Essere migranti durante la pandemia…tra Musumeci e i decreti sicurezza, di Chiara Di Tommaso

“Credo che questi Presidenti di Regione siano in una sorta di delirio di onnipotenza”, commenta Massimo Cacciari riferendosi all’ennesimo caso di conflitto stato-regione di questi mesi, e sarebbe difficile trovare parole più adatte. Questa volta il protagonista non è De Luca, non è Zaia, né Santelli, ma il loro collega Nello Musumeci, Presidente della Sicilia.

 

Il tema caldissimo di discussione, ovviamente, i migranti: i numeri, i troppi arrivi, il sovraffollamento, i centri d’accoglienza, insomma la solita cantilena che adesso, tuttavia, vanta qualche argomento in più legato allo stato di emergenza sanitaria. Musumeci lamenta che i nuovi sbarchi di luglio e agosto hanno portato altre 10 mila persone sull’isola, che gli hot-spot siciliani sono stracolmi, tanto che non è possibile mantenere le norme di igiene e sicurezza, necessarie specialmente in questo periodo. Con riferimento a quei luoghi parla di “campi di concentramento” e dichiara che è un delitto fare vivere i migranti in queste condizioni. Anche se inizialmente le sue parole potrebbero essere interpretate come una sincera preoccupazione per i loro diritti, quest’illusione crolla quando il Presidente propone la sua soluzione: mettere i sigilli e porre fine “a questa indecorosa pagina della nostra isola”.  Senza tentennamenti, dopo aver accusato lo Stato di una totale disattenzione verso questa situazione, Musumeci si è mosso seguendo la scia dei suoi pari, e ha emanato un’ordinanza per la chiusura dei centri. Lo stop però è arrivato subito dal Viminale, ed è stato confermato anche dal Tar di Palermo a cui il Presidente aveva fatto appello. L’ordinanza è stata infatti ritenuta al di fuori dei poteri delle regioni, e come se non bastasse si fonda sul presupposto non dimostrato che la situazione sanitaria della Sicilia sia aggravata dalla presenza dei migranti.

E mentre i migranti rimangono nei mirini della destra, il governo Pd-M5S non ha ancora mosso un passo verso di loro, rinviando di continuo la tanto attesa revisione dei Decreti Sicurezza della Lega. Sebbene a inizio luglio la Corte Costituzionale abbia dichiarato illegittima una parte del primo decreto, c’è ancora poca chiarezza sulle tempistiche e le modalità con cui il governo interverrà in quest’ambito. L’abolizione del sistema di accoglienza Sprar, contenuta nei decreti, ha provocato l’abbandono di moltissime persone, che si trovano oggi senza alcuna protezione, in un contesto aggravato dalla pandemia. E mentre il Movimento Cinque Stelle non ha alcuna urgenza, né forse interesse, a cambiare i decreti che ha precedentemente appoggiato, il Pd non riesce a farsi valere per mantenere la promessa fatta ai suoi elettori, e infinite questioni considerate più urgenti continuano a superare quella dei migranti sull’agenda di governo. In un contesto tanto precario, è stato facile veicolare il messaggio che i migranti portino il covid-19 sull’isola. Tuttavia, come spiega in un chiarissimo articolo del 29 agosto L’Internazionale, non c’è alcuna evidenza medico-scientifica che i migranti siano responsabili della diffusione del virus. I numeri parlano chiaro, solo l’1,5% di chi è arrivato è risultato positivo al coronavirus. Inoltre sono proprio i migranti ad essere stati i più controllati, con tamponi obbligatori per tutti e periodi di quarantena, sia regolari che per quelli autonomi, a differenza di quanto poco è stato fatto invece fatto per chi arriva negli aeroporti, anche per turismo, da paesi ad alto rischio.

 

Su un punto però Musumeci ha totalmente ragione: occorre un necessario e urgente intervento da parte del governo centrale. Che non sia certo la chiusura dei pochi centri rimasti, ma piuttosto un integrale ed innovativa ricostruzione del sistema di accoglienza del nostro paese. Un sistema che sia fondato sull’integrazione e sulla solidarietà, che rispetti e tuteli i diritti dei migranti, che sia disegnato alla luce delle nuove esigenze e dei nuovi rischi, soprattutto sanitari, a cui tutti oggi siamo gravemente esposti.


Vox Zerocinquantuno, 31 agosto 2020

Foto: pagina Instagram Regione Sicilia

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