Editoriale di Giacomo Bianco

Si è appena concluso un anno travagliato e pieno di sofferenza. È stato l’anno degli attacchi terroristici che hanno sconvolto l’Europa e hanno portato la paura nel nostro quotidiano, nei bar, nei locali, nel mercatino di Natale.

L’anno dei migranti che fuggono dalla guerra e muoiono in mare o trovano la strada verso la salvezza sbarrata da muri di filo spinato e d’indifferenza.

Della Brexit e di Trump, quindi della vittoria della xenofobia e dell’individualismo sulla collettività.

Del mai dimenticato Regeni e della sua, ormai poco, misteriosa morte che ha raffreddato i rapporti italo-egiziani. Della riforma costituzionale mai avvenuta e della sconfitta del dimissionario Renzi. Dell’ennesimo terremoto in Italia che ha raso al suolo interi paesi.

E’ stato un anno sfuggente, ricco di eventi che è parso non volessero lasciare spazio alle riflessioni ma solo ad un susseguirsi frenetico della cronaca dei fatti.

Ma il 2016 è stato anche l’anno della nascita di Vox Zerocinquantuno.

Abbiamo esordito nell’aprile scorso e tanta strada si è fatta da allora grazie alla serietà e alla passione dei nostri collaboratori, che non hanno mai esitato ad anteporre la loro passione ad un riscontro economico e al proprio tempo libero, merce sempre più rara in questi “tempi moderni”. Confortante è stato scoprire come tanti ragazzi, anche giovanissimi, abbiano voglia di mettersi alla prova fuori da contesti protetti come la scuola o l’università, approfondendo tematiche che magari i programmi scolastici non prevedono o il docente universitario non ha inserito come materia d’esame.

Ci sono poi i collaboratori più maturi ed esperti che, oltre a svolgere quella funzione di interazione con i più giovani, hanno dato forma e corpo all’intero progetto editoriale.

Nel primo numero del 2017 abbiamo scelto di analizzare i motivi che hanno portato alla sconfitta di Renzi e il tema scottante dei buoni lavoro. La sempre scoppiettante sezione di Spettacolo e Cultura presenta le recensioni delle mostre di due grandissimi artisti come Dalì e Salgado confrontandosi però anche con opere più antiche come il Polittico Stefaneschi di Giotto, padre della lingua figurativa Italiana, e aprendo le porte al mondo dei suoni. CineVox indaga tra le le pagine più nere della storia recente italiana, dagli anni di piombo alle stragi mafiose, grazie al faro illuminante del “professore” del docufiction Giuseppe Ferrara. Si tratta dei giovani e delle loro relazioni con la società e la famiglia grazie al viaggio nel tempo dei ragazzi del liceo Sabin, che in collaborazione con l’istituto storico Parri di Bologna, hanno affrontato il tema della figura giovanile nella storia.

Questo vuole essere Vox Zerocinquantuno, un giornale dinamico che tratta argomenti di vario genere, che si interessa di attualità ma allo stesso tempo, conduce inchieste ed approfondimenti. Che da la possibilità ai giovani studenti universitari e neolaureati, di poter dire la propria su questioni e argomenti riguardanti la città e non solo. Coadiuvati da autori maturi ed esperti con i quali confrontarsi e crescere.

Interazione e incontro culturale tra le diverse discipline della conoscenza è quello che Vox intende presentare ai propri lettori, con la speranza di non tradirne le aspettative.”

Con queste parole ci siamo presentati a voi nel nostro primo editoriale e con lo stesso entusiasmo ci ritroviamo oggi ad augurarci di essere sempre capaci di offrire ai nostri lettori un punto di vista fresco e dinamico su fatti di attualità e di approfondimento culturale.

Giacomo Bianco, Bologna, 31 Dicembre 2016

Vox Zerocinquantuno n6, Gennaio 2017


Giacomo Bianco, laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna, ha discusso la tesi di laurea in Storia del Risorgimento, tema sul quale ha dedicato e sviluppato la riflessione volta a chiarire le ombre del movimento unificatore italiano, oggetto della maggior parte degli studi successivi.

 

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