Frammenti di chimica di Pellegrino Conte, recensione di Elisa Benni

Come smascherare falsi miti e leggende.

Internet e i social network negli ultimi anni hanno profondamente cambiato molte dinamiche sociali: così come hanno accorciato distanze fra persone lontane, nel tempo e nello spazio, hanno altresì dato a chiunque la possibilità di esprimere e rendere pubblica la propria opinione sugli argomenti più disparati.

Un qualunque pettegolezzo, proclama o dispaccio al quale prima potevano occorrere ore a passare da un paese a quello vicino anche se affidato alle comari più pettegole, oggi impiega pochi istanti a essere divulgato a livello mondiale.

Chiunque riesca a formulare una teoria in maniera verosimile o sviluppare un inappuntabile ragionamento in cui tutto fila alla perfezione se non si tiene conto che l’assioma di partenza era palesemente errato può ottenere visibilità e consensi e, assurdamente, otterrà maggiore popolarità più tale teoria o tale ragionamento si discosteranno da quanto universalmente sin lì accettato.

Quando poi si parla di teorie in ambito medico, la paura che l’opinione “comune e consolidata” su tutto ciò che è inerente la salute dell’individuo sia frutto di indottrinamento perpetrato da chi fino ad oggi ha potuto trarne un qualunque vantaggio, fa sì che si formino interi movimenti in difesa della libertà di opinione su argomenti delicatissimi in barba ad ogni evidenza scientifica.

La fede in queste teorie alternative arriva ad essere tanto forte che la maggioranza di coloro che ci credono tendono a rifiutare anche una sensata, argomentata e dimostrata confutazione scientifica delle proprie convinzioni, persino se fatta da chi può dimostrare di avere i titoli adeguati per parlare dell’argomento in esame.

Fortunatamente vi sono ancora anche individui che, confusi sull’eccesso di informazioni da cui veniamo investiti ogni giorno, sono aperti a trovare le risposte presso “autorità” competenti.

Per loro e nella speranza di far ragionare anche qualcuno di quelli dei gruppi più integralisti, il Professor Pellegrino Conte, ordinario della cattedra di Chimica Agraria presso l’Università degli Studi di Palermo, già da anni cerca di divulgare precise e motivate indicazioni scientifiche sul suo blog www.pellegrinoconte.com.

Ed è a questa missione che si ispira il libro Frammenti di chimica dove il Professore cerca di eviscerare tre argomenti molto dibattuti e controversi nelle discussioni on-line: l’acqua e le sue millantate proprietà magiche, l’efficacia dell’omeopatia e la presunta salubrità di alcuni dolcificanti in commercio in opposizione all’insalubrità di altri.

Il punto focale delle dissertazioni del libro è il metodo: non vengono espresse opinioni ma esposti e dettagliati fatti e conclusioni dettate dagli esperimenti e dalle ricerche con puntuale rigore scientifico.

Il libro, come lo stesso autore ammette e sottolinea nella parte introduttiva, risulterà di non semplice comprensione per tutti, soprattutto sarà molto ostico per coloro che non hanno nemmeno un minimo di formazione di chimica di base.

Paradossalmente ciò preclude dalla fruizione di questo volume anche gran parte di quei superesperti da social-media che si ergono a paladini delle teorie “alternative” proprio perché parlano senza alcuna formazione specifica. D’altronde queste persone, non avendo alcun dubbio circa l’essere dalla parte della ragione, non avrebbero comunque accettato una lettura tanto in disaccordo con i loro credo.

Per dirla alla maniera di Bertrand Russell “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

E il dubbio è alla base della ricerca scientifica. E’ per dissipare i dubbi posti dalla natura che si formulano teorie scientifiche e poi si effettuano esperimenti ed esperienze per confermare o confutare tali teorie. A nulla varrebbe tutto questo processo se non si prendessero poi per vere le conclusioni a cui tali esperimenti ci portano. Sempre aperti a nuovi esperimenti ed esperienze che eventualmente confutino tali conclusioni, posto a presupposto che tali risultati siano stati ottenuti con procedimenti rigorosi. La scienza non fornisce verità assolute ma è l’unica che può dimostrare le proprie verità relative.

Vox Zerocinquantuno n.27, ottobre 2018


In copertina foto da pellegrinoconte.com

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2 thoughts on “Frammenti di chimica di Pellegrino Conte, recensione di Elisa Benni”

  1. letto l’estratto ed ordinato.
    Il vero problema di questo libro, come di tanti altri che non cito per non far torti con dimenticanze, è che verrà evitato come la peste da parte di coloro che avrebbero i maggiori enefici dalla sua lettura

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