Festival dell’Oriente e Fiera delle Arti Marziali, dialogo con il Maestro Elio Perrone della Nei Dan School, di Eloisa Grimaldi

Un microcosmo in cui si incontrano i mille volti dell’Oriente, tre padiglioni per concentrare un universo che ruota attorno al concetto del benessere personale e relazionale, che passa soprattutto attraverso la consapevolezza del proprio corpo. Massaggi con oli profumati, bagni di suono, esperienze a mezz’aria cullati su un telo elastico, mille banchetti artigianali che testimoniano i colori caldi e vivaci di India, Thailandia, Cina, Giappone e portano i sapori di terre lontane che oggi attraggono sempre più un Occidente bisognoso di un contatto rinnovato con la dimensione spirituale e parallelamente anche con quella fisica.

L’affluenza è molta e le proposte all’interno ancora di più: fotografie Kirlian dell’aura, consulti omeopatici, incensi naturali e spezie, riequilibri energetici, reiki, un itinerario affollato che bisogna saper dosare. Gli eventi numerosi e diversificati spostano le folle tra i diversi palchi situati nei padiglioni, artisti in abiti tradizionali si esibiscono in danze e canti provenienti da tutto il mondo d’ Oriente, cariche del loro portato culturale.

Il rischio è quello di un eccessivo melting pot che restituisce solo la patina di quello spessore spirituale che soggiace all’approccio orientale, molto diverso rispetto a quello occidentale per quanto riguarda le concezione dell’uomo e dell’esistenza. Il conteso della fiera è dunque un mondo in qualche modo artificiale, ma nel processo di globalizzazione si cerca di orientare al meglio questa vicinanza per sviluppare modelli di vita “fusion” ed interconnessi, il che consente di affacciarsi in un universo vicino eppure sconosciuto: quello del corpo e della sua cura, che è sempre e comunque collegata alla cura di sé ed alla crescita personale.

Tra i baldacchini rialzati di sete rosse ed oro, enormi leoni cinesi a guardia dei tatami, si aprono gli spazi benessere dove provare le molte discipline proposte: yoga acrobatico, meditazione, ma anche kung fu, tai chi, ninjutzu. Tutta una parte del padiglione 21 è infatti dedicato alle arti marziali ed è qui che abbiamo parlato con il Maestro Elio Perrone della Nei Dan School, guidata dal Maestro Flavio Daniele. Tra le diverse esibizioni spicca quella del Maestro Perrone per la sua capacità di dialogare con il proprio corpo alla ricerca di un’armonia interna che si muove in contatto con la musica. Il Tai Chi diventa quindi una danza in comunione con le proprie energie interne, la padronanza dei propri flussi energetici non si esaurisce nei classici kata tradizionali, ma una vena creativa attraversa tutta la performance, la tradizione emerge nelle forme del nuovo e si restaura confermando una padronanza fisica e mentale che affascina e fa credere al potere rigenerativo di pratiche antichissime ed oggi in voga come il Taiji Quan ed il Qi gong.

Il Taiji Quan è un vero tesoro dell’umanità, custodisce il sapere di una delle civiltà più antiche e raffinate del mondo: la civiltà cinese. In esso si ritrovano l’arte del combattimento e la scienza medica cinese, ma anche i principi della filosofia taoista, confuciana e buddhista. I tre aspetti s’integrano e si armonizzano perfettamente ed ogni gesto, ogni azione si esplica sia sul piano della salute del corpo e della mente, sia sul piano della difesa del proprio corpo. Coinvolge l’essere umano in senso globale dal piano fisico a quello mentale/emozionale, passando per quello delle energie sottili e arrivando a quello spirituale-evolutivo. Taiji Quan si traduce come “pugilato della suprema polarità”.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per queste pratiche ed il maestro tiene corsi anche a Bologna , sia per principianti che seminari avanzati. I corsi sono rivolti anche a quanti vogliano avvicinarsi al mondo del Taiji Quan per intraprendere un percorso di crescita psico-fisica, sia a chi semplicemente desiderano imparare a prendere consapevolezza delle proprie potenzialità fisiche e lavorare su alcuni disturbi fisici come mal di schiena, postura, dolori cervicali e d altri fastidi causati da una vita sempre meno in sintonia con le nostre esigenze fisiche e psichiche.

Tutti i movimenti, fisiologicamente perfetti, essenziali e senza sprechi, rendono la struttura del corpo leggera, agile e forte, sciogliendo ed eliminando contratture e blocchi energetici che molto spesso hanno un’origine psichica: le spalle si rilassano, i dolori al collo, alla schiena e le articolazioni scompaiono. La mente pian piano comincia a prendere coscienza di questo nuovo stato, acquisendo intuito, chiarezza e creatività. Gli antichi maestri cinesi che hanno creato questa disciplina erano profondi conoscitori della natura e hanno costruito tutta la loro antropologia su una fisiologia energetica estremamente ricca e complessa”.

Il Taiji Quan è una disciplina adatta a tutte le persone e la scuola Nei Dan propone infatti un progetto aperto a tutti di educazione motoria e ginnastica terapeutica.

Questa ed altre discipline tradizionali presentate all’interno del Festival possono diventare delle strade percorribili da un Occidente in cerca di senso e stabilità, a cui non bastano più gli strumenti razionali fino ad oggi utilizzati, ma interroga nuovi sensi e nuovi istinti per costruire un sé capace di creare armonia con il mondo attorno.

Per informazione sui corsi del Maestro Elio Perrone rivolgersi al centro Dei Rosaspina 3 a Bologna https://www.facebook.com/elio.perrone.1?fref=ts

Vox Zerocinquantuno n 8, marzo 2017


Eloisa Grimaldi laureata in DAMS, approfondisce il campo degli Studi Interculturali con un Master, appassionata di teatro, musica, umanità e poesia, si occupa di diffusione culturale musicale, sviluppa metodi formativi tramite le arti teatrali e collabora a progetti editoriali di stampo sociale e indipendente.


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