I grandi classici riveduti e scorretti, recensione di Elisa Benni

Se i social network fossero sempre esistiti

Dal 2014 su Facebook è nata la pagina Se i social network fossero sempre esistiti dove in barba ad ogni anacronismo i temi d’attualità vengono dibattuti, commentati o semplicemente annunciati da svariati personaggi del passato. Accanto alle depressioni di Leopardi e alle goliardate di D’Annunzio, sulla pagina si potranno trovare espressioni di sconforto di Dante Alighieri e di Alessandro Manzoni sull’attuale conoscenza media della lingua italiana, confutazioni parziali della teoria evoluzionistica da parte dello stesso Charles Darwin messo di fronte ai comportamenti quotidiani dei frequentatori dei social network o l’annuncio dell’ora legale a mezzo di una propria poesia a cura di Salvatore Quasimodo.

Recentemente due dei fondatori della pagina, Francesco Dominelli e Alessandro Locatelli, hanno deciso di dare sfogo alla propria creatività rivisitando in chiave contemporanea alcuni fra i più noti libri della storia. Cinquanta grandi classici del passato, remoto o recente, riassunti con una grande dovizia e dissacrati con uso sapiente dell’ironia.

Una sorta di mini-Bignami di ciascun libro dove i personaggi dell’opera vengono attualizzati e messi a confronto col sentire moderno.

Ogni capitolo, ossia ogni riassunto, parte dal titolo dell’opera al quale viene associato un sottotitolo pungente (dagli autori chiamato sfottotitolo). Segue un riassunto della trama e degli intenti del “classicone” di turno da cui emerge una conoscenza approfondita degli autori di questi libri. In chiusura viene proposta una scheda in cui ai temi del libro vengono accostati una colonna sonora, una citazione improbabile e una curiosità (vera e spesso assai interessante).

Dall’Orlando Furioso (un gruppo di aitanti cavalieri di due fazioni contrapposte decidono di mettere in pausa una Crociata per correre dietro alla patata) a I Promessi Sposi (un gruppo di invitati, scioccati di dover partecipare a un matrimonio in piena estate, si organizza in massa per farlo saltare a tutti i costi) nessuno sfugge al riesame degli autori. Riassunti puntuali con derive sarcastiche: proprio nel momento in cui leggendo ci si era dimenticati di non essere in un’antologia delle scuole superiori arriva il coup de théâtre. Parlando del Canto XXVI dell’Inferno dantesco, luogo di dannazione dei consiglieri fraudolenti, per esempio si legge: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” è la terzina più famosa del canto. Messaggio che evidentemente non abbiamo ancora colto, preferendo Uomini e donne ad Alberto Angela”.

Un modo divertente per rivivere libri appassionanti e fondamentali per la letteratura per chi li ha già letti e per accattivare un pubblico giovane che ai classici si accosta con timore e preconcetto.

Molto evocative anche le illustrazioni di Stefano Bucci che creano un ponte fra il libro in questione e un classico di cinema o televisione.

Vox Zerocinquantuno, n.29 Dicembre 2018

 

In copertina foto da Deskgram

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