“I miracoli di Ortensio” di Vladimiro Albertazzi. Recensione di Lella Di Marco

Narrazione e scrittura in una logica materialista di più di mezzo secolo di storia italiana- tra il personale e il politico

I miracoli di Ortensio è un libro non facilmente classificabile come genere: è una biografia legata agli eventi storici italiani, al passaggio da una società contadina ad una industriale, con lucida chiarezza sulle diseguaglianze sociali, dalle ingiustizie alla massificazione del pensiero e delle coscienze, dalla deprivazione della spontaneità… alla ribellione, alla delusione della sconfitta, alla disgregazione sociale, alla solitudine, alla malattia- depressione-schizofrenia… con un finale a sorpresa e di salvezza.

Il tutto imbastito in una trama semplice e complessa allo stesso tempo. Facilmente comprensibile perché dentro ci siamo in molti. Soprattutto chi ha superato i cinquanta anni e che non è stato estraneo ai movimenti culturali e politici del paese, chi ha vissuto personalmente l’esplosione giovanile del 77 con tutti i suoi limiti ma anche ricchezze, innovazioni del pensiero dello stile di vita e relazioni umane.

Non si tratta di un instant book anche se la lettura è veloce. L’autore riesce in 100 pagine “miracolosamente” a dare l’idea della complessità delle situazioni. Non c’è superficialità né improvvisazione. Si avverte la sensazione come di avere appena incontrato l’autore in piazza o al bar, lasciandoti per due ore senza respiro a raccontarti la storia degli ultimi cinquanta anni in Italia. Ne intuisci subito le implicazioni sociologiche e psichiatriche a cominciare dalla “stazza” del dal protagonista che è anche voce narrante. Lui, Ortensio, con l’ossessione del suo corpo che parla per lui. Ortensio malato come la società, in cui vive una vita “non vera”. Ortensio che si isola rifiutandosi anche di parlare. Ortensio muto che usa le parole degli altri in una simulazione di comunicazione. E così vengono a galla altre “ossessioni” della nostra epoca IL CORPO e LA MALATTIA . Lui ne è vittima come lo è la società intera ma alla fine riesce a trovare una soluzione… UMANIZZANDOSI. Puntando alle emozioni, alla vibrazione dei sentimenti. Alla vita vera. Da protagonisti.

Albertazzi non proviene da una formazione letteraria specifica, la sua preparazione è fondamentalmente sociologica. Ha affrontato studi nell’ambito delle scienze umane, con riferimenti teorici a quelli che lui considera suoi maestri da Davide Harvey ad Eugenio Borgna o Zygmunt Bauman.

E’ PIACEVOLE E RAFFINATA la sua inventiva letteraria che fa veramente della sua narrazione una scrittura. Portandoci alla conoscenza della realtà senza mediazioni. Ovviamente l’unica mediazione è lui- la sua visione del mondo – però in una comunicazione non autoritaria. Non violenta.

Ad Albertazzi va riconosciuto, anche il merito di introdurre – il malato ( e non la malattia ) nella nuova letteratura , tema già affrontato- anche se in altri termini- da Dante Petrarca- Tasso-Leopardi… e di avere come paladini- nel testo- due giovani poeti Paolo Coceancig e Gian Maria Vallese… con tutto quello che la poesia e la bellezza poetica riescono a rappresentare.

I miracoli di O. arriva, inaspettatamente, come seconda opera letteraria dopo Battiti per minuto ed Pendragon Bologna 2016

Per brindare allo scrittore emergente e ad una nuova letteratura c’è un invito per tutti-e:

Venerdì 14 settembre alle ore 18 presso il Centro Sociale Giorgio Costa,via Azzo Gardino 48, Bologna, presentazione del romanzo di Vladimiro Albertazzi “I miracoli di Ortensio” ed. ALETTI- Roma maggio 2018.

Dialoghera’ con l’autore Sergio Rotino. Letture di Paolo Coceancig e Gian Maria Vallese.

Vox Zerocinquantuno n.26, settembre 2018


Lella Di Marco, Ass.ne Annassim.


In copertina foto dal profilo Facebook dell’autore.

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