“Estrema Destra” di Guido Caldiron. Recensione di Gaia Giovagnoni, Sara Quadalti, Martina Bernardoni

Foto da Ibs.it

 

Estrema Destra è un saggio scritto dal giornalista Guido Caldiron, pubblicato per Newton Compton nel 2017, sul volto del fenomeno neofascista internazionale dagli anni ’50 ad oggi.

 

Dopo un excursus sulla diffusione dell’estrema destra politica internazionale, nella prima parte del saggio Guido Caldiron segue una chiara linea del tempo per raccontare l’evoluzione della storia del neofascismo italiano di generazione in generazione. Partendo dagli aderenti al Movimento Sociale Italiano che non hanno creduto fino in fondo ai cambiamenti e all’evoluzione post-fascista di Gianfranco Fini, arriva alla nascita di Forza Italia e Lega Nord. Nel 1994 nasce il primo governo di Berlusconi e negli anni a venire si parlerà di “sviluppo del berlusconismo” e del populismo, insieme di ideali di “estremismo e moderazione” [1]. Per alcuni anni la destra italiana é rappresentata da Alleanza Nazionale di Fini (nuovo nome dell’MSI), Forza Italia di Berlusconi e Lega Nord di Umberto Bossi, movimento sorto alla fine degli anni Ottanta nel Nord Italia.

Ma, dopo quindici anni di alleanza, i rapporti tra Berlusconi e Fini si interrompono e per Alleanza Nazionale è il principio della fine, come testimoniato dal flop delle elezioni del 2006: é chiaro come il “post-fascismo” Italiano non ha apprezzato l’adozione di principi meno di centrodestra e più liberali.

 

Numerose organizzazioni, partiti e associazioni culturali, citate minuziosamente nella seconda parte del libro, al giorno d’oggi celebrano le ideologie fasciste: dalla miriade di siti internet, alle curve degli stadi di calcio fino ai gruppi musicali.

Il fenomeno si manifesta variegato al suo interno, comprendendo vari strati della società. Se inizialmente la maggior parte dei giovani proveniva dalle classi meno abbienti, si può notare invece come, al giorno d’oggi, sono presenti anche ragazzi appartenenti all’alta società.

Si può affermare che il profilo dei neofascisti degli ultimi anni sia sempre più diversificato: il loro tentativo é infatti quello di darsi un’immagine “sociale” e di fare breccia politicamente. Tra le diverse strategie operative dei componenti della destra radicale, notevole importanza viene data alla comunicazione, attraverso cui é possibile ottenere una maggiore visibilità.

Uno dei luoghi in cui si assiste maggiormente ad episodi di stampo neofascista sono proprio gli stadi, oggi teatro di numerosi eventi anche violenti: uno in particolare, ovvero la morte di un tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola nel 2007, viene analizzato da Caldiron, che evidenzia i rapporti fra le tifoserie coinvolte nello scontro e i movimenti di estrema destra.

Anche in ambito musicale, alla fine degli anni Settanta, assistiamo alla nascita di un movimento legato agli ambienti di estrema destra: organizzando una sorta di Woodstock nera, i giovani di estrema destra volevano raccontare la loro milizia attraverso canzoni. Gli Amici del Vento sono stati i primi ad aver dato voce a questo fenomeno.

Altro esempio è la “cinghiamattanza”, una danza allo stesso tempo violenta e giocosa, in grado di evocare elementi come il pogo dei concerti punk.

 

La terza ed ultima parte del saggio, infine, tratta di tutti quelli che sono i grandi temi che permeano l’ideologia neofascista, alcuni dei quali eredità diretta del fascismo stesso e dei nazionalismi dittatoriali storici, altri molto più legati all’attualità degli ambienti di estrema destra. Il razzismo, tema chiave sin dai tempi delle Leggi razziali del ’38, è sicuramente uno di quelli: ciò che una volta era il razzismo predicato come medicina necessaria contro l’inquinamento razziale [2], al giorno d’oggi ha assunto la valenza di un vera e propria ricerca di un capro espiatorio, addosso al quale riversare la colpa dei problemi economici e sociali che caratterizzano la nostra società. Esempio perfetto di questa moderna strategia di falso patriottismo, sono gli slogan e la propaganda di alcuni partiti di destra contro il fenomeno dell’immigrazione, che urlano a gran voce “L’Italia agli Italiani” e accusano i migranti di rubare lavoro, soldi e privilegi ai cittadini nostrani. Altro grande tema molto caro agli ambienti di estrema destra, è sicuramente l’islamofobia, che ha visto una crescita esponenziale dai primi anni Duemila ad oggi, da Al Qaeda all’ISIS passando per la posizione presa da Oriana Fallaci, ed il terrore della cosiddetta Eurabia, termine coniato dall’egiziana Bat Ye’or per definire quella che sarebbe, nelle parole della stessa Fallaci, l’islamizzazione del Vecchio continente. La crescente presenza di organizzazioni terroristiche jihadiste sullo scenario internazionale rappresenta sicuramente un ulteriore elemento fomentatore dell’odio razziale alimentato dagli estremisti di destra.

 

Questi, insieme a tanti altri, sono gli aspetti toccati da Caldiron rispetto a quella che non è più una semplice corrente di pensiero degenerata e marginale, bensì una vera e propria ideologia che oggi attrae decine di migliaia di persone. Estrema Destra è un viaggio attraverso i decenni per non dimenticare che il fascismo non si è mai estinto, ma ha semplicemente cambiato faccia; è un punto di partenza per una riflessione a trecentosessanta gradi su una sottocultura che, oggi più che mai, sta diventando sempre più pericolosamente mainstream.

 

Vox Zerocinquantuno, n.22 Maggio 2018


Note

  1. Marcello Veneziani
  2. George L. Mosse

Gaia Giovagnoni, Sara Quadalti, Martina Bernardoni, studentesse del Liceo Da Vinci di Casalecchio di Reno (BO)

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