Editoriale di Maria Laura Giolivo

Idee in poche parole.

#Adesso basta! È l’hashtag lanciato nel web dai personaggi pubblici presi da mira dagli utenti. È davvero troppo! Il fenomeno degli haters, così vengono definiti i “seminatori d’odio”, coloro che riversano sui social le proprie frustrazioni sentendosi liberi di attaccare chiunque e sostenere qualsiasi tesi (anche le più raccapriccianti), sta raggiungendo livelli molto preoccupanti. Ben venga la possibilità che la rete, e i social networks in particolare, offrono a tutti di poter dire la propria su fatti di cronaca e non che i quotidiani postano regolarmente sulle loro pagine Facebook e a commento dei post di personaggi pubblici di rilievo (soprattutto della sfera politica), ma ormai da tempo si è superata ogni decenza.

Un esempio su tutti è rappresentato dai ripetuti e durissimi attacchi alla Boldrini. Indicibili e irripetibili accuse personali che in questa sede non elencheremo sia per rispetto della decenza sia perché non meritano nessun risalto mediatico. Giustamente la Presidente della Camera  ha deciso di averne davvero abbastanza e di denunciare quindi tali “leoni da tastiera”.

Sempre in questi giorni abbiamo assistito al riprovevole commento sulla pagina Facebook del Resto del Carlino di Abid Jeedi, un mediatore culturale operante a Bologna, che ha dichiarato che “…lo stupro è brutto solo all’inizio…”
Senza sottovalutare la bestialità del commento, assolutamente da condannare, è però altrettanto importante chiedersi quale sia il ruolo giocato “dall’editore Facebook” in situazioni come queste.

Prendendo atto del fatto che Facebook rappresenta uno strumento di comunicazione potentissimo, l’esperienza ci insegna che a grandi poteri debbano corrispondere grandi responsabilità. Invece il social network è diventato una terra di mezzo, una zona franca dove tutto è concesso. Dagli insulti razziali alle offese personali, dagli incitamenti alla violenza alle apologie del fascismo, tutto viene tollerato e tutto rimane impunito.

Eppure esiste nella politica “facebookiana” la possibilità di bloccare utenti o post ritenuti inadeguati!! Viene quindi da chiedersi quale sia il criterio utilizzato per definire cosa sia lecito pubblicare e cosa no e se si possa, su una piattaforma così variegata e così imponente, individuare l’inadeguatezza del singolo commento.

Perché un editore deve sottostare a precise regole sui contenuti dei contributi che sceglie di pubblicare rischiando querele e conseguenze penali mentre Facebook sembra rimanere al di sopra delle comuni regole dell’editoria?

Occorre, quanto prima, un’apposita legge che regoli la fruizione dei post e metta un freno al degrado culturale che ogni giorno si manifesta in rete.

 

Ad un mese dal via della Festa Internazionale della Storia, come ogni anno fiore all’occhiello dell’offerta culturale di Bologna, molti contributi di questo numero propongono riflessioni sull’argomento. Che si tratti della sua funzione ciclica come Chiara Di Tommaso genuinamente scrive ne “Ritorno di fiamma”, piuttosto che del valore che ha per gli artisti il passato nell’articolo di Francesca Cangini (“Cosa rappresenta il passato per un’artista?”) o ancora di una polemica su un periodo davvero controverso e ancora pieno di ombre come il Risorgimento italiano in “Mai Stati Uniti di Michele Sogari”, la Storia è già protagonista tra le pagine di Vox.

Il Primo Piano di Settembre è invece dedicato al viaggio di Giacomo Bianco tra i locali della Sala Borsa Ragazzi di Bologna e alla sua chiacchierata con le responsabili del progetto “Un libro nella tua lingua madre”. Una lezione di civiltà e integrazione dove gli scaffali della biblioteca rappresentano lo specchio multiculturale della nuova Bologna (“Sala Borsa: bambini, libri e integrazione”).

Matteo Scannavini per la sezione Next Gen affronta l’ormai annoso problema dell’impoverimento del nostro vocabolario (“L’Italiano afasico: il vocabolario ristretto del nuovo millennio”) mentre Viviana Santoro, per Spettacolo e Cultura ci propone un’avvincente rivisitazione del mito di Arianna e Teseo (“Ci salvi il Minotauro”).

Ma molto altro ancora vi aspetta nel quattordicesimo numero. Buona lettura.

Maria Laura Giolivo

Bologna, 3 settembre 2017

Vox Zerocinquantuno, n14 settembre 2017


In copertina foto di Enrico Partemi

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