Frida e Surviving Picasso: identikit di due grandi artisti del novecento, di Fabio Bersani

Questo mese ci occupiamo di arte e lo facciamo rievocando due figure simbolo della pittura del novecento. Le storie di due personaggi che con il loro carisma, oltre che con la loro arte, resistono con forte emotività fino ai giorni nostri: Frida Kahlo e Pablo Picasso.
Attraverso le loro vite e la loro pittura è possibile rivivere momenti storici che hanno caratterizzato lo scorso secolo, con queste due pellicole descriveremo alcuni aspetti chiave della personalità dei due artisti e alcune analogie che racchiudono l’essenza di queste due grandi figure del mondo artistico del novecento.

Pittura che passione. Un tema caro ad entrambi i protagonisti dei film è la pittura, ma mai avrei pensato che dietro a quella tela si potesse nascondere latente una passione sfrenata, e non sto parlando solo di arte. Nei due film vengono evidenziati gli aspetti più travolgenti delle loro sfrenate conquiste amorose, da Città del Messico a Parigi, una lunga linea temporale dei più famosi amanti dei due famosi artisti.
Frida si innamora di suo marito, il noto pittore messicano Rivera proprio per questo decantato fascino da artista. Di tale fascino ne farà uso lei stessa quando lo evocherà attivamente in futuro avendo a sua volta diversi amanti, una relazione fedifraga persino “condivisa” a sua insaputa col marito (anche lui avvezzo al passatempo delle amanti).
Picasso, famoso donnaiolo, tradisce sua moglie con diverse amanti. Una delle ultime fu la giovane e futura pittrice Francoise Gilot, il fascino dell’artista spagnolo colpisce senza fronzoli. Dopo alcune lezioni di pittura la differenza di quasi 40 anni viene messa in secondo piano dal carisma del pittore che fa innamorare di sé la giovane francese.
In entrambe le pellicole vengono raccontate con azzeccati colori e colpi di scena gli amanti di entrambi gli artisti. Viene posto in evidenza come fossero veri artisti al di fuori delle stanze in cui usavano dipingere, ma che proprio questa arte veniva trasposta nella vita di tutti i giorni e nei loro legami sociali.

Una storia vissuta in prima persona. Le video-biografie dei due artisti sono delle fonti primarie di ricostruzione storica, dalla Parigi occupata alla lotta al comunismo attuata negli Stati Uniti, il tutto vissuto in prima persona dai due già citati artisti.
La vita di Frida è in larga parte legata a quella di suo marito Diego Rivera, il quale la porterà in giro con sé anche negli USA, là dove il clima anti-comunista irromperà nell’atrio della torre del Rockefeller center distruggendo l’intera parete a causa di un suo lavoro raffigurante Lenin. La vita di Frida si lega per un brevissimo periodo a quella di Trockij durante l’asilo politico in Messico da parte dell’intellettuale russo, sotto la protezione del presidente e l’ospitalità del suo amico Rivera. Come si può vedere dal film, Frida e Trockij ebbero anche una brevissima relazione amorosa, una delle tante relazioni con personaggi di un certo calibro che hanno contribuito a costruire la figura dell’artista messicana che noi oggi conosciamo.
Picasso vive diverse epoche storiche in modo altrettanto intenso. L’artista abita in una Parigi assediata dai tedeschi, ma il fatto sorprendente che emerge dal film di James Ivory è che il pittore spagnolo riesce ad intrattenere una vita agiata e tranquilla, nonostante il periodo di occupazione nazista e il clima di tensione nella capitale francese. Cambiati i tempi il pittore vivrà successivamente da vicino la causa comunista in quanto si avvicinerà al partito e se ne farà anche promotore in prima persona iscrivendosi allo stesso. La militanza di Picasso è così emblematica di uno scontro di ideologie che hanno avuto luogo nell’epoca successiva alle due guerre mondiali, durata per diversi anni anche dopo la sua morte.

L’arte è passione, l’arte è vita. L’importanza dell’arte va oltre i soldi, l’arte accompagna questi grandi pittori fino alla loro morte e vive fino ai giorni nostri con capolavori senza epoca.
La pittura per la messicana è una sorta di diario, descrive la sua vita attraverso i colori e la tela. A volte dipinge attenendosi integralmente ai fatti realmente accaduti, altre ne ridisegna i confini adattando il vissuto ad un mondo immaginifico. La pittura permette all’attrice di evadere da una realtà che a volte è stata tiranna nella sua vita, con grandi delusioni e tradimenti personali.
L’arte per Picasso è difficile da descrivere, ma quello che si può affermare con certezza guardando il film, è che la sua vita è dedicata per lo più all’arte, non solo come forma di pittura ma come vera e propria espressione di sé e delle realtà a sé circostanti. Con l’artista spagnolo si può passare da scene di guerriglia come la Guernica a scene di ordinaria quotidianità come l’uccisione di un gallo con un coltello. Con la pittura egli rappresenta i propri sentimenti tra diversi colori e diverse forme. Particolarmente rilevante il periodo in cui creava arte prendendo ferrivecchi dalle discariche o quando modellava vasi di terracotta. In quel prendere oggetti e portarli alla vita c’è tutto il genio di Picasso, una vita dedicata all’arte, unica vera amica e anima presente in una vita fatta di pochi e sinceri legami spesso spezzati.

Vite straordinarie per due grandi artisti, che più di altri hanno saputo convivere e reagire alle loro paure utilizzando l’arte ed elevando la stessa ad un livello superiore. Opere che ancora oggi risultano uniche e senza tempo nel ricordo di grandi sofferenze trasformate in qualcosa di bello a disposizione di tutti.

Vox Zerocinquantuno 16, novembre 2017

 

In copertina foto da www.thecut.com


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

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