri perchè è molto abile a trasformare anche il giudizio negativo nei suoi confronti in un’arma a suo vantaggio. Sono addiruttura i nemici stessi a fornirgli nuova linfa ogni giorno. Nonostante siano consapevoli che sul tema dell’immigrazione il ministro sbaragli tutti e come una ruspa raccolga consensi sempre più numerosi, i suoi detrattori insistono sulla sua inumanità dimostrata verso i poveri disgraziati che arriavano dalla Libia e che vengono lasciati in balia delle onde a poche miglia dalle nostre coste e, cosa ancora peggiore, si dilettano in acrobatici paragoni con il fascismo e con il Duce.

Quindi, ci si chiede, bisogna rimanere indifferenti di fronte alla durezza di questa politica anti-sbarchi e immigrazione zero, con tutte le conseguenze che comporta come la violazione dei diritti umani di chi cerca di sbarcare in Italia per richiedere asilio politico? Certo che no. Ma occorre usare metodi meno dimostrativi,  ad esempio, delle incursioni dei giorni scorsi di alcuni rappresentanti dell’opposizione sulla Sea Wacth 3 che ospitava i migranti al largo di Siracusa. Sul tema migranti è evidente che Salvini raccoglie molti consensi pertanto, sul piano squisitamente politico, non ci sarà mai gara alla pari.

Acquista il tuo spazio pubblicitario su Vox

Eppure non è l’unica critica che si possa muovere contro il vicepremier. Sono tante le promesse che ha sbandierato in campagna elettorale che ancora non sono state rispettate, ma i suoi detrattori si accaniscono masochisticamente sull’unico tema che li vede sconfitti già prima di iniziare.

Per cominciare, la legge Fornero sulle pensioni che doveva essere abolita e smantellata addirittura alla prima seduta in Parlamento, è stata solo parzialmente modificata e non certo così in fretta come si era promesso.

I più di seicento mila immigrati clandestini che vivono in Italia e che sarebbero dovuti essere rimpatriati immediatamente hanno smeso di rappresentare una, se non addirittura, la priorità del ministro, subito dopo l’insediamento nel governo. Ad aggravare la situazione ha decisamente influito anche il braccio destro Giorgetti che ha definito impensabile una tale promessa che avrebbe chiesto tempi e costi enormi. Ingredienti perfetti a favore di una critica feroce da parte degli oppositori: promessa palesemente non mantenuta e irrealizzabile nel tempo che si era prefissato e, come se non bastasse, anche la presenza di fuoco amico all’interno del partito.

E le diminuzione delle tasse? E La flat tax? La retorica della propoganda pre-elezioni sulla promessa dell’aliquota fissa che è stato il motivo predominante per il quale i voti del Nord industriale da Forza Italia si sono riversati nella Lega, si è risolta in un nulla di fatto: o meglio, come nel caso della legge “quota cento”, in una parziale (parzialissima) modifica. Inoltre, quasi a infierire sull’evidente promessa mancata, i dati informano che quest’anno la pressione fiscale aumenterà sui contibuenti italiani. Il confronto con il Nord degli impreditori dal quali ha ricevuto molta fiducia, come abbiamo detto, ritorna particolarmente spinoso per altri due punti della politica di questo esecutivo che contrastano decisamente il credo leghista ma, in generale, quello di tutto il centro destra liberale, ovvero l’approvazione del reddito di cittadinanza che porta anche la sua firma e la discussione sul blocco delle grandi opere per il quale l’alleato di governo fa pressione perchè, a sua volta, rappresenta una delle proprie bandierine di propaganda.

Ma non è finita quì. Infine il tema per il quale Salvini dovrebbe raccogliere piovose critiche è quello dell’onestà e dell’innocenza politica, cardini del Governo del Cambiamento di cui è il vicepremier. Perchè sul ministro degli Interni si può dir di tutto tranne che rappresenti la nuova classe politica e che sia al di fuori della cosidetta “casta” tanto demonizzata dai Cinque Stelle, gli alleati nell’esecutivo. Per avvalorare questa tesi basta osservare i fatti. La Lega continua a correre per le elezioni amministrative con il centro-destra compatto dove figura ancora Silvio Berlusconi, non certo un volto nuovo e innocente della scena politica. Per concludere la corruzione, la questione dei 49 milioni usati indebitamente dalla Lega. Quindi la domanda nasce spontanea così come dovrebbere essere automatica la critica relativa: cosa ci fanno Salvini e la Lega in un esecutivo chiamato Governo del Cambiamento?

Insomma gli spunti per nuove e più efficaci critiche sono tanti e svariati. Date a Salvini quel che è di Salvini e forse il dibattito politico diventerà più efficace e chissà se il vicepremier avrà ancora tempo di mandare bacioni a tutti…

Bologna, 3 febbraio 2019

Giacomo Bianco

Vox Zerocinquantuno n.30, febbraio 2019


Giacomo Bianco, giornalista, Direttore Responsabile. Laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna.

(82)

Share

Lascia un commento