G7: mancato accordo sul clima, tregua invece sugli altri negoziati, di Danilo Iannazzo

Un G7 a due facce quello che si è concluso a Taormina. Braccio di ferro su migranti, terrorismo e commercio internazionale, sui quali si è raggiunto però un compromesso; resta invece la spaccatura sui cambiamenti climatici. Gli Usa restano fuori: «Prenderemo una decisione la settimana prossima» fa sapere Trump. Angela Merkel non si tira certo indietro nel commentare il G7 definito dalla stessa cancelliera “molto insoddisfacente”. Clima, protezionismo, terrorismo e immigrazione, la sintesi punto per punto.

Protesta Greenpeace @Tommaso Galli da www.ambienteambienti.com/g7-(taormina-trump-riscalda-ambiente)

L’insoddisfazione è frutto dei mancati accordi sul clima che hanno trovato un avversario contro quale la Merkel e gli altri Stati sono andati a scontrarsi; i negoziati sono stati caratterizzati  da uno schema “sei contro uno” , perché a parte gli Stati Uniti tutti gli altri Paesi si sono trovati concordi per una rapida applicazione degli accordi di Parigi del 2016. Tuttavia Trump ha comunicato che si riserverà di decidere nelle prossime settimane. In linea con le negoziazioni anche Papa Francesco che non ha fatto mistero delle sue intenzioni omaggiando il corteo presidenziale dell’enciclica sull’ambiente “Laudato sì” i cui temi ruotano attorno all’amore per l’ambiente, questione spazzata via dalla Casa Bianca e dai programmi del presidente Usa sin dai primi momenti del suo insediamento. L’invito del Papa è quindi quello a cambiare rotta, ad impegnarsi come leader del mondo a contrastare i cambiamenti climatici e a prendersi cura della terra, minacciata dalle attività dell’uomo e dalla sua noncuranza.

Un secondo dossier su cui c’è stato uno scontro duro si riferisce al problema economico dei mercati; in particolare la stessa Merkel ha dichiarato di voler mantenere i mercati aperti rifiutando il protezionismo e le pratiche commerciali scorrette. Su questo punto il presidente Trump sembra invece aver ceduto.  Nel comunicato finale, il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin e Donald Trump, dopo un lungo braccio di ferro, sono riusciti a mantenere la promessa di una lotta al protezionismo. Ma il duello tra le due potenze economiche del G7, America e Germania, sembra essere appena cominciato.

Un’altra débacle, soprattutto per Merkel e Gentiloni, è invece la frase che riguarda l’immigrazione: i leader del G7 “riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale”. Questa è proprio la linea che il capo del governo Gentiloni aveva cercato di sconfiggere e contro cui si batte da anni anche la cancelliera , entrambi convinti che sia necessario favorire piuttosto una politica della prevenzione, di sostegno dei paesi di origine. Non a caso, in quest’anno di concomitanza di presidenza tedesca del G20 e italiana del G7, l’Africa è diventato un tema centrale. E nella dichiarazione finale c’è l’accenno agli investimenti in Africa, che sono “un’importante strumenti per spingere gli investimenti nel continente”.  Ma per il momento sembra aver vinto proprio la linea di Trump dei muri.

Vox Zerocinquantuno n 11, giugno 2017


Danilo Iannazzo, giornalista pubblicista dal luglio del 2009. Ha collaborato presso il “Giornale di Sicilia” e ha avuto esperienze con emittenti televisive e radiofoniche. Laureato magistrale in giornalismo e laureato magistrale in Storia e Filosofia. Attualmente docente in diversi licei.

*In copertina foto tratta da http://www.ansa.it/g7_italia_2017/notizie/2017/05/25/donald-trump-a-taormina-al-via-il-g7-dellitalia_0a583022-c64e-4d7e-893e-68fac7f6e329.html

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