Empoli Caput(o) mundi, di Mirko Galeotti

Doveva essere la partita della svolta, quella che con una sola mano toglieva i rossoblù dalla zona retrocessione, salvava la panchina di Inzaghi e rinverdiva le aspettative di società e tifosi. E invece è l’ennesimo, drammatico, epilogo amaro di una stagione iniziata col piede sbagliato.

Dopo una settimana passata a colpi di ritiro punitivo e successiva ritirata del ritiro, il match del Castellani si presenta come una sorta di spareggio salvezza: l’ossigeno della vittoria contrapposto all’oblio della sconfitta. E c’è da dire che i felsinei mettono in campo il giusto atteggiamento, aggredendo i padroni di casa con la brama chi sa di poter fare pochi calcoli, perché ha tutto da perdere.

Il 3-5-2 di Inzaghi (con Gonzalez per lo squalificato Calabresi e Orsolini dall’inizio al posto di Svanberg) si presenta compatto e gli ospiti prendono subito il comando delle operazioni, con un possesso palla costante che però tirando le somme si dimostra piuttosto sterile. E alla prima occasione passa però l’Empoli: Caputo e La Gumina dimostrano che due centravanti possono essere utili anche ai giorni d’oggi, triangolo da ABC del calcio con Gonzalez e mezza difesa che dorme e bordata dell’ex Bari. 

Se sei giù di morale e di condizione e ci si mette anche la jella diventa davvero dura.

Per fortuna a fine prima frazione Palacio, nonostante le 36 primavere sulle spalle, si ricorda del giocatore che è stato e si beve la difesa empolese, servendo un cioccolatino per Poli che insacca da due passi. I crismi del gol della svolta ci sono tutti, compreso un rigorino-molto-“ino” che Krunic reclama ma che Valeri ed il VAR negano e finisce così un primo tempo divertente.

La ripresa vede uno spartito differente dai primi 45 minuti, con entrambe le squadre molto accorte, a dimostrazione del fatto che la paura di perdere era maggiore della volontà di vincere. Alla fine dei conti a provarci di più è però l’Empoli, che prima si divora un gol fatto con Veseli e poi trova la rete del successo con La Gumina, bravo e pronto tra tanti bolognesi poco reattivi.

A nulla vale lo sforzo finale dei rossoblù, che cadono ancora e ora la situazione si fa complicata e ad Inzaghi resta un’ultima opportunità per salvare la panchina. Empoli non sarà caput mundi, ma probabilmente è caput(o) Inzaghi.

BOLOGNA:
Skorupski 6 – Incolpevole e inerme dietro una difesa che dorme.
Gonzalez 4,5 – Colpevole su entrambi i gol subiti, si dimostra molto meno affidabile di Calabresi.
Danilo 5 – Primo tempo non malaccio, ma è corresponsabile nel gol della sconfitta.
Helander 5,5 – Del pacchetto arretrato, quello che sfigura meno.
Mattiello 6 – Tante accelerazioni ed una verve che per questo Bologna è puro ossigeno. Ma anche tanti, troppi, errori.
Orsolini 6+ – Decisivo in Coppa Italia, meno ficcante al Castellani. Ma resta di gran lunga il giocatore con la più alta qualità in rosa.
Nagy 6,5 – Preso malamente in mezzo nell’azione dell’ 1 a 0, alla resa dei contri è tra i meno peggio. Sicuramente di un’altra pasta rispetto all’inconsistente Pulgar degli ultimi tempi.
Poli 6+ – Corre e segna anche, poi misteriosamente Inzaghi lo cambia (assieme ad Orsolini). E da li è solo il buio.
Krejci 5 – La scusa che gioca fuori ruolo (?) regge fino ad un certo punto. Pochi spunti, molti errori.
Palacio 6,5 – Solo quando si accende El Trenza il Bologna dà la sensazione di poter far male. A 36 anni è il trascinatore tecnico della squadra, anche se va ad intermittenza.
Santander 5,5 – Ci ripetiamo: si batte e si sbatte, di testa le prende tutte, ma non è quasi mai pericoloso.
Dal 66° Svanberg 6 – Entra per Poli e fa il suo, senza squilli ne errori.
Dal 70° Dzemaili 5 – Dentro per Orsolini, sbaglia quasi tutti i palloni che tocca, compreso quello mortifero pochi secondi prima del raddoppio empolese.
Dall’82° Falcinelli s.v. – Dieci minuti ed una manciata di palloni toccati.
All. Inzaghi 5 – Stavolta l’ha caricata bene e si capisce come i suoi abbiano dato tutto. Ed è forse questa la cosa più preoccupante. Il Bologna non ha un’idea di calcio da inizio stagione e i cambi restano un dramma: tolti Poli ed Orsolini la squadra si abbassa e sbaglia troppo, portandosi in area i padroni di casa fino al gol del 2 a 1.

Voto alla prestazione del Bologna: 5,5. C’è stato impegno, quello sì. C’è anche sfortuna, innegabilmente. Ma la classifica si fa brutta e il calendario non aiuta. Serve un nuovo allenatore e almeno 3\4 giocatori di livello o la seconda parte del campionato rischierà di diventare una lenta agonia.

Vox Zerocinquantuno 


 

Mirko Galeotti, calciologo, calciofilo e calciografo. Appassionato di storia e statistica del calcio, ricerca una visione ragionata del pallone e in antitesi agli strilli moderni.

In copertina foto da Gazzetta TV

 

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