Global Strike for future: i giovani pretendono il loro futuro, di Chiara Di Tommaso

“Vieni giù! Manifesta anche tu!” era solo uno dei tanti cori urlati a gran voce che hanno animato la manifestazione del 15 Marzo “Fridays for Future”. Forse il motto più semplice, ma al tempo stesso il più esplicativo del messaggio di fondo del movimento di protesta: tu, chiunque tu sia, dovunque tu sia, affacciato alla finestra, seduto alla fermata dell’autobus o al ristorante, tu adulto o bambino, partecipa perché tutto questo ti riguarda, tutto questo ti coinvolge direttamente.

Corso di scrittura creativa

Nessuno infatti si sarebbe dovuto sentire esente dall’aderire allo sciopero globale per l’ambiente, lanciato dalla sedicenne svedese Greta Thumberg, da anni attiva per campagne di sensibilizzazione e azione sul tema, oggi candidata al premio Nobel per la Pace. Lo sciopero ha avuto giustamente risonanza internazionale, ha riempito le piazze di 1964 città di 122 paesi, facendo scendere nelle strade milioni di persone. Una tale mobilitazione è stata sorprendente e inaspettata nei numeri, ma soprattutto nella sua composizione: la maggior parte dei manifestanti erano giovani e giovanissimi, che ispirati dall’esempio di Greta e dalle sue parole, si sono sentiti toccati in prima persona e hanno capito di avere il dovere di intervenire.

Foto:Chiara Di Tommaso

La situazione infatti non è mai stata così grave, la scienza e tutte le competenze tecniche che sono state acquisite al giorno d’ oggi permettono di fare previsioni spaventose sulle condizioni climatiche e ambientali dei prossimi decenni, ed è chiaro da tempo che continuare con lo sfruttamento irresponsabile delle risorse porterà a danni enormi e irreversibili. Per questo il primo sostegno alla protesta è venuto da 12.000 scienziati che hanno firmato in questi giorni l’appello “Scientists for Future”. Quello che Greta ha chiesto, presidiando ogni venerdì davanti al Parlamento svedese ed ha spiegato nel discorso tenuto all’ONU, che è necessario che i governi comincino ad ascoltare la verità dei fatti e ad agire per cambiarla.

Comprendere l’urgenza di interventi importanti e di profonde modifiche nel comportamento degli Stati, delle imprese e dei cittadini è l’unica soluzione per garantire un futuro alle prossime generazioni. E così sono state proprio le “prossime generazioni” a marciare per le strade: bambini delle elementari, ragazzi delle scuole medie e superiori soprattutto e giovani universitari. Proprio la stessa generazione che è spesso additata per indifferenza e pigrizia, che è cresciuta distante e quasi estranea alla politica, ha evidentemente dimostrato di aver trovato qualcosa per cui vale la pena lottare ed impegnarsi.

Il corteo che ha attraversato Bologna partendo da Piazza Maggiore alle ore 9 è stato pacifico, allegro e coloratissimo. L’atmosfera che si respirava camminando tra i ragazzi era di sincera speranza, profonda consapevolezza e volontà di farsi ascoltare. I cartelli e striscioni che venivano alzati in alto erano moltissimi, dai più seri ai più ironici e originali: “Planet is hotter than my boyfriend”, a dimostrazione di come la leggerezza propria della gioventù possa essere compatibile e efficacemente unita alla loro serietà e alla loro capacità di prendere posizione. Le voci instancabili che gridavano “Non esiste un pianeta B” oppure “Si vede, si sente, Bologna è per l’ambiente!” non si sono mai fermate caricando di un energia buona e pulita l’aria del centro città. Il fiume di persone, che ha completamente bloccato il traffico cittadino, ha fatto una sosta in Piazza dei Martiri, riempiendo la fontana vuota di cartelloni e poi ancora una seconda sulle scale del Parco della Montagnola, dove centinaia di ragazzi hanno appeso il loro striscione creando un’immagine molto suggestiva.

Acquista il tuo spazio pubblicitario su Vox

L’importanza di questi gesti e della scelta di tutte le persone che nel mondo quel venerdì hanno scioperato, non è da sottovalutare. Finalmente sembra crescere la consapevolezza che non si parla più di ipotesi o di problemi che forse si vedranno tra secoli. Stiamo parlando del nostro presente, e per questo è fondamentale agire oggi. Per quanto riguarda gli effetti immediati dello sciopero, sembra che alcune istituzioni abbiano almeno a parole risposto positivamente all’allarme lanciato dai manifestanti.

La Commissione europea ha affermato: “Vi ascoltiamo e stiamo facendo esattamente ciò che chiedete. Incoraggiamo i giovani che potranno votare alle elezioni europee a far sì che il cambiamento climatico sia una priorità nella campagna, così come invitiamo tutti i partiti politici a definire le loro posizioni sul tema nei loro programmi elettorali”.

Anche il Presidente della Repubblica Mattarella, riferendosi alle 182 città italiane che hanno aderito allo sciopero, sostiene: “Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Tanti giovani ricordano a tutti e chiedono a tutti e soprattutto alle istituzioni, di agire per difendere il clima e l’ambiente sulla Terra”.

La parola futuro, sulle bocche di tutti coloro che hanno protestato e che spesso ricorre negli slogan lanciati da Greta stessa non è da fraintendere: non è più possibile procrastinare, non c’è più tempo.

Vox Zerocinquantuno n.32, Aprile 2019

In copertina foto Sara Piri

(12)

Share

Lascia un commento