Giovanni Falcone. Storie di uomini che combattevano la mafia di Fabio Bersani

Giovanni Falcone di Ferrara è un bel film sulla mafia, e non solo. La pellicola narra degli ultimi anni di lavoro di Falcone e dell’amico Borsellino, della lotta alla mafia degli anni 80 e 90 nel nostro Paese, delle loro vite, delle loro famiglie, parla di carriere che tolgono spazio all’ambiente familiare, di litigi con i figli e ancora di lavoro, di tanto lavoro.

Il film è anche una guida per capire cos’è la mafia, come è stata studiata e processata negli anni del maxi-processo. La storia di un’isola che combatte per la legalità e la legittimità di uno Stato, le cui storie passano anche attraverso Roma e il sud America, dove vivono decine di pregiudicati e muovono i fili invisibili del loro comando verso l’Italia. Non c’è solo la mafia, c’è anche la politica sullo sfondo, come racconta Buscetta a Falcone: << se tu sei ancora vivo è perché non ti ho parlato dei legami che ha la mafia con la politica>>.

La pellicola è una splendida ricostruzione dell’egregio lavoro del magistrato Falcone, Ferrara si concentra sul modus operandi del magistrato, preciso e continuo, fermo nell’ottenere giustizia verso i mafiosi e gli affiliati alle cosche presenti sul territorio. Strepitose le scene degli interrogatori con Buscetta. Incontri ricchi di informazioni, ma anche di intesa per quelli che sono due uomini che conoscono i codici e i simboli del linguaggio mafioso.

Il film di Ferrara ci mostra anche tanto sangue, assassini commissionati e portati a termine in un clima di stupore e di rabbia in cui i cittadini chiedono giustizia verso uno Stato che dovrebbe garantire ordine sociale.

Ma non c’è solo questo: il regista ci racconta oltre al profilo professionale, un Falcone uomo, marito e amico. Giovanni Falcone non era solo un magistrato, non era solo un uomo di giustizia, ci viene descritto attraverso il suo rapporto con il collega Paolo Borsellino come un uomo simpatico e dai modi gentili. Vengono messe in evidenza le difficoltà che le rispettive famiglie dei due magistrati dovettero subire quando furono costretti all’esilio nell’isola dell’Asinara per completare in sicurezza il loro lavoro, come le lacrime della figlia che diventeranno poi di dolore nel vedere il corpo del padre esanime dopo l’attentato di Capaci.

Ferrara con questo film porta sullo schermo la guerra tra Stato e mafia dove tanti sono stati i caduti e pochi i vincitori, mostra il difficile rapporto tra giustizia e territorio e il misterioso nonché controverso intreccio tra mafia e politica.

Vox Zerocinquantuno n.6, Gennaio 2017


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

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