“Fascismo eterno”: un sentimento mai sopito, di Maria Laura Giolivo

Se è certo che il fascismo tout court come movimento politico è morto fucilato insieme a Mussolini, è altrettanto vero che la mentalità fascista non si è mai sopita anzi si aggira latente, come un male incurabile, nella forma mentis di alcuni italiani. Una mentalità che oggi sta tornando, nuovamente, a farsi prepotentemente spazio nello scenario politico italiano alimentata, e forse anche giustificata, dalle dichiarazioni sempre più dure e intransigenti di alcuni esponenti politici che non mancano di sottolineare l’incompatibilità e la dicotomia italiani/stranieri fomentando l’odio e la paura per il diverso, non perdono occasione per screditare le istituzioni politiche, facendo vacillare le basi della democrazia rappresentativa, e si proclamano fautori del ritorno a un’economia e una politica autarchica.

Autarchia, odio razziale e disprezzo per la democrazia sono elementi imprescindibili dell’ideologia fascista, la cui apologia, è bene ricordare, è considerata reato dalla legge italiana.

Alla luce di quanto appena detto, non devono pertanto sorprendere le ultime manifestazioni di antisemitismo salite agli onori della cronaca in questi giorni, mentre lascia basiti che vengano autorizzate manifestazioni come quella di Predappio lesive della dignità e del rispetto che tutti i morti per mano del fascismo meritano.

Non è possibile giustificare con la libertà di manifestazione e lasciare impunita una parata di fascisti che inneggiano al duce e offendono la morte di milioni di Ebrei perché la libertà personale qualsiasi sia la sua natura (libertà di parola, manifestazione, di pensiero ) ha come limite il rispetto altrui. A ciò va aggiunto che la Costituzione italiana ripudia e considera reato l’apologia di fascismo. A fronte di certi accadimenti, come i fatti di Predappio, quindi, nulla ha un senso se non la piena ed assoluta condanna di quanto avvenuto.

E’ evidente però che la nuova ondata di neofascismo deve far riflettere sullo stato di salute della democrazia italiana sempre più messa alla prova da un sentimento popolare animato da grande risentimento nei confronti di una classe politica rea di aver per anni ingannato e non soddisfatto le aspettative dei propri elettori. Allo stesso tempo però ognuno di noi è tenuto a non dimenticare quanto accaduto nel passato durante la dittatura fascista e a non sottovalutare anche il più piccolo segnale che lasci presagire un ritorno a quei tempi.

Il fascismo è stata una fra le dittature più terribile del ‘900 e nessuna paura, nessuna crisi economica o di valori deve nuovamente spingerci in quella direzione. Lo dobbiamo a noi stessi e a tutte le vittime che il fascismo ha lasciato dietro di sé.

Per evitare un ritorno al passato è indispensabile la conoscenza storica. Solo lo studio accurato degli eventi passati ci consente di tutelarci dal compiere gli stessi errori. La nostra deve essere una educazione costante a sentimenti di rispetto e inclusione nei confronti del diverso per evitare che si trasformi in qualcosa di temibile in quanto minaccia per il nostro benessere (così come lo diventarono gli Ebrei per Fascismo e Nazismo). Anche in un periodo di crisi economica e politica come questo dobbiamo nutrirci di sentimenti democratici per non lasciare margine a soluzioni politiche autarchiche e dispotiche. Dobbiamo avere la consapevolezza che ogni cittadino ha il dovere morale e civico di difendere il pluralismo politico e che il nemico principale della democrazia è la paura infatti, le dittature, si insinuano sempre in società sconvolte da periodi di crisi economiche e politiche perché sfruttano lo smarrimento dei cittadini. Inoltre, è necessario tenere ben presente che la politica ha lo scopo principale di perseguire il benessere collettivo e per fare ciò deve svincolarsi da qualsiasi tipo di particolarismo (sia esso di natura razziale, geografico, culturale…) e che una politica giusta è una politica inclusiva che garantisce sempre il principio di uguaglianza, intesa come parità di opportunità.

Vox Zerocinquantuno n. 28, novembre 2018


In copertina foto da: tpi.it

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2 thoughts on ““Fascismo eterno”: un sentimento mai sopito, di Maria Laura Giolivo”

  1. Sono un lettore assiduo dei vostri articoli, vorrei farvi i complimenti per l’impegno e la cura che mettete nella stesura perchè trattano argomenti interessanti e attuali. Vorrei però fare qualche considerazione su questo articolo.
    1 La cassazione ha stabilito nel febbraio di quest’anno che il tanto vituperato saluto fascista non è reato se esibito per commemorare i morti
    2 Fare una commemorazione dei propri caduti non offende in alcun modo la memoria di altri morti
    3 Casapound (il partito cosiddetto ‘neofascista’ che al momento raccoglie più voti) non vuole in alcun modo instaurare una nuova dittatura, ha ammesso le colpe di Mussolini per quanto riguarda le leggi Antisemite e non promuove in alcun modo odio o violenza nei confronti degli immigrati.

    Vorrei inoltre sottolineare che il termine razzista è da riferirsi a chi sostiene che esistono razze diverse e che tra queste ce ne sono di superiori e di inferiori, non a chi si auspica un maggior controllo dell’immigrazione e una regolarizzazione di tutte le situazioni irregolari. (mi sembra sia come chiamare despota il CEO di un azienda solo per il fatto che da ordini)

    1. Buongiono Alberto, la ringrazio per i complimenti e mi compiaccio che sia un nostro assiduo lettore. La possibilità di avere opinioni differenti sullo stesso argomento è la pietra miliare della democrazia.

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