Editoriale di Giacomo Bianco

Marco Antonio, Nerone, Massenzio solo per citare i più conosciuti, hanno in comune quello di essere stati vittime, loro come tanti altri, della damnatio memoriae, la condanna della memoria, pratica che gli antichi Romani adottavano principalmente contro il reggente che si fosse macchiato di crimini contro il popolo, quali potevano essere l’autoritaria amministrazione dell’impero o la dissolutezza dei costumi, che consisteva nell’eliminazione di tutti i monumenti che portavano il suo nome. Anche se, a onore del vero si trattava più che altro del “ricordo” della condanna poiché il più delle volte non erano le opere ad essere distrutte ma ciò che veniva cancellato era solo il nome dalle epigrafi delle statue in suo onore, a perenne vergogna nei secoli.
In Italia, invece, paradossalmente si continua ad avere nostalgia di uno periodi più cupi della nostra storia quale la spietata dittatura di Mussolini che ha gettato il Paese nella guerra più sanguinosa che si ricordi e, nonostante ciò, c’è ancora chi inneggia ai simboli della propaganda del suo regime. Non è bastato neppure introdurre il reato di apologia di fascismo e il divieto di ricostituzione del partito per limitare i continui e vergognosi atti che ne celebrano il ricordo ad opera di questi sedicenti “nostalgici mussoliniani”.

Benito Mussolini arringa la folla in Piazza Duomo a Milano, nel maggio 1930. (Foto da Wikipedia, da archivio tedesco “Das Bundesarchiv”).

In questo clima, non ci si stupisce neppure più di episodi come quello della “spiaggia fascista di Chioggia”, come pure del modo in cui questi vengono portati all’attenzione dai media senza una ferma e decisa condanna, quasi si trattasse di qualcosa più vicino ad un pettegolezzo che ad un reato. Questa nuova ventata fascista non fa altro che spingere sul nostro Paese l’ombra di nuvole nere e minacciose, quelle della troppo spesso “strumentalizzata” ignoranza. La stessa ignoranza che spinge parte dell’opinione pubblica ad additare gli immigrati come causa di tutti i problemi dell’Italia e dell’Europa. Nuvole così dense che se si scontrassero causerebbero tempeste tali da fare naufragare completamente il buonsenso e il rispetto verso gli altri. E se ancora oggi continua il pellegrinaggio a Predappio per gli anniversari della nascita e della morte del duce, nonché della marcia su Roma, è chiaro non solo che il messaggio degli antichi Romani non sia stato recepito ma anche che queste forme di provocazione rappresentino spie di un malessere ormai cronico della popolazione nei confronti dello Stato e dei suoi organi di potere. Qualche giorno fa per la commemorazione della nascita di Mussolini, non a caso, i cori sono stati tutti contro la Boldrini e la sua politica di tolleranza verso gli immigrati, ma soprattutto contro Fiano e la sua recente proposta d’introduzione del reato di propaganda fascista. Insomma il sereno rimane ben nascosto, per il momento, al di sopra delle minacciose nuvole.

Attraverso nozioni di diritto Jacopo Bombarda ne “Fascismo: nostalgia canaglia”, approfondisce le premesse della proposta Fiano e del nuovo reato di propaganda fascista, in un numero, il 13esimo di Agosto, ricco di contributi di spessore che meriterebbero tutti il Primo Piano.
A partire dalle interviste: CineVox porta a segno un altro bel colpo e, dopo aver rintracciato Andrea Romeo del Biografilm lo scorso numero, in questo Alessandro Romano ci regala un’altra piacevole sorpresa intervistando Antonio Libutti(Leggi l’intervista), regista di uno splendido web-doc sull’arte da strada a livello nazionale. “Con gli occhi al muro” è il manifesto della street-art che Fabio Bersani ci racconta nella sua recensione (Leggi la recensione).

Particolarmente attiva la sezione letteraria che ci propone, oltre alle solite e attente riflessioni sugli ultimi libri usciti, due meravigliose chiacchierate con talentuosi scrittori come Lorenzo Quadraro e Fabio Strinati, magistralmente curate da Francesca Colò e Francesca Cangini: “Lorenzo Quadraro racconta L’equazione di Cassandra” e “Dal proprio nido alla vita”.

Per non farci mancare nulla Sara Del Dot indaga sulle ragioni dello sfratto in via Gandusio a Bologna (Via Gandusio: un grande punto di domanda), avvenuta lo scorso 14 luglio, ma soprattutto sulle conseguenze che queste modalità di assegnazione delle case popolari possono causare alla gestione dei quartieri e quindi della città offrendo soluzioni ragionevoli. Chiudono la sezione Società e Costume i pezzi di Michele Sogari (Il mercato del lavoro: uno sguardo alla nota congiunta) che, analizzando i dati della nota congiunta sulle tendenze dell’occupazione, fa un resoconto fedele della situazione lavorativa dell’ultimo trimestre in Italia, e di Lella Di Marco (I risvolti sociali della moda giovanile: tendenze e scelte pseudo-libertarie) sulle tendenze della moda giovanile, quindi sul decoro dell’abbigliamento che in corrispondenza della stagione calda latita sempre di più offrendoci, inoltre, uno sguardo sui risvolti sociali di queste tendenze mettendo in relazione le ragazze italiane e quelle musulmane.

Infine il vanto della redazione: i lavori dei bravissimi ragazzi dei licei bolognesi che non smettono mai di stupire per dedizione e impegno. Matteo Scannavini (Facile e veloce) e Chiara Di Tommaso (Paura di affogare) ci conducono nel mondo degli haters, dei leoni da tastiera e della cattiveria gratuita contro gli immigrati tipica dei social. Chiedendosi se non sia opportuno cercare di regolarizzare la fruizione dei commenti sui principali canali mediatici continuando, tuttavia, a preservare il diritto “sacrosanto”, come tiene a sottolineare Chiara, di esprimere liberamente la propria opinione.

Vox Zerocinquantuno n 13, Agosto 2017

Mazara, 1 agosto 2017

Giacomo Bianco


#In copertina: Manifesti neofascisti di Forza Nuova, un clochard sullo sfondo. Istituto Tecnico Nautico, Palermo 2017. (Foto Alessio Angelo).


Giacomo Bianco, laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna, ha discusso la tesi di laurea in Storia del Risorgimento, tema sul quale ha dedicato e sviluppato la riflessione volta a chiarire le ombre del movimento unificatore italiano, oggetto della maggior parte degli studi successivi.

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